L'Ordine dei medici del Canton Ticino è convinto della necessità di far valere le cifre sul tavolo della politica. Denti: 'Auspichiamo che questi dati servano a non mollare l'osso'.
Le nuove previsioni stimano le eccedenze pagate dai ticinesi in circa 400 mio nel 2013 e 2014
Nessuna svolta positiva, anzi. I correttivi introdotti nel 2012 risultano inefficaci: i premi di cassa malati continuano a lievitare, come pure le riserve accumulate. È quanto sostiene un nuovo studio commissionato dall'Ordine dei medici del Canton Ticino a Bruno Cereghetti , già capo dell'Ufficio dell'assicurazione malattia e deputato socialista. Cereghetti, partendo dai dati noti fino a oggi, stima per il 2012 delle eccedenze di 360 milioni (in linea con il primo studio svolto nel 2011) e un ulteriore aumento per il 2013 e 2014, che porterà le riserve a circa 400 milioni l'anno. Un accumulo che definisce «enorme» e che, considerato il prospettato aumento dei premi per l'anno prossimo, «rappresenta uno scandalo legalizzato a danno dei ticinesi». Ma cosa si può fare? Del resto, lo stesso Cereghetti aveva già lanciato l'allarme negli anni scorsi e, seppur il Ticino abbia nel frattempo cercato di ottenere «maggiore equità» a livello federale, per ora si può contare su un ristorno dei premi che accontenta pochi. Anzi, Cereghetti fa ancora notare come la rivalutazione delle riserve (grazie all'iscrizione contabile di quelle occulte) per il 2012 era stata stimata attorno al miliardo, quando in realtà «si eleva a un miliardo e 900mila franchi. Se consideriamo la quota parte a partire dalla popolazione residente, che non è comunque un criterio particolarmente equo – annota Cereghetti –, la rivalutazione per il Ticino si situa a quasi 80 milioni, anziché i 40 annunciati».
Se per il passato i giochi ormai sembrano fatti, cosa ci si può attendere di diverso guardando al futuro? «La nostra proposta era stata chiara – ha ricordato il presidente dell'Ordine e deputato popolare democratico Franco Denti , durante la presentazione delle cifre alla stampa –. Avevamo suggerito di non aumentare i premi, bensì di utilizzare le riserve accumulate in eccesso. L'unico a risponderci fu il consigliere federale Alain Berset, dicendoci che non si poteva fare. Ora, grazie a questo nuovo studio, siamo in grado di dimostrargli che il nuovo sistema non è meglio di quello passato e perciò è bene che ci ridiano indietro quello che ci spetta». Non è così semplice, poiché sulla bilancia pesano anche i calcoli di quei cantoni che hanno versato di meno. «Si sono già levate delle autorevoli voci di protesta contro il prospettato (ormai quasi certo) aumento dei premi anche per l'anno prossimo – ha aggiunto Cereghetti –. Voci che auspico possano essere supportate da questa prima proiezione, che attesta come un aumento dei premi in Ticino non sia per nulla necessario». Lo studio ipotizza stabili i premi per il 2014, e «senza aumento di premio, il pareggio di bilancio è già garantito! Ma anche se dovesse esserci un leggero deficit, lo si può compensare». Ed è solo a partire dai numeri, osserva Denti, che si può ottenere qualcosa. «È inutile andare a Berna con grandi principi ma poche cifre dettagliate in mano – una frecciatina rivolta al "suo" consigliere di Stato Paolo Beltraminelli e al Dipartimento che dirige, quello della sanità e della socialità –. Solo il confronto dei dati può portare a delle soluzioni. Auspichiamo quindi che questi studi possano servire ai politici: il nostro intento è di aiutare chi di dovere a non mollare l'osso e continuare a rivendicare maggiore equità per il Ticino».