Uno studio dimostra come, diminuendo il numero di sussidiati, e aumentando gli aiuti a favore dei più bisognosi, si potrebbero risparmiare 60 milioni di franchi.
Il sistema per il calcolo del diritto al sussidio di cassa malati entrato in vigore nel 2012 non è socialmente efficace. Inoltre è a rischio sostenibilità sul lungo periodo.
Sono critiche dure quelle contenute in uno studio elaborato da Bruno Cereghetti, già responsabile dell'Ufficio assicurazione malattia, commissionato dall'Ordine dei medici e presentato ieri alla stampa. «Abbiamo voluto analizzare l'incidenza sociale della riduzione dei premi LAMal per il 2012», ha spiegato Franco Denti, presidente dell'Ordine. Oltre ad evidenziare le lacune insite nel nuovo sistema di calcolo, l'indagine presenta alcune proposte di modifica per invertire la rotta. Iniziamo dagli aspetti critici.
Sono critiche dure quelle contenute in uno studio elaborato da Bruno Cereghetti, già responsabile dell'Ufficio assicurazione malattia, commissionato dall'Ordine dei medici e presentato ieri alla stampa. «Abbiamo voluto analizzare l'incidenza sociale della riduzione dei premi LAMal per il 2012», ha spiegato Franco Denti, presidente dell'Ordine. Oltre ad evidenziare le lacune insite nel nuovo sistema di calcolo, l'indagine presenta alcune proposte di modifica per invertire la rotta. Iniziamo dagli aspetti critici.
Il confronto nazionale Nello studio l'incidenza sociale del modello ticinese è stata valutata paragonandola con quanto avviene su scala nazionale. Tre i fattori presi in considerazione: il tasso dei beneficiari, l'importo a favore di ciascuno di essi e l'incidenza del sussidio sul premio medio effettivamente pagato dagli assicurati. Con il nuovo sistema il Ticino ha ridotto in modo significativo l'impegno finanziario globale (circa 9 milioni in meno rispetto al 2011), mentre il sussidio federale è aumentato di 1,5 milioni (la flessione, nel 2012, è dunque stata pari a 7,5 milioni). L'importo complessivo di sussidi versati è stato di 265 milioni.
Ma qual è stata la grande novità introdotta nel 2012? Innanzitutto un importante aumento della fetta di beneficiari di sussidi: dal 35% della popolazione (2011) al 38,7%. A livello federale la media è di molto inferiore, pari al 29%. Nel 2012, per effetto del nuovo modello, si è dunque passati da 117mila persone aiutate a oltre 130mila.
Per quanto riguarda l'importo a favore del singolo beneficiario da 2.335 franchi nel 2011, si è scesi bruscamente a 2.039 franchi pro capite nel 2012. Con una diminuzione, dunque, di 296 franchi pro capite. Un dato, quest'ultimo, che pone il nostro Cantone all'ultimo posto della graduatoria nazionale.
Di conseguenza anche l'incidenza della riduzione pro beneficiario in rapporto al premio medio cantonale in Ticino è scesa: da 67,7% nel 2011 a 60,1% nel 2012. Agli antipodi vi è il modello adottato dal Canton Sciaffusa che per migliorare l'efficacia sociale ha invece ridotto la fascia dei beneficiari, aumentando i singoli sussidi di 293 franchi.
Considerato che ad ogni aumento del premio consegue l'allargamento automatico della cerchia di beneficiari, le incognite che incombono sul futuro sono più d'una. "Questo fattore di incremento è un elemento molto critico e sensibilissimo – ha sottolineato Cereghetti -. Nel 2014 l'aumento del premio di assicurazione malattia dell'1,1% ha fatto sì che i potenziali beneficiari di sussidio aumentassero di oltre 100mila unità! Cosa succederà l'anno prossimo quando dovremo aspettarci un aumento dei premi all'incirca del 4%? Circa la metà della popolazione avrà diritto al sussidio."
