La faccia della comprensione è quella degli scudi fiscali di tremontiana memoria, degli accordi sul segreto bancario con l'Italia, del traffico che in Ticino diviene insostenibile e, fra le tante, quella degli accordi sulla libera circolazione delle persone.
Comprensione e simpatia tutte bernesi, che si insabbiano nell'inerzia dell'amministrazione, nella mancanza di conoscenza della realtà ticinese da parte della Berna federale e anche un po'nella condiscendenza del mondo politico nostrano che, signorilmente, continua a fare buon viso a cattivo gioco anche quando ormai si dovrebbero "mostrare i muscoli"!
L'ultimo esempio di un rapporto poco credibile mi ha lasciato basito: oggi un Consigliere Federale promette comprensione, domani giunge senza preavviso al Governo ticinese la risposta negativa a due proposte - l'abolizione della notifica online e la questione del pagamento dell'IVA al disotto del 10'000 frs - per arginare la marea dei padroncini.
Da riderci sopra, se non fosse un ulteriore segnale della condiscendenza, dell'incomprensione, della mancanza di conoscenza e di interesse con la quale i problemi del nostro cantone vengono presi a Berna, e pure una mancanza di rispetto per un esecutivo che si sposta in corpore per spiegare la situazione.
A proposito di questa trasferta mi chiedo se veramente il ministro Burkhalter, al quale riconosco la completa buona fede, fosse la persona competente per tutte le questioni poste sul tavolo.
Non era forse meglio scegliere interlocutori mirati fra i funzionari che si occupano di questa problematica?
In fondo avremmo già dovuto capire da un pezzo che, come un top manager, un ministro non si occupa personalmente di tutto e che il Consiglio Federale prende le decisioni sulla base della documentazione che i funzionari preparano.
In fondo avremmo già dovuto capire da un pezzo che, come un top manager, un ministro non si occupa personalmente di tutto e che il Consiglio Federale prende le decisioni sulla base della documentazione che i funzionari preparano.
Sempre a proposito di padroncini distaccati, è poi anche legittimo chiedersi perché non si è agito prima, visto che la situazione non è certo esplosa nel primo semestre di quest'anno, ma è il risultato di un crescendo articolato su più anni, basti pensare che nel 2011 le notifiche sono state circa 15'000, nel 2012 circa 21'000, e la proiezione parla di circa 35'000 a fine 2013.
La faccia delle coerenza è invece quella di partiti, organizzazioni quali Economiesuisse e anche sindacati, che avevano sostenuto l'accordo sulla libera circolazione delle persone prospettando chissà quali possibilità di lavoro all'estero per le ditte svizzere.
Ora, se questo può valere per la grande industria e per certe aree delle Svizzera, non vale certamente per le piccole e medie imprese ticinesi che devono far fronte alla burocrazia italiana, che non applica certo gli accordi come lo si fa nella vicina (per la Svizzera tedesca) Germania.
E così ancora una volta eccoci più "papisti del papa" applicando le regole da bravi primi della classe mentre, dall'altra parte del confine arriviano perfino a iscriverci su liste "dal nero al grigiofumo" per mettere il bastone tra le ruote ai nostri imprenditori che vorrebbero lavorare nella vicina Italia.
Anche qui però vanno sottolineate le due facce della medaglia: la prima quella dei padroncini in arrivo, la seconda quella dell'abolizione dei contingenti che ha fortemente allargato il bacino dal quale le imprese possono attingere personale, con le conseguenze che abbiamo visto nelle statistiche di qualche giorno fa.
Detto questo non penso sia troppo tardi per porre un freno e rettificare una situazione, ma dobbiamo metterci tutti ad agire in modo proattivo e coordinato, con azioni concertate tra il mondo politico, quello economico, la società civile e i media: elaboriamo soluzioni, facciamole conoscere non solo nelle stanze dei bottoni, ma in tutto il Paese grazie alla cassa di risonanza del quarto potere, troviamo finalmente il coraggio di agire tutti insieme lasciando da parte gli interessi di categoria e le beghe di campanile che tanto ci hanno nuociuto negli anni passati.
E se necessario prendiamo l'iniziativa senza chiedere la comprensione di Berna!
Dr. Med. Franco Denti
Deputato in Gran Consiglio