Non ha avuto successo l’iniziativa cantonale del Ticino (presentata in Gran Consiglio nel 2013 da Franco Denti) che chiedeva agli assicuratori maggiore trasparenza nel calcolo dei premi di cassa malati. Dopo gli Stati, ieri anche il Nazionale l’ha bocciata, con 117 voti contro 54 e un astenuto. Tutta la deputazione ticinese comunque l’ha sostenuta.
La proposta ha due obiettivi, ha sottolineato Marina Carobbio Guscetti (PS): dare più poteri alla Confederazione per l’approvazione dei premi delle casse malati, obbligando gli assicuratori a diminuire quelli troppo alti, e approfondire la questione della determinazione delle riserve.
Se il primo punto è stato risolto con la nuova Legge sulla vigilanza sull’assicurazione malattie come ricordato, in italiano, anche dalla relatrice commissionale Isabelle Moret (PLR), il problema delle riserve rimane, ha sottolineato Carobbio Guscetti. L’iniziativa chiede la pubblicazione del risultato d’esercizio pro capite per ogni singolo cantone prima delle attribuzioni alle riserve. Approvando il testo si potrebbe avviare una discussione approfondita sul ridimensionamento delle riserve eccessive. L’Ufficio della sanità già oggi pubblica il conto d’esercizio degli assicuratori e le componenti che possono essere ripartite per cantone, ha però fatto notare la Moret. Ci sono però alcune parti, come i costi amministrativi e i redditi del capitale, che non possono essere attribuite a un singolo cantone e che quindi non possono essere pubblicate come tali. E sul sistema di calcolo alternativo presentato dal Ticino («metodo Cereghetti») per stabilire la compensazione dei premi pagati in eccesso o in difetto dai cantoni, ha fatto notare come gli altri 25 cantoni non contestino quello in vigore.
La proposta ha due obiettivi, ha sottolineato Marina Carobbio Guscetti (PS): dare più poteri alla Confederazione per l’approvazione dei premi delle casse malati, obbligando gli assicuratori a diminuire quelli troppo alti, e approfondire la questione della determinazione delle riserve.
Se il primo punto è stato risolto con la nuova Legge sulla vigilanza sull’assicurazione malattie come ricordato, in italiano, anche dalla relatrice commissionale Isabelle Moret (PLR), il problema delle riserve rimane, ha sottolineato Carobbio Guscetti. L’iniziativa chiede la pubblicazione del risultato d’esercizio pro capite per ogni singolo cantone prima delle attribuzioni alle riserve. Approvando il testo si potrebbe avviare una discussione approfondita sul ridimensionamento delle riserve eccessive. L’Ufficio della sanità già oggi pubblica il conto d’esercizio degli assicuratori e le componenti che possono essere ripartite per cantone, ha però fatto notare la Moret. Ci sono però alcune parti, come i costi amministrativi e i redditi del capitale, che non possono essere attribuite a un singolo cantone e che quindi non possono essere pubblicate come tali. E sul sistema di calcolo alternativo presentato dal Ticino («metodo Cereghetti») per stabilire la compensazione dei premi pagati in eccesso o in difetto dai cantoni, ha fatto notare come gli altri 25 cantoni non contestino quello in vigore.