L'attuale situazione politica italiana non lascia presagire una rapida uscita dalla crisi istituzionale e, dato che i frontalieri provengono per la massima parte dalle province adiacenti, mi chiedo perché dovremmo "accapigliarci tra terre di confine".
Questo non significa che non si debba fare qualcosa, ma che bisogna individuare bene il nostro bersaglio! In primo luogo chi è il vero responsabile della situazione in cui si trova il Ticino? La risposta non è certo Roma, ma Berna, e non credo che si riuscirà quanto prima a intavolare trattative in questo campo né men che meno che il governo italiano sia disposto a fare concessioni nella questione dei ristorni di imposta, che sono stabiliti in una ormai annosa convenzione che risale al 1974. Per questo motivo penso che dovremmo trovare un accordo con le vicine province in modo che i ristorni "non si perdano sulla via di Roma" e poi dovremmo farci risarcire da Berna quello che in fondo noi ticinesi paghiamo per tutta la Svizzera. Naturalmente, dato che anche qui si rischia una certa lentezza nelle decisioni di ristorno (riserve eccedentarie delle casse malati insegnano), dopo aver fatto bene i conti il nostro Governo dovrebbe bloccare fino a concorrenza del dovuto, per esempio i versamenti dell'Imposta Federale Diretta.