Il 2012 sarà un anno in salita per il corpo medico ticinese confrontato con l’introduzione della nuova fatturazione degli ospedali - operata secondo la diagnosi - che sta creando incertezza ovunque, poiché non si trovano accordi condivisi tra ospedali/cliniche e gli assicuratori malattia. Vi saranno poi, la probabile votazione federale sul Managed Care e la fine della Moratoria che bloccava l’apertura di nuovi studi medici.
Pochi giorni fa, un’importante agenzia nazionale di analisi e sondaggi, la “gfs bern”, ha pubblicato lo studio di accompagnamento all’introduzione del nuovo sistema di fatturazione per caso (DRG) voluto dalla FMH (Federazione dei medici svizzeri), che
aveva come obiettivo di fissare un’istantanea della situazione negli ospedali prima dell’avvento del sistema.
Lo studio rileva in primo luogo che il 58% dei medici ospedalieri è scarsamente informato sullo Swiss-DRG e il 20% non ne ha nessuna conoscenza specifica. Ci troviamo quindi di fronte alla necessità di informazione del personale medico e paramedico da parte degli ospedali poiché collaboratori ben istruiti sono la base del buon funzionamento delle strutture.
La maggioranza dei medici, sia ospedalieri (60%) che in studio medico (63%) si dichiara scettica in merito all’introduzione del DRG, mentre la percentuale dei dubbiosi scende al 52% fra coloro che lo hanno già sperimentato.
Nei confronti del DRG, i timori maggiori si incentrano sulla paura di perdere l’identificazione con la professione e sulla convinzione che i forfaits per caso siano un sistema di razionamento delle cure. Vi sono inoltre, la preoccupazione relativa all’aumento del carico amministrativo, già dichiarato, dovuto in particolare alle richieste delle casse malati e la paura che l’economicizzazione del sistema esasperi il rapporto costi/benefici, introducendo di fatto l’economia di mercato nel sistema di cure, con ripercussioni negative sulla libertà di scelta della terapia.
Sulla base di queste indicazioni i medici avevano ragione, quando, purtroppo inascoltati, avevano richiesto un’introduzione in via transitoria per un periodo di tre anni.
La raccolta di firme per il referendum contro il Managed Care sta per concludersi e le 50'000 firme necessarie saranno, a mio avviso, largamente superate: ciò la dice lunga sul pensiero dei cittadini-pazienti per rapporto al nuovo modello assicurativo che le lobbies delle casse malati e di alcuni politici vorrebbero imporci per porre nelle mani degli assicuratori il potere di discriminare medici e pazienti, far pagare di più a tutti e sabotare alla base il diritto fondamentale alla libera scelta del medico!
Ciò mi rallegra, perché molti sono ticinesi e svizzeri, ai quali per anni era stato impedito l’esercizio della libera professione e che finalmente potranno seguire la loro vocazione. Però, anche se sono certo che solo una piccola parte dei medici sulla lista aprirà poi lo studio, si potrebbe porre il problema della distribuzione sul territorio, che non potrà essere in qualche modo pianificata.
Per questo motivo, con il collega G. Salvadè abbiamo depositato un’interrogazione al Consiglio di Stato, volta a sapere se l’Autorità abbia l’intenzione di chiedere una deroga al Consiglio Federale per poter regolamentare l’installazione di medici sul territorio cantonale.
Nella stessa direzione, il Consigliere nazionale Lorenzo Quadri si è attivato con un’interpellanza al Consiglio Federale.
Come medici ticinesi continueremo a difendere con rigore e trasparenza le ragioni nostre e dei nostri pazienti che, lo rammento a quanti li vorrebbero trasformare in clienti, per noi rimarranno sempre, in primo luogo, malati bisognosi di ascolto e cure.
Franco Denti
Presidente Ordine dei Medici del Cantone Ticino