Alla fine, dopo tante peripezie, rimborso è stato. Si è parlato di briciole, è davvero così?
Briciole? Negli studi presentati dall'Ordine dei Medici sulla quantificazione delle riserve eccedentarie impinguate dai ticinesi, avevamo indicato un ordine di grandezza, mai smentito, di circa 400 milioni a fine 2013. Oggi, a conti fatti, ognuno di noi riceverà, non si sa a partire da quando, 4.50 franchi al mese sull'arco di 3 anni. E il calcolo è già al netto di quanto ci auto rimborseremo attraverso le imposte. Infatti non dimentichiamo che fonti ufficiali della Confederazione parlano di riserve eccedentarie pari a 1.7 miliardi e solo 800 milioni sono previsti per la restituzione .
1/3 di questi sarà finanziato dagli assicuratori, che però non sono obbligati ad attingere alle riserve, ma che possono ricorrere a un ulteriore aumento dei premi; 1/3 sarà pagato dalla Confederazione (che sono poi le nostre imposte) e 1/3 dagli assicurati dei cantoni che, per anni, hanno pagato troppo poco.
Briciole? Negli studi presentati dall'Ordine dei Medici sulla quantificazione delle riserve eccedentarie impinguate dai ticinesi, avevamo indicato un ordine di grandezza, mai smentito, di circa 400 milioni a fine 2013. Oggi, a conti fatti, ognuno di noi riceverà, non si sa a partire da quando, 4.50 franchi al mese sull'arco di 3 anni. E il calcolo è già al netto di quanto ci auto rimborseremo attraverso le imposte. Infatti non dimentichiamo che fonti ufficiali della Confederazione parlano di riserve eccedentarie pari a 1.7 miliardi e solo 800 milioni sono previsti per la restituzione .
1/3 di questi sarà finanziato dagli assicuratori, che però non sono obbligati ad attingere alle riserve, ma che possono ricorrere a un ulteriore aumento dei premi; 1/3 sarà pagato dalla Confederazione (che sono poi le nostre imposte) e 1/3 dagli assicurati dei cantoni che, per anni, hanno pagato troppo poco.
Si poteva fare qualcosa in più?
Lo scontro con le lobbies delle casse malati è titanico e si sarebbe dovuto essere proattivi già dalle prime grida di allarme lanciate nel 2008. Il mondo politico e la nostra deputazione alle Camere, avrebbe dovuto attivarsi per creare un fronte fra Ticino, Ginevra, Vaud, Neuchâtel, Turgovia e Zurigo, che per anni hanno pagato premi troppo alti esercitando uniti un pressing sul Consiglio Federale. Si sarebbero potute portare avanti soluzioni pragmatiche, come quella che l'Ordine dei Medici aveva proposto e cioè effettuare la restituzione attraverso il blocco dei premi nei cantoni che hanno pagato troppo fino a estinzione del credito. Oppure come l'iniziativa cantonale urgente che ho presentato il 16 dicembre scorso con altri colleghi parlamentari, accolta all'unanimità dal Gran Consiglio e rivolta al Consiglio Federale, che chiedeva la modifica urgente della LAMal e che deve ora essere portata avanti dal Consiglio di Stato e dalla nostra deputazione insieme a quelle dei cantoni creditori. Senz'altro un'alternativa alla nuova legge sulla vigilanza sulle Casse Malati, di cui tutti parlano ma che ancora non è stata avallata dalle Camere e senza la quale saremo sempre "ai piedi della scala", poiché si aggiusta il passato ma non si garantisce nulla per il futuro.
La preconizzata modifica della LAMal chiede in sostanza maggiori competenze per l'Ufficio Federale della Sanità Pubblica che deve poter intervenire anche correggendo al ribasso i premi fissati troppo alti dagli assicuratori: aumenti che, per esempio, per il Ticino potrebbero essere dell'ordine del 4% per il 2015.
