Nei prossimi anni mancheranno sempre più medici generalisti. L'articolo costituzionale crea le basi per una inversione di rotta.
Lugano – Il nuovo articolo costituzionale sulle cure mediche di base in votazione il prossimo 18 maggio non sta suscitando grandi discussioni, anche perché i riflettori mediatici sono accesi su altri temi, da quello sui salari minimi all'ancora più controversa proposta dell'acquisto di un nuovo aereo da combattimento per l'esercito svizzero.
Eppure, se il dibattito sul nuovo jet è importante per la sorveglianza dei cieli, quello della salute non lo è da meno per la sicurezza della popolazione. Forse l'assenza o quasi di opposizioni è pure legata al fatto che quello in votazione è un articolo costituzionale che fissa dei principi, ma che non apparecchia direttamente sul tavolo soluzioni concrete tali da dividere le opinioni degli attori in campo. Non è totalmente del medesimo avviso il ministro della Sanità Alain Berset, ospite ieri a Lugano nella sede dell'Università della Svizzera italiana su invito dell'Ordine dei medici del Canton Ticino. Il nuovo articolo costituzionale, secondo il consigliere federale, rappresenta una premessa essenziale per la Confederazione, ma anche per i Cantoni e i Comuni, perché iscrive nella carta costituzionale il principio del diritto di tutti all'accesso alle cure, ciò che va oltre i contenuti stessi dell'iniziativa per la medicina di famiglia, nel frattempo ritirata. «Quando sono arrivato in Consiglio federale – ricorda Alain Berset – sul tavolo vi era l'iniziativa dei medici di famiglia e il governo stava discutendo i contenuti di un controprogetto diretto. L'articolo costituzionale approvato dalle Camere va oltre i contenuti dell'iniziativa. Ho però capito che ciò non bastava. Abbiamo allora lanciato un Piano direttore in un campo nel quale la Confederazione non è la sola competente. Vi sono in Cantoni, i Comuni, gli ordini professionali e così via. Siamo così riusciti a creare le basi concrete che si fondano su tre assi: il primo è quello della Legge sulle professioni mediche che rivalorizza il ruolo dei medici di famiglia, il secondo è quello della formazione e della ricerca perché la medicina di base non è il parente povero e per questo merita un posto anche nell'ambito della ricerca. In questo senso sono anche state corrette le tariffe relative agli esami di laboratorio. Infine, vi è la revisione del tariffario (Tarmed) che dà nuove competenze sussidiarie al Consiglio federale, quando i partner non si mettono d'accordo. In questo modo sarà possibile aumentare la remunerazione dei medici di famiglia nell'ordine di 200 milioni di franchi senza che ciò incida sui premi di cassa malati».