Il governo cantonale propone un taglio lineare del 3.5% sui sussidi di cassa malati, quale misura di risparmio, escludendo i beneficiari di prestazioni LAPS e di prestazioni complementari all’AVS-AI. Si è da poco saputo che il Ticino per il 2013 dovrà già far fronte ad aumenti medi del premio di cassa malati tra l’ 1.1% e il 2.3% (giovani adulti). Ovviamente, trattandosi di aumenti medi, ci sarà chi dovrà fare i conti con rincari decisamente superiori alle cifre indicate. Un aumento di premio in Ticino risulta ingiustificato, ci sarebbero stati al contrario i presupposti per una diminuzione. Come valutare allora, in questo contesto, la proposta di taglio ai sussidi avanzata dal CdS, che andrebbe a gravare ulteriormente il costo dell’assicurazione malattia per decine di migliaia di ticinesi, già colpite dall’ingiustificato aumento di premio?
Sono sempre contrario a tagli lineari che colpiscono indiscriminatamente tutti, anche se, in questo caso saranno esclusi i beneficiari di sussidi LAPS e di prestazioni complementari AVS-AI.
In un periodo in cui i conti dello Stato sono in difficoltà, giudico questa misura come l’ennesimo cerotto volto a raggiungere gli obiettivi di risparmio del Cantone: l’esatto contrario quindi di ciò di cui il Ticino ha bisogno nel campo della Sanità e della Socialità e cioè un ripensamento a 360°.
Nei prossimi 20 anni ci troveremo confrontati a un invecchiamento della popolazione, che in cifre si tradurrà, nel 2030, con 100'000 ticinesi “over” 65 anni di cui l’8.5% avrà più di 85 anni.
Inoltre, già ora dobbiamo far fronte alle conseguenze della crisi economica.
Il mondo politico ha quindi il dovere di affrontare le tematiche sociali e sanitarie in modo globale, coinvolgendo nella progettazione anche la società civile: sono convinto che, per un settore come la sanità e la socialità, che in Ticino comporta una spesa pro capite di circa 1'200 frs la prima e 2'550 la seconda, sia indispensabile definire con chiarezza quello che volgiamo avere, capire se possiamo permettercelo e come possiamo finanziarlo.
È chiaro che la via della progettazione passa attraverso la ridefinizione dei compiti dello Stato, la razionalizzazione della spesa pubblica e il suo contenimento; ed è pure ovvio che tutti dovremo essere responsabilizzati e fare dei sacrifici: ma questi devono essere sopportabili.
In poche parole dobbiamo sederci tutti attorno a un tavolo e trovare soluzioni concertate per la messa in atto di una socialità nuova, senza esclusi, ma anche senza sprechi .
Presidente Ordine dei Medici del Cantone Ticino