I Verdi lanciano la campagna tra ammiccamenti e il sogno di un seggio in governo
Solo un ricordo i dissidi interni al movimento. Savoia: 'Se eletto, prima voi, poi la collegialità'. Parole di miele con Zali.
C'è ticket e ticket. C'è quello di sola andata per Palazzo delle Orsoline; quello che ti permette di viaggiare tutti sullo stesso treno; e quello elettorale da spendere con altre forze politiche per conquistare un seggio in governo. Tra sogni e strategie, da qui ad aprile i Verdi devono e vogliono accaparrarseli tutti e tre per giungere a destinazione. Per concludere nel migliore dei modi, ossia con l'elezione in Consiglio di Stato del primo ecologista, un viaggio iniziato ufficialmente sabato con il lancio della campagna elettorale dallo slogan in stile Obama: "Sì che si può". Si può diventare partito di governo, anche se non sarà facile staccare il ticket di sola andata per l'Esecutivo: serve il doppio dei voti di lista rispetto a quattro anni fa. Un risultato che gli ecologisti cercheranno di raggiungere puntando su Franco Denti , Francesco Maggi , Tamara Merlo , Maristella Patuzzi eSergio Savoia . Cinque candidature votate all'unanimità dall'assemblea. Unanimità che permette di staccare il secondo ticket, quello per viaggiare nella stessa direzione. Nessuna traccia infatti dei dissidenti che meno di un anno fa avevano messo in discussione la leadership di Savoia. Non si sono visti o perlomeno non si sono fatti sentire: tutti lì ad applaudire un programma incentrato su lavoro e territorio e che i candidati all'Esecutivo hanno declinato secondo le proprie sensibilità.
Per Denti, che pur senza nominarlo ha criticato il suo ex collega di partito Paolo Beltraminelli, nell'ultima legislatura si è «solo incasinato di più il sistema sociale e sanitario del Cantone». Se eletto, si impegnerà quindi in tale ambito. Ma non solo: c'è pure la piaga della disoccupazione specie «per i cinquantenni lasciati a casa senza un'opportunità». Per Maggi occorrerà essere «dei mastini» per difendere le conquiste ambientali, ricordandosi «da dove veniamo e quali sono i nostri valori fondanti». Ai quali si può aggiungere il tema della sicurezza. «Donne, poveri e anziani – ha sottolineato a tal proposito Merlo – sono i più esposti» e vanno tutelati seguendo «il 'fil rouge' della qualità di vita». «Ce la metterò tutta», ha invece assicurato la violinista Patuzzi, per portare «armonia» nel mondo politico. E ce la metterà tutta pure il 'candidato di punta' Savoia: «Per la prima volta – ha detto – ci giochiamo un posto in governo» e, se eletto, «non metterò mai la collegialità prima degli impegni presi con voi». Impegni che vanno dal no ai «tagli sull'educazione» e a quelli «antisociali» alla 'guerra' alle lobby, passando per il no «a nuove strade» e al «raddoppio del Gottardo». Punti messi nero su bianco su una promessa – guai a chiamarlo 'patto con i ticinesi' – firmata dai candidati. Applausi dalla sala. Applausi, e molti, anche per il ministro leghista Claudio Zali , che ha ricevuto l'endorsement di Savoia. «Spero – ha detto il coordinatore dei Verdi – che farai ancora bene il tuo lavoro con un verde al tuo fianco». «Non mi dispiacerebbe – ha rilanciato Zali – avere un ideologo verde in governo». Ecco il terzo ticket, quello elettorale del tandem Savoia-Zali. In fondo, 'sì che si può'.