Il giovane socialista Andrea Ghisletta ironizza sul passaggio di Denti ai Verdi, «Greta Gysin presa per i fondelli»
BELLINZONA – Il passaggio di Franco Denti dal PPD ai Verdi fa mormorare e sorridere. Fra i pipidini girano battute del tipo «ci siamo tolti un dente», mentre fra tutto l'emisfero politico cantonale gira un interrogativo, «ma mica Savoia aveva detto che non voleva chi è favorevole al raddoppio del Gottardo?».
Pungente l'articolo apparso su Gas.social del giovane socialista Andrea Ghisletta. «Già detentore del primato nel "doppio mortale all'indietro con avvitamento", frutto di anni di allenamento sul trampolino della politica, Sergio è andato a prendersi anche il record per il "mortale carpiato all'indietro nel minor tempo possibile"», si legge nel suo articolo. «Perché cambiare idea va benissimo: può essere segno di maturità e umiltà. Ma per farlo in meno di una settimana ci vuole una bella dose di talento e spregiudicatezza».
Andrea Ghisletta punta il dito sulla questione raddoppio del Gottardo. Settimana scorsa durante la conferenza stampa dei Verdi Savoia era stato chiaro, «abbiamo solo due tabù: uno è il nucleare, l'altro è il raddoppio del San Gottardo!».
«Ed ecco che, nemmeno una settimana dopo, come per magia, dalla prima porticina del calendario dell'Avvento salta fuori Franco Denti», si ironizza. «Sì, avete capito bene: Franco Denti! Lo stesso Franco Denti che è uno dei più accaniti raddoppisti di questo Cantone».
A sostegno della sua tesi Ghisletta ricorda una puntata di "60 Minuti". «Per una volta tanto a me piacerebbe vedere un Ticino coeso: tutti proiettati verso un futuro, che è quello del doppio tunnel, senza onestamente chiedervi di fare referendum che ritardano sempre», aveva detto Denti. «Ci perdiamo in discussioni inutili, il tempo passa e noi siamo sempre un passo indietro».
«Io non riesco a immaginare quanto si sentirebbe presa per i fondelli Greta Gysin, e con lei tutti i Verdi non raddoppisti, che tanto bene si era comportata in quello stesso dibattito, se Denti dovesse figurare sulla lista ecologista», conclude Andrea Ghisletta. «Fossi in loro, io sarei verde, sì, ma di rabbia!».