La misura 'punisce i più poveri per non sfavorire i meno poveri'. E per Bruno Cereghetti spingere i beneficiari verso il modello medico di famiglia è al limite del legale. Tanto che il deputato socialista non esclude un ricorso.
«Si è usata l'accetta, quando era necessario un taglio chirurgico». «Una misura inguardabile». «Un innaffiatoio girato al contrario». «Un taglio lineare che colpisce i più deboli». È iniziata ieri la campagna dei contrari alla riforma che tocca i sussidi di Cassa malati, sulla quale il popolo si esprimerà il 18 maggio in votazione. È iniziata ieri con una conferenza stampa durante la quale è stata addirittura scomodata una figura leggendaria. Avallando la manovra contenuta nel Preventivo 2014, il governo prima e il parlamento poi si sarebbero infatti comportati al contrario di Robin Hood. Perché, ha spiegato il granconsigliere del Ps e già capo dell'Ufficio cantonale delle casse malati Bruno Cereghetti , riducendo in questa maniera di circa quattordici milioni i contributi erogati dal Cantone «si puniscono i più poveri per non sfavorire i meno poveri». Una «logica illogica» e «socialmente perversa» che, a detta di Cereghetti, sta alla base di quello che altro non è che «un taglio lineare». Anzi, peggio ancora. Un taglio lineare che «si è voluto vestire» con un abito presentabile. Quello del 'medico di famiglia', modello assicurativo più vantaggioso verso il quale, secondo quanto auspicato dal Dipartimento sanità e socialità (Dss), da quest'anno dovrebbero tendere pure i beneficiari degli aiuti statali. Prima di tutto, ha però ricordato Cereghetti, «il modello medico di famiglia è già stato scelto massicciamente dai sussidiati». In secondo luogo, «non è conforme alla legge utilizzare i sussidi per incanalare gli assicurati verso delle scelte» alternative. Tanto che, se la riforma venisse accettata in votazione, il deputato socialista non esclude di ricorrere «alle vie giudiziarie» per contrastare questa manovra.
«Come spesso succede in questo cantone – ha dal canto suo rilevato il presidente del Ps Saverio Lurati –, si è proposta una soluzione sbagliata a un problema vero».
E perciò i contrari non si limitano a dire di no. «Socialità – ha sottolineato Franco Denti , granconsigliere Ppd e presidente dell'ordine cantonale dei medici (Omct) – vuol dire efficacia sociale». Per garantire la quale andrebbe rivisto «l'intervento sociale di questo Paese» o, perlomeno, il criterio attraverso il quale si stabilisce chi ha diritto a beneficiare dei sussidi. Come? Magari, come proposto dall'Omct (cfr. l'edizione di giovedì), basandosi sul salario imponibile federale e non più su quello disponibile. Un sistema «sicuramente più trasparente» e che, a detta di Denti, finirebbe con l'aiutare chi ha veramente bisogno. Anche perché quest'ultimi saranno sempre di più. Un po' perché per il 2015 si parla di un aumento del quattro per cento dei premi di cassa malati, un po' perché «il sistema – ha detto la capogruppo Ps in Gran Consiglio Pelin Kandemir Bordoli – è malato». E in futuro, lo Stato «non potrà fare altro che aiutare». Resta da capire in che modo.
«Saverio Lurati: 'Soluzione sbagliata a un problema vero'. Denti: 'Rivedere l'intervento sociale di questo Paese'.»
«Saverio Lurati: 'Soluzione sbagliata a un problema vero'. Denti: 'Rivedere l'intervento sociale di questo Paese'.»