Secondo l'OMCT il sistema del reddito disponibile non è efficace socialmente e sostenibile in divenire
L'alternativa? Limitare i beneficiari e aumentare gli importi pro capite "Così si evitano i tagli lineare"
L'alternativa? Limitare i beneficiari e aumentare gli importi pro capite "Così si evitano i tagli lineare"
Tutto sbagliato, tutto da rifare. L'Ordine dei medici prende posizione contro l'attuale sistema di calcolo dei sussidi di cassa malati, basato sul reddito disponibile, ritenuto poco efficace socialmente e molto dispendioso nel medio lungo termine. E propone un nuovo modello, che limita il numero dei beneficiari ad un terzo della popolazione ma nel contempo aumenta l'importo destinato a ciascun assicurato sussidiato. I medici hanno preso le mosse da uno studio commissionato all'ex capo dell'Ufficio assicurazione malattie Bruno Cereghetti , che ha individuato una serie di pecche nei criteri impiegati dal Cantone dal 2012 per aiutare gli assicurati di condizioni economiche modeste. «Sulla carta», spiega, «il sistema del reddito disponibile sarà anche più democratico, perché per calcolare i sussidi si basa su quanto resta in tasca ai cittadini dedotta una serie di oneri; ma la sua applicazione su vasta scala – i sussidiati, esclusi i beneficiari di PC, sono più di centomila – è molto difficile. Col risultato che ora per ridurre i costi complessivi si ricorre ai tagli lineari, quando si potrebbe agire in altro modo».
Con l'introduzione del reddito disponibile, evidenzia Cereghetti, sono cambiate molte cose. Se nel 2011, quando vigeva il criterio del reddito imponibile, il Ticino era al settimo posto della graduatoria nazionale per tasso di beneficiari (35,1%), nel 2012 figurava al quarto (38,7%). Al tempo stesso l'importo pro capite per sussidiato è sceso da 2.335 franchi a 2.039, mentre l'incidenza del sussidio sul premio medio è passata dal 67,7% (corrispondete al quinto posto nella graduatoria nazionale) al 60,1% (dodicesimo posto). Insomma, il numero dei beneficiari è aumentato, mentre la spesa complessiva è diminuita di 7,5 milioni di franchi. Il che si traduce in una minore incidenza del sussidio sul premio (di circa il 13%). Insomma, l'efficacia sociale dell'attuale modello si contrae, perché l'importo a disposizione viene spalmato su un numero maggiore di persone. Secondo Cereghetti non è pensabile continuare in questo modo, anche perché ad ogni aumento di premio corrisponde un allargamento automatico della cerchia dei beneficiari, e dei relativi costi. Nel 2014, il rincaro dei premi dell'1,1% ha generato un aumento dei sussidiati di 5.641 unità. Se nel 2015 si avverasse il rincaro del 4%, il numero dei beneficiari aumenterebbe in misura ancora maggiore.
Serve pertanto un sistema appropriato sotto il profilo dell'efficacia sociale e sostenibile finanziariamente. Come? «L'attuale sistema non è correggibile. È meglio metterlo da parte e cambiarlo in fretta. Il nuovo modello si dovrà basare su tre pilastri: semplicità, trasparenza e sopportabilità economica». In concreto si tratta di sostituire il criterio del reddito disponibile con quello del reddito imponibile dell'imposta federale (con relative franchigie per la sostanza). Bisognerà anche prevedere una limitazione del tasso dei beneficiari. I sussidiati dovranno essere al massimo un terzo della popolazione (in Ticino ora sono il 40%, cfr. grafico a lato). I limiti di reddito andranno stabiliti in base al tasso dei beneficiari. «Non verrebbero più sussidiati quei beneficiari che hanno redditi relativamente elevati. Ma in cambio avremmo un sistema più mirato, maggiormente efficace dal profilo sociale e che a differenza di oggi escluderebbe i tagli lineari», osserva il presidente dell'OMCT Franco Denti . Quanto agli assicurati, sarà richiesta una partecipazione minima obbligatoria di almeno 1,20 franchi al giorno per i redditi modesti. Risultato: rispetto ad oggi ci sarebbero 25 mila beneficiari in meno, che però prenderebbero di più, con un risparmio totale di 9 milioni di franchi. L'incidenza del sussidio sarebbe del 70%, un tasso che se applicato al modello attuale comporterebbe costi supplementari per 60 milioni.
Con l'introduzione del reddito disponibile, evidenzia Cereghetti, sono cambiate molte cose. Se nel 2011, quando vigeva il criterio del reddito imponibile, il Ticino era al settimo posto della graduatoria nazionale per tasso di beneficiari (35,1%), nel 2012 figurava al quarto (38,7%). Al tempo stesso l'importo pro capite per sussidiato è sceso da 2.335 franchi a 2.039, mentre l'incidenza del sussidio sul premio medio è passata dal 67,7% (corrispondete al quinto posto nella graduatoria nazionale) al 60,1% (dodicesimo posto). Insomma, il numero dei beneficiari è aumentato, mentre la spesa complessiva è diminuita di 7,5 milioni di franchi. Il che si traduce in una minore incidenza del sussidio sul premio (di circa il 13%). Insomma, l'efficacia sociale dell'attuale modello si contrae, perché l'importo a disposizione viene spalmato su un numero maggiore di persone. Secondo Cereghetti non è pensabile continuare in questo modo, anche perché ad ogni aumento di premio corrisponde un allargamento automatico della cerchia dei beneficiari, e dei relativi costi. Nel 2014, il rincaro dei premi dell'1,1% ha generato un aumento dei sussidiati di 5.641 unità. Se nel 2015 si avverasse il rincaro del 4%, il numero dei beneficiari aumenterebbe in misura ancora maggiore.
Serve pertanto un sistema appropriato sotto il profilo dell'efficacia sociale e sostenibile finanziariamente. Come? «L'attuale sistema non è correggibile. È meglio metterlo da parte e cambiarlo in fretta. Il nuovo modello si dovrà basare su tre pilastri: semplicità, trasparenza e sopportabilità economica». In concreto si tratta di sostituire il criterio del reddito disponibile con quello del reddito imponibile dell'imposta federale (con relative franchigie per la sostanza). Bisognerà anche prevedere una limitazione del tasso dei beneficiari. I sussidiati dovranno essere al massimo un terzo della popolazione (in Ticino ora sono il 40%, cfr. grafico a lato). I limiti di reddito andranno stabiliti in base al tasso dei beneficiari. «Non verrebbero più sussidiati quei beneficiari che hanno redditi relativamente elevati. Ma in cambio avremmo un sistema più mirato, maggiormente efficace dal profilo sociale e che a differenza di oggi escluderebbe i tagli lineari», osserva il presidente dell'OMCT Franco Denti . Quanto agli assicurati, sarà richiesta una partecipazione minima obbligatoria di almeno 1,20 franchi al giorno per i redditi modesti. Risultato: rispetto ad oggi ci sarebbero 25 mila beneficiari in meno, che però prenderebbero di più, con un risparmio totale di 9 milioni di franchi. L'incidenza del sussidio sarebbe del 70%, un tasso che se applicato al modello attuale comporterebbe costi supplementari per 60 milioni.