Da una parte Franco Denti, favorevole all'iniziativa per una cassa malati pubblica, dall'altra Alessandro Spano, contrario. Fra premi in aumento e spauracchio della mutua, ancora una settimana di serrata campagna.
Cognome e nome
Franco Denti (FD) - Spano Alessandro (SA)
Franco Denti (FD) - Spano Alessandro (SA)
Data di nascita
19 settembre 1957 / 29 settembre 1993
19 settembre 1957 / 29 settembre 1993
Professione
FD_Medico specialista FMH in Medicina Generale (Medicina di Famiglia) / SA_Studente di diritto all'Università di Friborgo
FD_Medico specialista FMH in Medicina Generale (Medicina di Famiglia) / SA_Studente di diritto all'Università di Friborgo
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Una sessantina di casse malati che si fanno concorrenza. Il sistema funziona?
FD_Il sistema non funziona più perché si è dimenticato il fondamento originale della LAMal: un'assicurazione sociale di diritto pubblico, basata sui capisaldi dell'obbligatorietà e dell'uguaglianza e nascondendo il fatto che le derive attuali nascono dalla riconversione in chiave economicistica di questo principio. È quindi lampante che il sistema attuale sia da cambiare, non solo per ragioni etiche ma anche per motivi di ordine qualitativo, organizzativo e finanziario.
FD_Il sistema non funziona più perché si è dimenticato il fondamento originale della LAMal: un'assicurazione sociale di diritto pubblico, basata sui capisaldi dell'obbligatorietà e dell'uguaglianza e nascondendo il fatto che le derive attuali nascono dalla riconversione in chiave economicistica di questo principio. È quindi lampante che il sistema attuale sia da cambiare, non solo per ragioni etiche ma anche per motivi di ordine qualitativo, organizzativo e finanziario.
SA_Sni. Il sistema attuale non è perfetto e lo sappiamo tutti, ma la qualità offerta resta comunque invidiabile rispetto ad altri paesi. Penso, ad esempio, agli Stati Uniti o all'Italia, dove il livello della sanità è discutibile. In Svizzera, invece, le 60 e più casse malati offrono servizi all'altezza del nome e facendosi concorrenza l'un con l'altra permettono di tenere i premi relativamente bassi. Non solo, la libertà di scelta del sistema attuale è fondamentale: se voglio servizi impeccabili, avrò il premio più alto; mi accontento del minimo indispensabile, avrò il premio più basso.
Cassa malati unica e pubblica, è una buona soluzione?
FD_Sottolineo che sulla questione, il corpo medico ticinese e svizzero ha libertà di voto. Personalmente penso sia una via percorribile e che comunque dobbiamo giungere a un cambiamento, perché, se tutto continuasse come ora, correremmo il rischio che l'Assicurazione di base (sociale e di diritto pubblico) non riesca più ad adeguarsi all'evoluzione scientifica, al rinnovamento continuo della medicina e all'aumento della necessità di prestazioni mediche, derivato dall'invecchiamento della popolazione. In questa situazione, l'ipotesi di una perdita di prestazioni della LAMal nei confronti delle assicurazioni complementari private non è certamente peregrina.
SA_Assolutamente no! Perché devo perdere la libertà di scelta della cassa malati, per dare la gestione dei miei problemi sanitari allo Stato? Quando scegliamo dove affiliarci, guardiamo sostanzialmente due cose: il premio e la reputazione; la cassa malati mi assicura le prestazioni in caso di malattia o infortunio ed è di conseguenza un "partner di vita" importante, mi devo quindi poter fidare. Con una cassa malati unica e pubblica ciò viene a mancare, poiché non potremo più scegliere di chi fidarci e quanto pagare questa fiducia. Ci fidiamo noi di un unico ente federale? Inoltre, sempre più spesso ci lamentiamo dell'intrusione dello Stato nelle nostre vite; con la cassa malati unica peggioreremo soltanto questa situazione.
Per non parlare dei debiti che essa creerà: basti osservare gli Stati che ne hanno una unica e pubblica. Il sistema attuale permette di evitare debiti, cosa, oggi come oggi, alquanto rara; se la cassa malati dovesse diventare pubblica saremmo, ancora una volta, noi giovani a dover saldare il conto domani.
Per non parlare dei debiti che essa creerà: basti osservare gli Stati che ne hanno una unica e pubblica. Il sistema attuale permette di evitare debiti, cosa, oggi come oggi, alquanto rara; se la cassa malati dovesse diventare pubblica saremmo, ancora una volta, noi giovani a dover saldare il conto domani.
Con la cassa malati unica ci saranno meno possibilità di adattare la franchigia e il modello assicurativo?
FD_Il testo dell'iniziativa prende la situazione molto alla larga. In ogni caso non vi è motivo di pensare che i diversi modelli assicurativi e di franchigia non possano essere ripresi anche dalla cassa unica.
