Domenica prossima saremo chiamati a votare sull'iniziativa "salviamo il lavoro in Ticino". L'iniziativa chiede l'introduzione di salari minimi settoriali.
Dove non c'è un salario minimo garantito da un contratto collettivo di lavoro, lo deve stabilire il Consiglio di Stato, in modo differenziato in base alla mansione svolta e al settore economico.
Il salario minimo deve corrispondere ad una percentuale del salario mediano nazionale.
L'iniziativa è stata approvata dal Gran Consiglio con 38 voti favorevoli, 27 contrari e 4 astenuti. Tra i favorevoli, anche i parlamentari della Lega dei Ticinesi.
Abbiamo interpellato alcuni interlocutori, ai quali abbiamo chiesto: - L'iniziativa 'salviamo il lavoro in Ticino' va approvata o bocciata? Per quali motivi?
Franco Denti:
Personalmente sul salario minimo non ho preclusioni. Non si tratta di trovare una retribuzione media, ma di assicurare una retribuzione dignitosa in un mercato del lavoro che non può più reggere affidandosi unicamente alla compressione progressiva dei salari, perdendo così la dimensione equa che ogni retribuzione dovrebbe garantire come riconoscimento per il lavoro altrui, qualunque esso sia. Il lavoro non è solo un mezzo per garantirsi denaro da spendere, ma è lo strumento attraverso il quale una persona può realizzare il proprio progetto esistenziale, sentendosi utile e appagata. A ciascuno di noi va assicurato un lavoro dignitoso e il ruolo politico è quello di rimuovere tutti gli ostacoli, di ordine economico, burocratico e sociale, che limitano di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini escludendoli o precludendoli dalla vita sociale, economica e politica anche nel nostro Cantone. Infine sfatiamo una bufala che i salari minimi fanno o faranno abbassare i salari. Non esiste nessuno studio che sostenga questa affermazione, non c'è nessuna cifra che possa dimostrare questa tesi. La crisi del lavoro che stiamo vivendo dimostra l'inesorabile fallimento di modelli economici che hanno dominato gli ultimi decenni, sia il modello neoliberalista sia quello social democratico di Welfare. Dobbiamo orientarci verso nuove soluzioni come il Welfare civile, un approccio anti ideologico, una nuova idea di società.