Nuovo studio di Bruno Cereghetti sui premi di cassa malati, la beffa riservata al Ticino continua ancora oggi
MONTECENERI – Quanto ci costa il pareggio di bilancio delle casse malati? Lo denuncia – per la prima volta a livello nazionale – il nuovo studio realizzato per conto dell'Ordine dei medici del cantone Ticino da Bruno Cereghetti, fra i massimi esperti di casse malati in Svizzera.
Le indicazioni del nuovo studio, fondate su analisi matematiche scientificamente sostenibili, indicano le disparità fra i vari cantoni nella formazione dei premi e nel trasferimento delle riserve da cantone a cantone. «Una ricostruzione lunga e minuziosa, resa difficile proprio dall'Ufficio Federale della Sanità che, lo rammentiamo, avrebbe dovuto vigilare e che invece, dal 2009, ha creato una cortina fumogena cessando di pubblicare i bilanci di esercizio degli assicuratori per singolo Cantone», ha spiegato il presidente dell'Ordine dei medici, Franco Denti. «In questo modo, l'apparente situazione di pareggio sul piano nazionale, nasconde le grandi e reali disparità di trattamento sul piano cantonale».
Lo studio di Cereghetti denuncia – ancora una volta – la mancanza di trasparenza nei conti nel settore dell'assicurazione malattia. Visto che secondo la LAMal (la legge che regola il settore) le casse malati non possono conseguire degli utili, i bilanci devono tendere al pareggio. Lo studio dimostra che l'obiettivo è raggiunto sul piano nazionale, ossia sommando i bilanci dei singoli Cantoni. Ma è proprio nei singoli Cantoni che si registrano pesanti squilibri. Secondo Cereghetti i bilanci di soli tre Cantoni (Ginevra, Vaud e Ticino) di fatto mantengono ben 18 Cantoni in negativo, fra cui cinque in modo pesante (Appenzello esterno, Uri, Glarona, Obwaldo e Nidwaldo).
Per la prima volta è stato verificato, sul piano nazionale, il trasferimento di riserve da un Cantone all'altro operato dalle casse malati «nell'ottica di mascherare gli squilibri di fatto». I Cantoni a cui sono stati sottratti importi di riserve sono sei, tra cui anche il Ticino. Ne emerge un quadro tutt'altro che edificante dal profilo dell'equità dei premi.
Sul periodo 1996-2011 il Cantone Ticino ne esce fortemente penalizzato, in quanto si vede ridurre a tavolino le eccedenze di pagamento da 327,6 milioni a CHF 139,8 milioni di franchi (- 187,8 milioni). Lo studio lancia uno sguardo anche sul periodo 2011-2013. In 12 Cantoni si registra un peggioramento della situazione già negativa nel 2011, mentre in 3 Cantoni, tra cui il Ticino, si annotano aumenti di premio ingiustificati. Questo significa che il disequilibrio tra i Cantoni continua nel tempo.
Occorre quindi «chiedersi se l'attuale sistema sia ancora governabile», si legge nello studio di Cereghetti, «anche perché la tanto decantata Legge sulla vigilanza degli assicuratori malattie nei fatti si prospetta come una grida spagnola di manzoniana memoria».