SA_Dipende, se l'iniziativa dovesse passare (cosa che non mi auguro), sarà poi l'Assemblea Federale a scriverne la legge d'applicazione. È un po' come il 9 febbraio: votiamo senza sapere quali saranno le conseguenze, perché non c'è niente di certo. Ora, invece, abbiamo la certezza di avere un sistema che funziona nonostante le falle, le quali, a mio modo di vedere, si possono tappare senza creare troppi danni collaterali.
La cassa malati unica costerà di meno (pubblicità, costi amministrativi, riserve, ...) rispetto al sistema attuale?
FD_Dal punto di vista amministrativo costi potranno essere ridotti, in particolare penso che non vi sarà più alcun bisogno di pubblicità, come per esempio gli spot televisivi e la persistente e indisponente "vendita telefonica"! Non dobbiamo però dimenticare che i costi sono legati, come già sottolineato, all'evoluzione della medicina, al rinnovamento tecnologico e alle aumentate necessità di una popolazione che vive sempre meglio e sempre più a lungo e alla quale è nostro compito garantire la miglior qualità di vita possibile.
SA_Direi proprio di no, tutti noi sappiamo perfettamente che la macchina burocratica statale costa di più rispetto al privato ed è sempre più sovraccaricata di compiti, che generano a lungo termine debiti. Dobbiamo snellire l'apparato statale, non gonfiarlo.
Per parlare di cifre concrete: oggi, su 100 franchi di premio, solo 5 sono costi amministrativi. Mi sembrano alquanto sopportabili.
Per parlare di cifre concrete: oggi, su 100 franchi di premio, solo 5 sono costi amministrativi. Mi sembrano alquanto sopportabili.
La proposta in votazione rischia di trasformare il sistema sanitario svizzero come la mutua italiana?
FD_No! La Svizzera ha un sistema sanitario tutto suo e che ha come base di partenza un sistema efficiente, efficace e fra i migliori al mondo noché cultura della cosa pubblica molto radicata.
SA_A lungo termine sì e non vedo il motivo per cui dovremmo adottare un sistema sanitario che alla popolazione italiana stessa non piace.
L'AVS è pubblica, l'AI è pubblica, l'AD è pubblica, la SUVA è pubblica. Che problema c'è ad avere anche una cassa malati pubblica?
FD_A mio avviso non c'è nessun problema anzi, la gestione pubblica di queste assicurazioni dimostra che lo Stato è in grado di fornire ottimi servizi.
SA_Questi enti fanno sempre più fatica a presentare il pareggio di bilancio, e non è un caso che il PLR svizzero abbia proprio la stabilità delle assicurazioni sociali tra le priorità di questa legislatura. Anche il PLRT si è chinato sui problemi di questi enti e le prospettive non sono di certo rosee. Infatti, anno dopo anno presentano sempre più deficit (penso ad esempio all'AI), caricando, tanto per cambiare, il tutto sulle spalle della generazione che domani dovrà pagare la fattura salata. Credo proprio che un ulteriore ente che presenti solo deficit non sia di certo la soluzione giusta.
Le casse malati sono divenute il capro espiatorio di un sistema sanitario sempre più costoso, magari anche per colpa dei medici?
FD_Assolutamente no! Mancano medici sul territorio e, malgrado questo, riescono a garantiscono un'invidiabile qualità al nostro sistema sanitario, grazie anche a una formazione intensa mirata e continua.
SA_Personalmente credo che cercare sempre un colpevole non solo crei ancora più problemi, ma non è quello che una generazione di politici deve fare. Essi devono cercare di arginare i disagi e porvi rimedio analizzando le cause. Il sistema sanitario attuale è sempre più costoso, per diversi motivi : c'è il medico che magari vuole fare un po' il furbo fatturando servizi non erogati, c'è il paziente che per ogni starnuto va dal medico e c'è l'invecchiamento della popolazione, da non sottovalutare; penso anche che le malattie che ci colpiscono sono sempre più gravi e quindi necessitano di cure speciali, che costano. Un miglior stile di vita e una maggior responsabilità individuale sono, a mio modo di vedere, due possibili soluzione per ridurre i costi.
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Pianificazione ospedaliera in Ticino: d'accordo con il "declassamento" degli ospedali di Faido e Acquarossa?
FD_No, sono sempre stato cosciente della necessità di garantire sul tutto il territorio ticinese la presenza si cure medica ambulatoriali e stazionarie di qualità che possano essere fornite anche a costi sostenibili.
SA_La prossimità delle cure è importante, sia a Lugano città che in Valle di Blenio poiché la popolazione ne ha bisogno: ogni ospedale dell'EOC ha del personale che si affeziona e cura con più piacere i propri pazienti, poiché essi sono persone e non numeri. Centralizzare alcuni servizi speciali (come per esempio per il Cardiocentro) è nel nostro interesse, ma da qui a ridurre degli importanti motori economico-sociali per una valle a poco più di case per anziani è assai diverso. Anche perché questo declassamento potrebbe portare a un impoverimento economico per una valle che (come, parlo per esperienza, nel Locarnese) è sempre meno popolata e meno ricca di know-how.
Fra Franco Denti e Alessandro Spano, tu da che parte stai? Link