I dati di panachage - vale a dire i voti personali attribuiti dagli elettori di un partito ai candidati di altre liste - dovranno essere pubblicati anche a livello comunale, retroattivamente al 2012. È quanto chiede un'iniziativa elaborata del deputato del PPD Franco Denti e sottoscritta da colleghi di altri quattro gruppi politici: Roberto Badaracco e Stefano Steiger (PLRT), Bruno Cereghetti (PS), Orlando del Don, Lara Filippini e Marco Chiesa (UDC), Sergio Savoia e Michela Delcò Petralli (Verdi), unitamente a Sergio Morisoli (AreaLiberale).
La pubblicazione dei dati di panachage è prevista per ora solo a livello cantonale. A dimostrazione di quanto questa facoltà sia gradita dagli elettori, alle ultime elezioni del 2011 sono stati espressi più di 230 mila voti di panachage, oltre la metà dei quali da elettori che hanno votato la scheda senza intestazione. Il partito che ne ha beneficiato in maggior misura è stato la Lega dei ticinesi, davanti a PLRT, PPD, PS e Verdi. Dai dati di dettaglio pubblicati la sera stessa delle elezioni si può anche evincere quanti voti ha preso il singolo candidato dalle altre liste.
A livello comunale la pubblicazione non è prevista per ragioni di tutela della segretezza del voto. Nei Comuni piccoli infatti sarebbe possibile risalire al voto del singolo elettore e vedere chi ha votato per chi. Ma la tutela della segretezza, osserva Denti, rimane salvaguardata nei Comuni di una certa grandezza, soprattutto ora che è in corso da anni un processo aggragativo che ha visto la formazione di entità sempre più popolose. E quelle sul panachage sono «informazioni importanti, che i cittadini devono poter conoscere per trarre anche le loro valutazioni». Di qui la proposta di fissare la soglia minima di mille elettori per la pubblicazione dei dati; un numero già contemplato dalla Legge sui diritti politici, che impone la firma di venti proponenti per le liste presentate nei Comuni con mille e più elettori. Gli iniziativisti chiedono anche che l'entrata in vigore sia retroattiva alle elezioni comunali del 2012 e che l'Ufficio cantonale di accertamento proceda a una pubblicazione non appena i dati elaborati dal Centro servizi informativi saranno pronti. L'iniziativa, precisano i promotori, si riferisce ai dati di panachage complessivi e non a quelli di ogni ufficio elettorale.
Sorge però spontanea anche la domanda sulle reali motivazioni di questa richiesta, promossa da un candidato al Municipio alle ultime elezioni comunali di Lugano. «Non nego che ci sia anche un interesse personale a conoscere questi dati. A Lugano sono giunto secondo e ho totalizzato il doppio dei voti ottenuti dal secondo cinque anni fa, ma non so da dove provengono questi consensi. D'altra parte la pubblicazione di questi dati sarebbe anche l'occasione per capire certe dinamiche politiche e avviare un discorso un po' più ampio sulle tendenze di fondo in atto. I partiti storici sono in crisi ma non stanno facendo nulla per superarla».
La pubblicazione dei dati di panachage è prevista per ora solo a livello cantonale. A dimostrazione di quanto questa facoltà sia gradita dagli elettori, alle ultime elezioni del 2011 sono stati espressi più di 230 mila voti di panachage, oltre la metà dei quali da elettori che hanno votato la scheda senza intestazione. Il partito che ne ha beneficiato in maggior misura è stato la Lega dei ticinesi, davanti a PLRT, PPD, PS e Verdi. Dai dati di dettaglio pubblicati la sera stessa delle elezioni si può anche evincere quanti voti ha preso il singolo candidato dalle altre liste.
A livello comunale la pubblicazione non è prevista per ragioni di tutela della segretezza del voto. Nei Comuni piccoli infatti sarebbe possibile risalire al voto del singolo elettore e vedere chi ha votato per chi. Ma la tutela della segretezza, osserva Denti, rimane salvaguardata nei Comuni di una certa grandezza, soprattutto ora che è in corso da anni un processo aggragativo che ha visto la formazione di entità sempre più popolose. E quelle sul panachage sono «informazioni importanti, che i cittadini devono poter conoscere per trarre anche le loro valutazioni». Di qui la proposta di fissare la soglia minima di mille elettori per la pubblicazione dei dati; un numero già contemplato dalla Legge sui diritti politici, che impone la firma di venti proponenti per le liste presentate nei Comuni con mille e più elettori. Gli iniziativisti chiedono anche che l'entrata in vigore sia retroattiva alle elezioni comunali del 2012 e che l'Ufficio cantonale di accertamento proceda a una pubblicazione non appena i dati elaborati dal Centro servizi informativi saranno pronti. L'iniziativa, precisano i promotori, si riferisce ai dati di panachage complessivi e non a quelli di ogni ufficio elettorale.
Sorge però spontanea anche la domanda sulle reali motivazioni di questa richiesta, promossa da un candidato al Municipio alle ultime elezioni comunali di Lugano. «Non nego che ci sia anche un interesse personale a conoscere questi dati. A Lugano sono giunto secondo e ho totalizzato il doppio dei voti ottenuti dal secondo cinque anni fa, ma non so da dove provengono questi consensi. D'altra parte la pubblicazione di questi dati sarebbe anche l'occasione per capire certe dinamiche politiche e avviare un discorso un po' più ampio sulle tendenze di fondo in atto. I partiti storici sono in crisi ma non stanno facendo nulla per superarla».