Secondo Franco Denti, deputato PPD, quello del 18 maggio sarà un voto cruciale per la sopravvivenza "del mio medico"
Dal 2006 i medici di famiglia svizzeri cercavano di attirare l'attenzione del mondo politico sulla carenza di professionisti che si andava delineando in questo campo. Il rischio di penuria di medici di primo ricorso è dovuto da un lato all'invecchiamento della popolazione che implica l'aumento delle prestazioni e dall'altro perché anche i medici di famiglia vanno in pensione e i giovani preferiscono scegliere altre specialità o lavorare negli ospedali Per proteggere questa "specie rara" che, nel 2009, avevo paragonato ai panda, si era costituito un comitato che, il 1. ottobre 2009 aveva lanciato l'iniziativa popolare federale "SI alla Medicina di Famiglia". Iniziativa che, in 76 giorni, aveva raccolto circa 200'000 firme: la prova dell'importanza che il popolo svizzero attribuisce al medico di famiglia! Le due mozioni, respinte oggi dal Consiglio degli Stati, hanno avuto il merito di chinarsi sulla problematica relativa alla necessità di rivalutare la professione del medico di famiglia e di attirare l'attenzione sulla situazione che, senza interventi, sarebbe a breve tempo, divenuta drammatica. Purtroppo, visti i "tempi biblici" della politica federale, le mozioni giungono in ritardo sul tavolo della Camera Alta. In effetti, come detto nel dibattito dallo stesso Ministro Berset, che ha rassicurato i mozionanti, il lavoro congiunto effettuato dallo stesso consigliere federale con il Comitato per l'iniziativa, ha portato all'elaborazione di un controprogetto diretto che risponde appieno agli obiettivi dei due atti parlamentari, e che sarà posto in votazione il prossimo 18 maggio, quando il popolo svizzero dovrà pronunciarsi sull'introduzione nella Costituzione di un articolo che garantisca la qualità e l'accessibilità per tutti alle cure mediche di base. Nel controprogetto diretto sono comprese le misure dettagliate il supporto della medicina di primo ricorso che mirano a rendere più. attrattiva questa professione centrale del sistema sanitario che, lo rammento, da sola risolve il 90% dei problemi di salute causando solo il 7% dei costi totali della sanità. Anzi, in tutta chiarezza, le misure elaborate con il Comitato d'iniziativa e riprese nel controprogetto vanno al di là delle richieste fatte dalle due mozioni. In particolare sono state implementate misure sul piano della ricerca nel campo della medicina di primo ricorso, e per l'incentivazione per la creazione di posti di formazione. Quest'ultima misura è già in atto nella maggioranza dei cantoni che finanziano il 75% del salario dei praticanti negli studi medici. In questo campo il Ministro si auspica un'uniformazione a livello nazionale. Inoltre sono state pure messe in atto misure destinate ad incentivare la pratica della medicina di famiglia, come per esempio quella che più volte avevo sollecitato, e cioè l'ampliamento del numero delle analisi che possono essere effettuate nello studio del medico di famiglia e che gli permettono di porre diagnosi in modo rapido, accrescendone l'efficacia e rendendo più immediata l'individuazione della terapia. Va poi detto che, come ha fatto notare il Consigliere federale Berset, una richiesta della mozione della Consigliera Nazionale Christine Bulliard-Marbach, che chiedeva l'apertura di studi medici collettivi che raggruppassero sotto uno stesso tesso medici di specialità diverse, dando al loro interno un ruolo di coordinatore al medico di famiglia, è stata respinta in ossequio alla votazione popolare del giugno 2012 che aveva respinto il Managed Care. Personalmente trovo logico l'esito del dibattito avvenuto martedì al Consiglio degli Stati, anche se tengo a sottolineare che non tutti i cantoni sono nella stessa fase di avanzamento nell'applicazione delle misure legate, per esempio, alla formazione di nuovi medici di famiglia (Praxisassitenz) Infatti, in Ticino il progetto, benché l'Ordine dei Medici l'avesse sottoposto già nel 2009 al Dipartimento della Sanità e della Socialità, giace ancora in un cassetto e sarebbe questo il momento giusto per tirarlo fuori. Oggi come medici, concentriamo tutte le nostre forze per spiegare l'importanza della votazione del 18 maggio grazie alla quale potremo continuare a contare su quel medico di famiglia che, da sempre, in Ticino e in Svizzera chiamiamo familiarmente" il mio medico"!
Franco Denti
deputato in Gran Consiglio e Presidente Ordine dei medici del Cantone Ticino
deputato in Gran Consiglio e Presidente Ordine dei medici del Cantone Ticino