L'Ordine dei medici torna alla carica sulle riserve delle casse malati e chiede il ristorno delle eccedenze Nel 2014 il surplus supererà i 400 milioni di franchi - «Le regole sono cambiate ma l'anomalia continua»
Non è necessario aumentare i premi malattia nel 2014, perché anche senza rincaro le casse chiuderebbero in pareggio. Anzi, grazie alla quantità di riserve accumulata ci sarebbe spazio a sufficienza per un deficit controllato e ridurre gli oneri a carico degli assicurati. Ad affermarlo, in modo perentorio e con cifre alla mano, è l'Ordine dei medici, che torna alla carica sulle riserve degli assicuratori malattia. In uno studio realizzato dall'esperto Bruno Cereghetti dal titolo «Premio LAMal 2014 - risultanze e prospezioni se non ci fossero aumenti rispetto al 2013», l'OMCT afferma che senza rincaro dei premi le casse registrerebbero comunque in Ticino un utile di esercizio di 1,8 milioni di franchi e manterrebbero riserve eccedentarie per 382,2 milioni. Se invece, come appare altamente probabile alla luce delle prime indicazioni relative all'andamento 2014, i premi dovessero subire un nuovo aumento, queste eccedenze finirebbero col superare i 400 milioni di franchi. Una cifra che i medici ritengono del tutto ingiustificata rispetto alle esigenze di sicurezza finanziaria.
I dati usati per elaborare le proiezioni sono quelli forniti all'inizio di questo mese dall'Ufficio federale della sanità pubblica. Cereghetti ha previsto per il 2014 premi a bilancio per 1,17 miliardi di franchi. Con un utile di 1,8 milioni, il totale delle riserve (quelle nuove cumulate con il surplus degli esercizi precedenti) passerebbe a 530 milioni. Il tasso effettivo sarebbe quindi del 44,9% contro un tasso di sicurezza finanziario richiesto del 12,5%. La differenza porterebbe ad un'eccedenza che sfiora i 400 milioni.
Questa situazione non riguarda solo il Ticino. Cereghetti fa pure osservare che a fine 2012 lo stato delle riserve sul piano nazionale era del 26,6% rispetto ai premi a bilancio, mentre nel 2011 era del 15,7%. «Un accumulo enorme» non esita a definirlo l'ex capo dell'Ufficio assicurazione malattia, secondo cui si continua a trattenere a livello nazionale quanto si sarebbe potuto riconoscere ai Cantoni, Ticino in testa, che hanno registrato pagamenti eccessivi negli anni precedenti. Ragione in più, dice, per un ristorno equo dei premi pagati in eccesso.
I dati usati per elaborare le proiezioni sono quelli forniti all'inizio di questo mese dall'Ufficio federale della sanità pubblica. Cereghetti ha previsto per il 2014 premi a bilancio per 1,17 miliardi di franchi. Con un utile di 1,8 milioni, il totale delle riserve (quelle nuove cumulate con il surplus degli esercizi precedenti) passerebbe a 530 milioni. Il tasso effettivo sarebbe quindi del 44,9% contro un tasso di sicurezza finanziario richiesto del 12,5%. La differenza porterebbe ad un'eccedenza che sfiora i 400 milioni.
Questa situazione non riguarda solo il Ticino. Cereghetti fa pure osservare che a fine 2012 lo stato delle riserve sul piano nazionale era del 26,6% rispetto ai premi a bilancio, mentre nel 2011 era del 15,7%. «Un accumulo enorme» non esita a definirlo l'ex capo dell'Ufficio assicurazione malattia, secondo cui si continua a trattenere a livello nazionale quanto si sarebbe potuto riconoscere ai Cantoni, Ticino in testa, che hanno registrato pagamenti eccessivi negli anni precedenti. Ragione in più, dice, per un ristorno equo dei premi pagati in eccesso.
Denti e Cereghetti: «Scandalo legalizzato e sistema molto opaco»
L'ultimo affondo lo aveva fatto in febbraio, quando aveva stimato per il 2013 riserve in eccedenza per circa 400 milioni di franchi. A pochi mesi di distanza, sulla base di dati aggiornati, i termini del discorso non cambiano. L'Ordine dei medici, con la consulenza dell'ex capo Ufficio assicurazione malattia Bruno Cereghetti, ribadisce le critiche al sistema di formazione dei premi di cassa malati, sostenendo che ci sono margini di manovra più che abbondanti per la restituzione delle quote pagate in eccesso dagli assicurati ticinesi. Ma anche per lanciare «j'accuse» contro una riforma che invece di garantire trasparenza ed equità ha reso tutto più opaco e per il modo con cui le autorità competenti stanno gestendo le cose.