Lo scontro con le lobbies delle casse malati è titanico e si sarebbe dovuto essere proattivi già dalle prime grida di allarme lanciate nel 2008. Il mondo politico e la nostra deputazione alle Camere, avrebbe dovuto attivarsi per creare un fronte fra Ticino, Ginevra, Vaud, Neuchâtel, Turgovia e Zurigo, che per anni hanno pagato premi troppo alti esercitando uniti un pressing sul Consiglio Federale. Si sarebbero potute portare avanti soluzioni pragmatiche, come quella che l'Ordine dei Medici aveva proposto e cioè effettuare la restituzione attraverso il blocco dei premi nei cantoni che hanno pagato troppo fino a estinzione del credito. Oppure come l'iniziativa cantonale urgente che ho presentato il 16 dicembre scorso con altri colleghi parlamentari, accolta all'unanimità dal Gran Consiglio e rivolta al Consiglio Federale, che chiedeva la modifica urgente della LAMal e che deve ora essere portata avanti dal Consiglio di Stato e dalla nostra deputazione insieme a quelle dei cantoni creditori. Senz'altro un'alternativa alla nuova legge sulla vigilanza sulle Casse Malati, di cui tutti parlano ma che ancora non è stata avallata dalle Camere e senza la quale saremo sempre "ai piedi della scala", poiché si aggiusta il passato ma non si garantisce nulla per il futuro.
La preconizzata modifica della LAMal chiede in sostanza maggiori competenze per l'Ufficio Federale della Sanità Pubblica che deve poter intervenire anche correggendo al ribasso i premi fissati troppo alti dagli assicuratori: aumenti che, per esempio, per il Ticino potrebbero essere dell'ordine del 4% per il 2015.
Tra i temi che i deputati hanno dovuto dibattere a Berna vi era anche quello della cassa malati unica, che però è stato respinto. Ora la parola passa al popolo, lei cosa ne pensa?
Il corpo medico non ha ancora una posizione precisa sul tema. Aveva però affrontato la problematica a livello nazionale proponendo la separazione della LAMal (assicurazione sociale obbligatoria di diritto pubblico) , dalle LCA (assicurazioni complementari di diritto privato). In questo modo si sarebbe fatta trasparenza impedendo il travaso di fondi dalla LAMal alle complementari.
Oggi è chiaro che, anche e soprattutto in Ticino, il sistema è fuori controllo, basti pensare ai premi che continuano ad aumentare di anno in anno. Così la cassa unica acquisisce sostenitori tra coloro che, dopo anni di discussioni sulle riserve eccedentarie (evidenziate in primo luogo dall'Ordine dei Medici) e sulle modalità per la loro restituzione, vedono le soluzioni bloccate dalla lobby degli assicuratori.
Proprio in questi giorni, si stanno cercando compromessi affinché le casse malati possano dimostrare che quanto non funziona nel sistema può essere corretto attraverso soluzioni che, chiaramente, non favoriscono gli assicurati.
La mia considerazione personale è che se il popolo svizzero si esprimerà a favore della cassa unica, sarà proprio perché gli attuali gestori delle casse malati non hanno voluto mantenere il concetto di assicurazione sociale, trasformandolo in un concetto meramente finanziario nel quale la qualità delle cure, la loro accessibilità, l'efficacia e l'efficienza sono gli ultimi criteri considerati.
Dr. Med. Franco Denti
Deputato in Gran Consiglio
Oggi è chiaro che, anche e soprattutto in Ticino, il sistema è fuori controllo, basti pensare ai premi che continuano ad aumentare di anno in anno. Così la cassa unica acquisisce sostenitori tra coloro che, dopo anni di discussioni sulle riserve eccedentarie (evidenziate in primo luogo dall'Ordine dei Medici) e sulle modalità per la loro restituzione, vedono le soluzioni bloccate dalla lobby degli assicuratori.
Proprio in questi giorni, si stanno cercando compromessi affinché le casse malati possano dimostrare che quanto non funziona nel sistema può essere corretto attraverso soluzioni che, chiaramente, non favoriscono gli assicurati.
La mia considerazione personale è che se il popolo svizzero si esprimerà a favore della cassa unica, sarà proprio perché gli attuali gestori delle casse malati non hanno voluto mantenere il concetto di assicurazione sociale, trasformandolo in un concetto meramente finanziario nel quale la qualità delle cure, la loro accessibilità, l'efficacia e l'efficienza sono gli ultimi criteri considerati.
Dr. Med. Franco Denti
Deputato in Gran Consiglio