Una trentina di iscritti dopo il ‘round’ dell’assemblea costitutiva, giovedì scorso a Lugano. Con l’obiettivo di tessere «una rete» radicata sul territorio e sviluppata soprattutto via blog, capace di «ascoltare e parlare dei problemi dei cittadini». Perché – a detta dei soci fondatori di ‘Noi’ – dopo le ultime sconfitte elettorali serve rispolverare «il riformismo sociale che è trasversale: è possibile farlo diventare cultura politica in Ticino?». Il presidente, Franco Denti , ne è convinto e invita la stampa a concentrarsi sui temi e sulle proposte di ‘Noi’. Ma la notizia resta la seguente: di questa neonata associazione sono fondatori quattro deputati Verdi su sei che siedono in Gran Consiglio (ergo la maggioranza del gruppo: oltre a Denti, anche Sergio Savoia, Tamara Merlo e Maristella Patuzzi). Tanto per dire quanto ci tengono, hanno stabilito per statuto che il posto nel comitato dell’associazione ‘Noi’ spetta a loro di diritto (oltre che agli altri due soci fondatori, Elisabetta Gianella e Mario Medolago). È facile intuire perché: un eventuale cambio di opinione sui temi cari ai quattro non sarebbe cosa gradita. Un po’ come sembra possa accadere nel loro partito di riferimento, che alla fine del mese ha in agenda l’assemblea per la nomina del nuovo coordinatore (coordinatrice, visto che l’unica annunciata è la deputata Michela Delcò Petralli). «Siamo tutti ancora iscritti al partito dei Verdi – ha spiegato Sergio Savoia –. Tra due settimane l’assemblea potrebbe ridisegnarne i confini ideologici e programmatici. Bisognerà vedere cosa succede, per ora è poco chiaro. Diciamo però che per noi si tratta di un primo ‘snodo’. Ci aspettiamo venga confermata la continuità con il programma del partito che in aprile ci ha portati ad essere eletti in parlamento. Questa però è la ‘conditio sine qua non’: se ci fossero degli scostamenti, allora sarà rottura. Non siamo noi che stiamo pensando di cambiare posizione su certi argomenti...». Per ricordarli facciamo scorrere la sintesi del programma di legislatura 2015-2019: applicazione dell’iniziativa contro l’immigrazione di massa (contingenti), accordi bilaterali e libera circolazione (preferenza agli indigeni sul posto di lavoro, presidio dei valichi doganali, sussidi speciali nelle aree ad alta criminalità). Punti che saranno ripresi anche da ‘Noi’. «Il programma della nostra associazione è in sintonia con quello dei Verdi», ha detto Denti. Almeno con quello in vigore. Se sarà confermato, i deputati si faranno promotori tramite atti parlamentari anche delle proposte che scaturiranno dall’associazione. Una cosa è certa: i quattro deputati/soci hanno energia da vendere e da spendere per la neonata organizzazione. Per il partito invece, quanta ne rimarrà?
‘Se i Verdi cambiano linea, con Noi sarà rottura’ - LaRegione