Ma qual è stata la grande novità introdotta nel 2012? Innanzitutto un importante aumento della fetta di beneficiari di sussidi: dal 35% della popolazione (2011) al 38,7%. A livello federale la media è di molto inferiore, pari al 29%. Nel 2012, per effetto del nuovo modello, si è dunque passati da 117mila persone aiutate a oltre 130mila.
Per quanto riguarda l'importo a favore del singolo beneficiario da 2.335 franchi nel 2011, si è scesi bruscamente a 2.039 franchi pro capite nel 2012. Con una diminuzione, dunque, di 296 franchi pro capite. Un dato, quest'ultimo, che pone il nostro Cantone all'ultimo posto della graduatoria nazionale.
Di conseguenza anche l'incidenza della riduzione pro beneficiario in rapporto al premio medio cantonale in Ticino è scesa: da 67,7% nel 2011 a 60,1% nel 2012. Agli antipodi vi è il modello adottato dal Canton Sciaffusa che per migliorare l'efficacia sociale ha invece ridotto la fascia dei beneficiari, aumentando i singoli sussidi di 293 franchi.
Considerato che ad ogni aumento del premio consegue l'allargamento automatico della cerchia di beneficiari, le incognite che incombono sul futuro sono più d'una. "Questo fattore di incremento è un elemento molto critico e sensibilissimo – ha sottolineato Cereghetti -. Nel 2014 l'aumento del premio di assicurazione malattia dell'1,1% ha fatto sì che i potenziali beneficiari di sussidio aumentassero di oltre 100mila unità! Cosa succederà l'anno prossimo quando dovremo aspettarci un aumento dei premi all'incirca del 4%? Circa la metà della popolazione avrà diritto al sussidio."
La proposta Con il nuovo sistema di calcolo, il numero degli assicurati sussidiati continuerà dunque ad aumentare.
Correggere l'attuale sistema, secondo Cereghetti, non è possibile. La soluzione migliore sarebbe quella «di ammettere di aver sbagliato e ripensare completamente, il più presto possibile, il modello di sussidiamento ». Quali le proposte suggerite nello studio? Fare riferimento, anziché al reddito disponibile adattato, a quello imponibile federale, che non contempla tutte le possibilità di deduzione ammesse dal diritto cantonale. Contenere il numero di sussidiati ad al massimo un terzo della popolazione. Introdurre nel sistema un fattore di correzione dei limiti se la popolazione sussidiata dovesse superare la soglia di un terzo.
In questo modo 25mila persone non sarebbero più sussidiate, ma i beneficiari potrebbero disporre di un aiuto pro capite superiore di
378 franchi (incremento del 18,1% rispetto a quello attuale). «Questo nuovo modello potrebbe comportare un risparmio annuale per il Cantone di 60 milioni di franchi», ha concluso Franco Denti auspicando che il documento venga preso in considerazione dalla classe politica.
Correggere l'attuale sistema, secondo Cereghetti, non è possibile. La soluzione migliore sarebbe quella «di ammettere di aver sbagliato e ripensare completamente, il più presto possibile, il modello di sussidiamento ». Quali le proposte suggerite nello studio? Fare riferimento, anziché al reddito disponibile adattato, a quello imponibile federale, che non contempla tutte le possibilità di deduzione ammesse dal diritto cantonale. Contenere il numero di sussidiati ad al massimo un terzo della popolazione. Introdurre nel sistema un fattore di correzione dei limiti se la popolazione sussidiata dovesse superare la soglia di un terzo.
In questo modo 25mila persone non sarebbero più sussidiate, ma i beneficiari potrebbero disporre di un aiuto pro capite superiore di
378 franchi (incremento del 18,1% rispetto a quello attuale). «Questo nuovo modello potrebbe comportare un risparmio annuale per il Cantone di 60 milioni di franchi», ha concluso Franco Denti auspicando che il documento venga preso in considerazione dalla classe politica.