Il partito ambientalista pone la condizione ai socialisti per un eventuale accordo in vista delle federali Le posizioni antieuropeiste del coordinatore complicano però l'operazione – Il PS deciderà il 29 luglio
Che i Verdi del Ticino avrebbero candidato Sergio Savoia per il Consiglio degli Stati era ampiamente previsto. Che il partito avrebbe presentato una lista completa e con i suoi migliori rappresentanti per il Consiglio nazionale era tutto sommato atteso. Che gli ambientalisti avrebbero posto come condizione al PS l'approvazione del nome di Savoia come candidato d'area per un'eventuale congiunzione di liste non ha sorpreso nessuno. Che però i socialisti accettino questo vincolo è tutt'altro che scontato. Anzi, alcuni elementi sembrano indicare che i giochi sono ancora aperti, con molti socialisti disposti a non transigere sulle idee anti-europeiste di Savoia. Bisognerà attendere la decisione del comitato cantonale del PS in calendario il 29 luglio. Tutto questo è scaturito sabato a Bellinzona durante l'assemblea straordinaria dei Verdi, convocata proprio per avallare le liste per le elezioni federali di ottobre.
Su tutto e su tutti aleggiava però il dilemma: congiunzione sì o congiunzione no? I Verdi hanno le idee chiare. Approvando a stragrande maggioranza il conferimento di un mandato alla Direzione per discutere con il PS dell'alleanza, hanno detto: o con Savoia come candidato d'area per gli Stati o niente.
Il presidente ad interim del PS Carlo Lepori, presente ai lavori, ci ha esplicitamente confidato di non gradire le posizioni molto critiche di Savoia in merito all'Europa e la sua appartenenza al comitato ticinese dell'associazione di Christoph Blocher contro l'adesione strisciante della Svizzera all'Unione europea. «Le sue idee sono molto diverse da quelle del PS. Quando ho definito "improponibile" la candidatura d'area di Savoia ho espresso un'opinione personale. Ora prendo atto della posizione ufficiale del partito che porterò in Direzione. Ne discuteremo, anche se noi andremo avanti nella ricerca di un nostro rappresentante per gli Stati. Savoia potrà anche essere il miglior candidato d'area possibile, come lui sostiene, ma non rappresenta le nostre idee» ha detto Lepori.
No all'Europa dei tecnocrati
In effetti, perorando la sua candidatura, poi approvata con una sola astensione, il coordinatore si è fatto forte dei circa 30.000 suffragi ottenuti alle recenti elezioni cantonali, un buon viatico in vista di un voto per il Consiglio degli Stati, con il sistema maggioritario, che premia maggiormente le persone che i partiti. «I due rappresentanti di ogni Cantone nella Camera alta dovrebbero rappresentare tutta la popolazione ma per il Ticino oggi non è così. Ne rappresentano solo una parte, quella economica e filo-europeista» ha detto Savoia. Ed a proposito di Europa, ha sottolineato il fatto di non esser contrario per principio ma sicuramente si oppone all'attuale modello di Unione Europea: «Dico sì all'Europa dei popoli sovrani che possono codecidere, all'Europa dei diritti paritari; dico no invece all'Europa della finanza, con un cuore freddo e che massacra le popolazioni come quella greca». E per meglio sostanziare il suo pensiero, Savoia ha citato addirittura papa Francesco, pure lui contrario ai tecnocrati che decidono che cosa devono fare i popoli.
«Do ut des»
Va ricordato che già per le elezioni federali del 2011 c'era stata una congiunzione fra PS e Verdi: allora fu scelto l'ecologista Marco Maurizio quale rappresentante d'area per il Consiglio degli Stati.
Parlando di congiunzione, Savoia non ha comunque nascosto ai presenti gli scenari più probabili. Se ci sarà – ha detto – e se gli eletti al nazionale saranno due, al 90% saranno due socialisti. I verdi resterebbero fuori, per questo chiede «in contropartita» la sua candidatura unica per gli Stati. «Una sorta "do ut des". Ogni parte deve fare un sacrificio. Non abbiamo lavorato dieci anni per uscire dal cono d'ombra del PS per ora rientrare nei ranghi. La congiunzione deve poi rientrare in un discorso globale che interessi non solo le elezioni federali ma anche le comunali del prossimo anno, guardando soprattutto a Lugano» ha aggiunto il coordinatore.
«È difficile valutare ora se si tratta di un "do ut des" equilibrato. Bisogna fare tutta una serie di calcoli» ha affermato al proposito Lepori.
Candidati forti
L'assemblea ha pure approvato la lista per il Nazionale con solo un voto contrario e un'astensione. Composta anche in base ai risultati delle comunali di aprile, comprende Claudia Cappellini, consigliera comunale a Savosa; Claudia Crivelli-Barella; consigliera comunale a Mendrisio e già granconsigliera; Franco Denti, deputato in Parlamento, di Lugano; Elisabetta Gianella di Lugano, Tamara Merlo, deputata in Gran Consiglio, di Lugano; Sergio Savoia di Bellinzona; Andrea Stephani, consigliere comunale a Mendrisio; Pierluigi Zanchi, consigliere comunale a Locarno.