In casa liberale la questione se il sindaco di Lugano dovesse essere a tempo pieno (oggi è al 60%), era già stata posta nell'aprile scorso con un sondaggio online. Il risultato era stato contraddittorio, senza un'indicazione precisa. Lo si rileva anche dalla posizione oggi di Giovanna Masoni, contraria e Roberto Badaracco, possibilista. Entrambi sono in lista per il municipio. "Ritengo che questo 60% possa essere sufficiente - dice Masoni al Caffè -. È una questione di organizzazione: come sanno molte donne impegnate su più fronti: casa, famiglia, lavoro. L'attività che viene esercitata nel rimanente 40% permette di rimanere vicini ad altre realtà. Ad esempio, a un'attività economica privata. Questo ti dà il polso del Paese. E può dare anche l'indipendenza economica, senza gravare sui contribuenti". Oggi la "paga del sindaco" a Lugano ammonta a circa 150 mila franchi (senza contare i gettoni dei vari consigli di amministrazione). Circa 110 mila franchi la retribuzione dei municipali (115/120 quella del vicesindaco). " Viste le dimensioni di Lugano, prima o poi la questione si porrà anche per noi - osserva invece Badaracco -. Tutti i 'bürgermeister' delle grandi città svizzere sono a tempo pieno; solo Lugano, nona città svizzera, ha un sindaco al 60%, anche se l'impegno è già ora al 75%". Secondo Badaracco "a partire dal 2016, penso che il salto al tempo pieno sarà quasi inevitabile". La necessità di avere alla guida della capitale economica-finanziaria del cantone un sindaco al 100% è stata riproposta recentemente da Raoul Ghisletta (Ps) sulle pagine del Cdt. Una necessità per la mole di lavoro, ma anche la soluzione per non incappare in conflitti di inte- Ti-Press ressi. Concetto sostenuto da Cristina Zanini Barzaghi, ingegnere, socialista in corsa per il municipio, che ha surclassato nelle "primarie" di dicembre l'ex consigliere di Stato Patrizia Pesenti. "Visti gli impegni, ritengo giustificabile un impegno al 100% per il sindaco di Lugano. Se capitasse a me, dovrei ovviamente trarne le conseguenze professionali. Il tempo parziale come sindaco, viste le dimensioni di Lugano, non mi pare più attuale - osserva Zanini-; ed è una soluzione che ovvierebbe anche ad eventuali conflitti di interesse". Questione evidenziata pure da Masoni: "Occorre serietà e correttezza da parte di sindaci e municipali, nel rispettare il divieto di prestazione e l'obbligo di astensione se si presenta un conflitto di interessi, dichiarandolo subito, e astenendosi dal prendere parte alla formazione della volontà dell'ente pubblico". Contrario al sindaco al 100% Franco Denti, candidato Ppd per il municipio: "Portare al 100% l'impiego di sindaco mi pare esagerato, anche se non nego che l'impegno per amministrare Lugano sia notevole". Infine Michele Foletti, Lega: "In un sistema politico di milizia come il nostro, va mantenuta la figura del sindaco part-time. Toccherà poi ad ognuno di noi evitare i possibili conflitti di interesse". Ma Foletti, per male che vada, rischia di finire in Consiglio di Stato. A tempo pieno, però.