A partire dal 2012 le disposizioni sulle riserve sono cambiate, ma secondo i medici non è cambiato nulla. Anzi, le cose sono peggiorate e non a caso l'incipit dello studio di Cereghetti è la famosa citazione de «Il Gattopardo» di Giuseppe Tomasi di Lampedusa: «Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi». In che senso? «Nel senso che la modifica è inefficace», spiega l'ex alto funzionario e ora deputato PS in Gran Consiglio. «Il sistema attuale fondato sulla formazione delle riserve in base al rischio individuale del singolo assicuratore è complesso nell'impostazione, farraginoso nei meccanismi procedurali e assolutamente opaco sotto il profilo del controllo democratico. Il primo riscontro che ci si poteva aspettare da questo repentino cambiamento di sistema di formazione delle riserve era una ricaduta sulla maggior equità nella formazione dei premi LAMal nei vari Cantoni. Nulla di tutto questo è capitato. Anzi, l'anomalia continua esattamente come nel passato. Con oltretutto un'aggravante: il nuovo modello è completamento opaco». Ma Cereghetti lamenta pure la mancanza di trasparenza da parte dell'autorità federale, che ha tolto dal sito dell'UFSP dati emblematici con il pretesto che non si potessero confrontare con il regime precedente. «In realtà si occultano dati per impedire una chiave di lettura. È un atteggiamento a dir poco puerile. C'è una fobia iconoclasta di cancellare il passato per non più interpretarlo. Non ci si venga a dire che i nostri dati sono incerti e non confrontabili. Chi dice questo in realtà svicola, perché in termini di premi, prestazioni e bilanci l'andamento degli assicuratori è sempre lo stesso. In realtà si costruisce il futuro sullo stesso vizio del passato. I premi 2014 sono uno scandalo legalizzato a danno dei ticinesi. Perché non saranno impostati sulla base di metodi rinnovati, ma corrisponderanno ad una continuità naturale di un storico contraddistinto da premi sovradimensionati rispetto alle reali esigenze di finanziamento del settore ».
Il presidente dell'OMCT Franco Denti rincara: «Il nuovo sistema non è migliore del vecchio. Una ragione in più quindi per fare in modo che le casse restituiscano agli assicurati i premi pagati in eccesso in tutti questi anni. Il nostro studio vuole essere un incentivo ai politici a non mollare». Anche perché, aggiunge, la sua personale impressione è che i rappresentanti del Cantone vadano a Berna parlando di grossi principi ma con poche cifre a sostegno delle loro tesi.
Denti è critico anche a proposito della nuova Legge federale sulla vigilanza, che dovrebbe rendere il sistema più trasparente. «A mio avviso è un pasticciaccio che non migliora nulla. In questo senso è un bene che si sia arenata in commissione. Fintanto che non disporremo di una legge credibile non avremo nessuna risposta sulla questione dei premi in eccesso». L'OMCT ritiene pure che sarebbe necessaria una strategia concordata a livello ticinese fra i vari attori, Cantone in testa, impegnati nella difesa degli interessi degli assicurati.
A partire dal 2012 le disposizioni sulle riserve sono cambiate, ma secondo i medici non è cambiato nulla. Anzi, le cose sono peggiorate e non a caso l'incipit dello studio di Cereghetti è la famosa citazione de «Il Gattopardo» di Giuseppe Tomasi di Lampedusa: «Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi». In che senso? «Nel senso che la modifica è inefficace», spiega l'ex alto funzionario e ora deputato PS in Gran Consiglio. «Il sistema attuale fondato sulla formazione delle riserve in base al rischio individuale del singolo assicuratore è complesso nell'impostazione, farraginoso nei meccanismi procedurali e assolutamente opaco sotto il profilo del controllo democratico. Il primo riscontro che ci si poteva aspettare da questo repentino cambiamento di sistema di formazione delle riserve era una ricaduta sulla maggior equità nella formazione dei premi LAMal nei vari Cantoni. Nulla di tutto questo è capitato. Anzi, l'anomalia continua esattamente come nel passato. Con oltretutto un'aggravante: il nuovo modello è completamento opaco». Ma Cereghetti lamenta pure la mancanza di trasparenza da parte dell'autorità federale, che ha tolto dal sito dell'UFSP dati emblematici con il pretesto che non si potessero confrontare con il regime precedente. «In realtà si occultano dati per impedire una chiave di lettura. È un atteggiamento a dir poco puerile. C'è una fobia iconoclasta di cancellare il passato per non più interpretarlo. Non ci si venga a dire che i nostri dati sono incerti e non confrontabili. Chi dice questo in realtà svicola, perché in termini di premi, prestazioni e bilanci l'andamento degli assicuratori è sempre lo stesso. In realtà si costruisce il futuro sullo stesso vizio del passato. I premi 2014 sono uno scandalo legalizzato a danno dei ticinesi. Perché non saranno impostati sulla base di metodi rinnovati, ma corrisponderanno ad una continuità naturale di un storico contraddistinto da premi sovradimensionati rispetto alle reali esigenze di finanziamento del settore ».
Il presidente dell'OMCT Franco Denti rincara: «Il nuovo sistema non è migliore del vecchio. Una ragione in più quindi per fare in modo che le casse restituiscano agli assicurati i premi pagati in eccesso in tutti questi anni. Il nostro studio vuole essere un incentivo ai politici a non mollare». Anche perché, aggiunge, la sua personale impressione è che i rappresentanti del Cantone vadano a Berna parlando di grossi principi ma con poche cifre a sostegno delle loro tesi.
Denti è critico anche a proposito della nuova Legge federale sulla vigilanza, che dovrebbe rendere il sistema più trasparente. «A mio avviso è un pasticciaccio che non migliora nulla. In questo senso è un bene che si sia arenata in commissione. Fintanto che non disporremo di una legge credibile non avremo nessuna risposta sulla questione dei premi in eccesso». L'OMCT ritiene pure che sarebbe necessaria una strategia concordata a livello ticinese fra i vari attori, Cantone in testa, impegnati nella difesa degli interessi degli assicurati.