Per la prima volta l'OMCT quantifica l'importo totale dei premi pagati in eccesso spostati in altri Cantoni In uno studio viene fatto il bilancio di diciassette anni di LAMal – «È un sistema altamente sbilanciato»
Da anni l'Ordine dei medici del canton Ticino (OMCT) punta il dito contro la gestione delle riserve da parte delle casse malati e ora, per la prima volta, quantifica i milioni degli oltre 400 pagati in eccesso dagli assicurati ticinesi che sono stati travasati agli altri Cantoni: in tutto 78. In due studi realizzati dall'esperto Bruno Cereghetti dal titolo «LAMal 1996-2012, Analisi dello storico dei bilanci di esercizio» e «LAMal 1996-2011, 2011-2013, Premi in eccesso o in difetto» viene stilato un bilancio dei primi 17 anni di LAMal prendendo i dati di tutti i 26 Cantoni. Ciò permette di vedere «in modo trasparente le distorsioni del sistema», ha spiegato il presidente dell'OMCT Franco Denti che ieri assieme a Cereghetti ha presentato i risultati dello studio. E pure viene quantificato chi ha pagato troppo e chi troppo poco.
Mille per cento in più
Ricostruendo il risultato di esercizio per ogni Cantone, cifre alla mano, è emersa la radiografia di «un sistema altamente sbilanciato con tre Cantoni – Ticino, Ginevra e Vaud – che hanno contribuito in modo massiccio» all'equilibrio del bilancio nazionale, ha spiegato Cereghetti, rilevando il buon risultato a livello federale. Il bilancio nazionale complessivo in questi diciassette anni di LAMal appare «sostenibile» visto che tende al pareggio di bilancio (per legge non si possono fare utili e il tasso minimo di riserve è stabilito al 12,5%), ma viene raggiunto con scostamenti notevoli e, di riflesso, «una mancanza di equità». Come detto tre Cantoni – tra i quali il Ticino – vi contribuiscono in modo evidente mentre 18 registrano un bilancio negativo (cinque dei quali pesantemente negativo). «In Ticino abbiamo pagato il mille per cento in più rispetto alla media nazionale, lo squilibrio è urtante», ha evidenziato Cereghetti, aggiungendo che lo squilibrio nei deficit lo si ritrova anche nelle riserve. Dal 2006 al 2011 il tasso delle riserve in Ticino è aumentato dal 20,5% al 32,2% e nello stesso periodo, 78 milioni di franchi di riserve targate TI vengono travasate ad altre Cantoni per ristabilire un «finto» equilibrio a livello nazionale (richiesto dall'allora consigliere federale Pascal Couchepin). «Sotto il profilo dell'equità il trasferimento delle riserve è assurdo» ha commentato Cereghetti, puntando il dito contro l'operato degli assicuratori malattia e dell'autorità di vigilanza, rea di essere rimasta «silente davanti a questa situazione insostenibile». Già perché invece di ristabilire l'equilibrio adattando correttamente i premi di cassa malati, gli assicuratori hanno trasferito le riserve da un Cantone all'altro.
Si abbellisce la realtà
Un «malandazzo» che non si è esaurito nemmeno con la modifica delle disposizioni sulle riserve entrata in vigore nel 2012, «un inutile» nuovo metodo di calcolo delle eccedenze che «abbellisce la realtà» ma non modifica il sistema. Anzi, il Canton Ticino si è visto derubricare le eccedenze. Cifre alla mano Cereghetti mostra come tra il 1996 e il 2011 i cittadini ticinesi hanno pagato 1.033 franchi in più di premi di cassa malati, mentre la Confederazione ne riconosce solo 441, ovvero meno della metà di quanto realmente pagato. Senza dimenticare «il balletto delle cifre» sulle eccedenze che secondo il nuovo calcolo dell'Ufficio federale della sanità pubblica è di 180,7 milioni di franchi mentre per l'OMCT il surplus supererà i 400 milioni.
«Lo studio vuol essere d'appoggio all'iniziativa cantonale approvata all'unanimità dal Parlamento che chiede una modifica della LAMal» ha evidenziato Denti, sottolineando che la proposta è «molto più equa ed efficace» della legge sulla sorveglianza delle casse malati in discussione a Berna. E ha criticato il mancato sostegno da parte della Deputazione ticinese alle Camere: «Nessuno ne ha fatto accenno»
«Lo studio vuol essere d'appoggio all'iniziativa cantonale approvata all'unanimità dal Parlamento che chiede una modifica della LAMal» ha evidenziato Denti, sottolineando che la proposta è «molto più equa ed efficace» della legge sulla sorveglianza delle casse malati in discussione a Berna. E ha criticato il mancato sostegno da parte della Deputazione ticinese alle Camere: «Nessuno ne ha fatto accenno»