Franco Denti ci parla delle cure mediche di base
Cari concittadini, le ragioni per un Sì ticinese al nuovo articolo costituzionale "Cure mediche di base" il prossimo 18 maggio sono strettamente intersecate con la situazione geografica, il modo di concepire la salute e i rapporti con il medico curante che da sempre sono caratteristici del
nostro Cantone. Da sempre infatti, a Sud delle Alpi, un fattore che potremmo definire culturale, fa sì che 9 ticinesi su 10 abbiamo un medico di famiglia, che è non solo quella persona di fiducia alla quale si affida la propria salute, ma anche con la quale spesso ci si apre, confidandogli speranze e preoccupazioni.
nostro Cantone. Da sempre infatti, a Sud delle Alpi, un fattore che potremmo definire culturale, fa sì che 9 ticinesi su 10 abbiamo un medico di famiglia, che è non solo quella persona di fiducia alla quale si affida la propria salute, ma anche con la quale spesso ci si apre, confidandogli speranze e preoccupazioni.
Il Ticino è un cantone periferico, fatto di valli e aree non facilmente raggiungibili, dove la presenza di un medico di famiglia, per anni ha garantito la prossimità e l'accessibilità delle cure di primo ricorso e anche le urgenze.
Una situazione ora in pericolo, dato che, a causa dell'invecchiamento della popolazione – ricordiamoci che anche i medici invecchiano – nei prossimi 10 anni non ci saranno più queste figure professionali e non si troveranno giovani leve per sostituirle.
Inoltre, come hanno appena dimostrato le statistiche sulla popolazione in Svizzera, il Ticino è, dopo Basilea, il cantone con la popolazione mediamente più anziana e, nei prossimi anni, la piramide demografica continuerà nella sua inesorabile inversione, dato che aumenterà sempre più l'aspettativa di vita, mentre verranno messi al mondo meno figli. Si prevede, infatti, che, fra 20 anni, 100'000 ticinesi avranno più di 65 anni e fra di loro l'8% supererà gli 85.
Da una ricerca che l'Ordine dei Medici ha affidato alla SUPSI nel 2012, risulta che in Ticino oggi abbiamo un medico di famiglia o un pediatra ogni 1'500 abitanti (allorché il rapporto ottimale dovrebbe essere di uno ogni 1'000 abitanti) e che 320 medici ticinesi di primo ricorso effettuano
più di 1 milione di visite all'anno. A causa dell'invecchiamento della popolazione, fra 20 anni di visite ne occorreranno ben 1'300'000 e chi le effettuerà se "come il panda, il medico di famiglia è in via di estinzione"?
più di 1 milione di visite all'anno. A causa dell'invecchiamento della popolazione, fra 20 anni di visite ne occorreranno ben 1'300'000 e chi le effettuerà se "come il panda, il medico di famiglia è in via di estinzione"?
Per garantirci l'attuale livello di qualità e accessibilità delle cure e anche la sostenibilità del nostro sistema sanitario, dobbiamo puntare su un modello di cure di base che permetta di svolgere cure al domicilio per tutta la popolazione e che, nel caso di persone anziane, contribuisca a posticipare il più possibile la necessità di ricovero in strutture medicalizzate, nelle quali già ora vi è penuria di posti. Questo obiettivo, sul quale tutti concordano, si può raggiungere unicamente con un armonico coordinamento di quelle che, appunto, il nuovo articolo costituzionale definisce come "Cure mediche di base" che altro non sono se non una "specie di orchestra nella quale il medico di famiglia è il direttore" e i musicisti sono gli infermieri, i fisioterapisti, gli ergoterapisti, le levatrici, i servizi di cure a domicilio, i farmacisti e tutti quei professionisti che, abilmente coordinati, possono garantire le cure di prossimità che sole permettono una presa a carico efficace ed efficiente del paziente.
Proprio a questo proposito, è interessante rammentare che i medici di famiglia ed i pediatri si fanno carico del 70% dei problemi di salute dei loro pazienti con soltanto il 4% circa delle cure globali per la sanità.
In conclusione, votare a favore delle cure mediche di base è uno strumento che imporrà al Cantone di sviluppare e ottimizzare la rete di medici e di professionisti della salute sul territorio, per evitare che le valli e le regioni periferiche si trovino sguarnite, in un sistema sanitario
stazionario, che riduce sempre di più i tempi di ricovero e che delega il complemento del processo di cura al paziente stesso.
Noi tutti sappiamo però che il paziente non può essere lasciato solo e che l'accesso a cure di primo ricorso di buona qualità è un suo diritto imprescindibile.
Proprio a questo proposito, è interessante rammentare che i medici di famiglia ed i pediatri si fanno carico del 70% dei problemi di salute dei loro pazienti con soltanto il 4% circa delle cure globali per la sanità.
In conclusione, votare a favore delle cure mediche di base è uno strumento che imporrà al Cantone di sviluppare e ottimizzare la rete di medici e di professionisti della salute sul territorio, per evitare che le valli e le regioni periferiche si trovino sguarnite, in un sistema sanitario
stazionario, che riduce sempre di più i tempi di ricovero e che delega il complemento del processo di cura al paziente stesso.
Noi tutti sappiamo però che il paziente non può essere lasciato solo e che l'accesso a cure di primo ricorso di buona qualità è un suo diritto imprescindibile.
Una possibile risposta, conveniente tanto dal punto di vista organizzativo che sul piano umano e della sostenibilità finanziaria, è l'implemento delle cure di prossimità.
Per i più anziani, questa possibilità viene a coincidere con la speranza di mantenersi autonomi il più a lungo possibile e di non essere allontanati in anticipo dalla vita di casa per essere inserite in strutture stazionarie.
Dr. Med. Franco Denti
Dr. Med. Franco Denti
Presidente Ordine dei Medici del Cantone Ticino
Deputato in Gran Consiglio