Si chiama 'Primeo' ed è un nuovo prodotto lanciato dalla cassa malati Helsana. Che cos'è? In sostanza, un 'pacchetto' grazie al quale si garantiscono prestazioni e comfort supplementari (libera scelta del medico, tempi di attesa ridotti, ma anche giornali, trasporti ecc.) "nell'ambito della medicina ambulatoriale" ai pazienti delle cliniche che hanno aderito all'offerta di Helsana. E qual è il problema? Per Franco Denti (Verdi) e altri sette deputati eletti tra le fila di Plr, Lega, La Destra e Comunisti, il problema sta nel fatto che pure l'Ente ospedaliero cantonale (Eoc) "abbia aderito alla proposta figurando come partner dell'assicurazione in questione". Ecco perché, tramite un'interrogazione, Denti e cofirmatari chiedono lumi al Consiglio di Stato. "Nutriamo qualche dubbio – si legge – sull'opportunità che l'Eoc, ospedale pubblico, metta a disposizione (soltanto) di chi paga certi tipi di prestazioni e di servizi che comportano un dispendio di energie e di risorse, a scapito dei pazienti "normali". Anche perché alcune prestazioni 'Primeo' (specie la libera scelta del medico e la minor permanenza in sala d'attesa) sfocerebbero "nel campo della LAMal e quindi – scrivono i deputati – della medicina di base che l'ospedale pubblico deve praticare e garantire a tutti equamente". Il rischio è quindi che all'Eoc si offra "una medicina a due velocità" che comporterebbe "disparità di trattamento. È davvero così? Perché l'Eoc ha scelto di agire in tal modo? E che cosa ne pensa il governo? Domande attualmente sul tavolo del Consiglio di Stato.