Premi di cassa malati pagati in eccesso
A CURA DI LORENZO QUADRI
Malgrado l'ingiustificata soddisfazione del Consiglio di Stato, sulla restituzione dei premi di cassa malati che i Ticinesi hanno pagato "in esubero" dal lontano 1996 ad oggi, le cose si mettono male. Infatti si prospetta una restituzione che chiamare "parziale" è ancora un eufemismo. Si tratta in realtà di una
restituzione minima. Un furto legalizzato. Al limite dell'insulto, come ha giustamente fatto notare il presidente dell'Ordine dei Medici ticinesi Franco Denti.
restituzione minima. Un furto legalizzato. Al limite dell'insulto, come ha giustamente fatto notare il presidente dell'Ordine dei Medici ticinesi Franco Denti.
Abbiamo interpellato alcuni interlocutori, ai quali abbiamo chiesto: - Secondo il nuovo scenario che si sta delineando sulla restituzione dei premi di cassa malati pagati "in esubero", la restituzione totale ammonterebbe a 800 milioni di Fr, e al Ticino ne andrebbero 60-70 (su 400 pagati in più fino al 2012). Qual è il suo parere al proposito?
A fine 2011, le riserve a livello nazionale ammontavano a circa 4,8 miliardi di cui più o meno 2.2 miliardi rappresentavano il surplus per rapporto al
minimo legale: restituire oggi 800 milioni è un'ulteriore beffa, un'indecenza!
minimo legale: restituire oggi 800 milioni è un'ulteriore beffa, un'indecenza!
Con l'ultima proposta della Conferenza dei Direttori Cantonali della Sanità, a noi ticinesi toccherebbero circa 200 frs a testa una tantum che, a occhio e croce, corrisponderebbero a 68 milioni: un nuovo insulto a chi per anni ha pagato anche per gli altri, accumulando, secondo le nostre cifre, un "credito" che a fine 2013 sarà di circa 450 milioni, e per di più facendosi accusare di essere spendaccione e grande consumatore di prestazioni sanitarie.
Se poi pensiamo alle due precedenti proposte di restituzione, quella del Consiglio Federale da effettuare attraverso la tassa sul CO2 che prevedeva per il Ticino la restituzione di 192 milioni, e quella dell'Ufficio Federale della Sanità Pubblica, che sulla base di un nuovo modello di calcolo indicava che ai ticinesi spettavano 140 milioni, ci rendiamo conto che ormai stiamo grattando il fondo del barile.
La presa in giro è ancora più grande per il modo con cui questo "contentino" sarà finanziato: un terzo dalle casse malati, un terzo attraverso la tassa sul CO2 e un terzo a carico della Confederazione, cioè i nostri soldi grazie ai quali ci autorestituiamo il maltolto!
Basta con i compromessi al ribasso, grazie ai quali a ogni ulteriore proposta l'importo da restituire diminuisce, possiamo provare quanto ci è dovuto e quindi, a buon diritto, i politici ticinesi si devono battere per ottenere il rimborso totale di tutti i costi.
La pressione per sistemare questa scandalosa faccenda in fretta e furia, dopo che per anni tutti avevano fatto finta di niente, fa sospettare che anche i premi per il 2014 saranno fissati su basi opache e quindi che, ancora una volta, dovremo confrontarci con l'ingiustizia, la mancanza di equità e di spirito
federalistico.
federalistico.
Ribadisco dunque che la soluzione semplice e trasparente è quella di congelare i premi di cassa malati fino a esaurimento del credito nei cantoni che come il Ticino hanno pagato troppo, e di aumentarli gradualmente a quelli che hanno pagato troppo poco.