Qual è il dossier più importante che secondo lei dovrebbe essere affrontato qualora venisse eletto Consigliere di Stato? Quale dipartimento sceglierebbe se fosse (ri)eletta al Consiglio di Stato?
Quello della pianificazione sanitaria di ospedali, cliniche private, case per anziani, Spitex e medici sul territorio in modo da sfruttare le sinergie tra i vari attori del settore, coprire tutte le regioni del cantone e contenere la spesa sanitaria in Ticino.
Il DSS.
Cosa ne pensa di questa frase: "Un giovane con meno di 30 anni disoccupato è la più grande sconfitta di uno Stato".
Condivido ma aggiungo che a questa frase dovrebbe essere leggermente modificata: “Un giovane con meno di 30 anni e un adulto over 50 disoccupati sono la più grande sconfitta di uno Stato”.
Lavoro e dumping salariale. Servono misure concrete. Quali secondo lei?
Prima di tutto è necessario far capo alla responsabilità dei singoli imprenditori che devono poter competere con pari opportunità sul mercato facendo affidamento sulla qualità dei loro prodotti per raggiungere i legittimi obiettivi finanziari.
Sono favorevole a un salario minimo garantito di 3'800 franchi poiché penso che il grado di evoluzione di una società si misura anche attraverso i provvedimenti che vengono presi a tutela degli strati sociali più a rischio.
Sanità, quali misure intenderebbe promuovere per contenere l'aumento dei premi delle casse malati? Contenere la spirale dei costi delle casse malati iniziando dal ridurre i premi per il 2012, dare i sussidi in modo più mirato, mettere in atto una pianificazione integrata degli ospedali e delle cliniche e puntare sulla trasparenza dei premi delle casse malati separando nettamente l’assicurazione di base obbligatoria dalle assicurazioni complementari che hanno fini di lucro. Sono Favorevole a una Cassa Malati pubblica cantonale o intercantonale.
Sottoceneri ricco, Sopraceneri che procede a fatica. Cosa fare per diminuire il divario?
Riconoscere le peculiarità di ogni regione e puntare sullo sviluppo dei suoi punti forti in modo da creare sinergie vincenti per tutto il cantone, attraverso il sostegno agli entri regionali per lo sviluppo e l’incentivazione alle aggregazioni. In questo modo di creeranno dei poli forti ai quali il cantone potrà delegare competenze in modo da rendere l’amministrazione un “servizio di prossimità” per i cittadini.
Negli ultimi anni si è messo in risalto il problema di un Cantone che sta invecchiando. Come intende affrontare la problematica?
Nel 2020 circa 105’000 ticinesi avranno più di 65 anni. Sarà importante prepararsi a questa sfida pianificando accuratamente strutture abitative adeguate, case per anziani e assistenza a domicilio, attraverso una fattiva collaborazione tra pubblico e privato.
Ticino, criminalità e sicurezza. È davvero un problema reale?
Sì e dovremo affrontarlo attraverso una collaborazione intensiva tra i preposti alla sorveglianza dei valichi di frontiera, le forze di polizia – in particolar modo la polizia di prossimità – e la magistratura, corpi questi ultimi che dovranno essere potenziati. Da non dimenticare inoltre è la sensibilizzazione di tutti i cittadini sia per quanto attiene la prevenzione sia per rapporto alla segnalazione di situazioni a rischio.
Come giudica la chiusura al traffico del tunnel del San Gottardo per circa 900 giorni per permettere il risanamento della galleria?
Un incubo. Il fatto che Berna abbia potuto anche solo pensarvi, mostra chiaramente come il Ticino abbia perso incisività nella sua azione a livello federale e di questo, purtroppo, non possiamo incolpare unicamente i nostri “cugini del Nord”, ma dobbiamo fare una chiara autocritica, individuando i punti deboli del nostro modo di agire a tutti i livelli e porre loro al più presto rimedio.
È indispensabile rafforzare i nostri rapporti con Berna attraverso rapporti costanti fra i nostri Consiglieri di Stato e i Consiglieri Federali e con i punti nevralgici dell’amministrazione federale.
Oggi si tende a una svolta eco-sostenibile. Su che piano mette la questione ambientale per il Ticino?
E’ una tematica molto importante e strettamente connessa con la salute pubblica. Alla questa svolta dobbiamo contribuire tutti attraverso il risparmio energetico e la ricerca e la realizzazione di nuove soluzioni nel campo delle energia pulite, come per esempio l’utilizzo del fotovoltaico per la copertura del fabbisogno energetico di costruzioni di piccole e medie dimensioni da favorire attraverso sgravi fiscali.
Uno dei temi caldi della campagna elettorale è quello dei frontalieri? Prevede suoi interventi in CdS?
Dobbiamo far leva sul senso di responsabilità dei datori di lavoro e favorire, a parità di competenze, i lavoratori autoctoni; per esempio attraverso la fissazione di quote massime di personale straniero (logicamente variabili a seconda del settore), favorendo con sgravi fiscali le imprese che si impegnano in questo senso. Le stesse agevolazioni devono pure essere accordate alle aziende che formano apprendisti.
Sì, in ambito comunale e per coloro che risiedono nel medesimo comune da almeno 10 anni. Credo che la partecipazione alla gestione del comune sia un importante fattore di integrazione e sviluppo.
Di cosa necessita il cantone oggi?
Di propositività e coraggio: prima le idee e poi la determinazione dei budget e la ricerca delle modalità di finanziamento.
Quali sono i mali del Canton Ticino?
Ripiegamento su sé stesso, regionalismo e anche un po’ di litigiosità.
Perché le persone dovrebbero votarla?
Perché come candidato della società civile porto con me un’esperienza al di fuori delle logiche di partito e la capacità di affrontare i problemi in un’ottica diversa da quella della politica classica.
Perché mi hanno chiesto di candidarmi per le mie competenze tecniche e politiche , ma soprattutto perché voglio bene al Ticino e ai ticinesi!