L'Ordine dei medici del Cantone Ticino (OMCT) e l'USI hanno invitato il consigliere federale Alain Berset in Ticino per presentare l'articolo in votazione il 18 maggio. Il ministro della Sanità, introdotto dal presidente dell'OMCT Franco Denti e stimolato dalle domande del pubblico, ha parlato ieri all'Università della Svizzera italiana. Il CdT l'ha intervistato.
Signor consigliere federale, in Svizzera mancano medici generalisti. Qual è la strategia del Consiglio federale?
Signor consigliere federale, in Svizzera mancano medici generalisti. Qual è la strategia del Consiglio federale?
«L'articolo costituzionale in votazione e il Masterplan che ho promosso e che è stato varato in collaborazione coi Cantoni, le università, gli attori privati, getta le basi per colmare questa lacuna. La medicina di famiglia viene promossa a tre livelli: la legge sulle professioni mediche, la ricerca e la remunerazione, con la rivalorizzazione delle tariffe, in particolare quelle di laboratorio e del tariffario medico. Su questo punto il Consiglio federale assume una competenza sussidiaria, qualora i partner non riescano a trovare un accordo sulle tariffe e solo fino al momento in cui non lo troveranno. La rivalorizzazione dei generalisti ammonterà a 200 milioni, da compensare nelle tariffe, giacché è escluso che non vi sia neutralità dei costi o che tutto ciò si ripercuota sui premi dell'assicurazione malattia».
Perché privilegiare i medici generalisti, addirittura con un articolo costituzionale a loro dedicato?
«Anzitutto sottolineo che il decreto in votazione non privilegia soltanto una categoria, come faceva l'iniziativa, poi ritirata. Tutta una serie di altri attori della medicina di base potrà essere sostenuta, dai pediatri agli assistenti, dagli psicoterapeuti al personale infermieristico, fondamentali per il trattamento ambulatoriale. Riguardo ai medici di prossimità, ci tengo a sottolineare che il loro ruolo è essenziale nel sistema sanitario elvetico che – sul modello federalistico – funziona dal basso verso l'alto. Il medico di prossimità si occupa del paziente al primo livello ambulatoriale e, laddove necessario, chiama in causa gli specialisti e il trattamento stazionario più opportuno. Se il caso non è grave, risolve il problema e/o prescrive il medicamento più appropriato disponibile nella farmacia più vicina. La riforma deve permettere inoltre non solo di formare più medici e di migliorare formazione, perfezionamento e ricerca nel campo della medicina di base, ma di rendere la loro attività più attrattiva al fine di garantire il ricambio generazionale e fare in modo che possano essere presenti in tutto il Paese, comprese le realtà periferiche».
Il sistema sanitario svizzero è già molto caro e lei assicura che questa riforma non lo renderà ancora più costoso. Perché?
«Proprio per il motivo che ho indicato poc'anzi, il ruolo del medico di prossimità consiste nell'evitare, nel frenare costosi trattamenti se non sono necessari. Meglio passare dal medico di famiglia che si occupa delle cure generali ed è in grado di orientare il paziente a partire dai suoi bisogni piuttosto che andare subito al pronto soccorso o dallo specialista. Per frenare i costi abbiamo bisogno della medicina di base, dove il rapporto costi/benefici è ottimo».
Come la Confederazione può favorire la presenza della medicina di base in località discoste?
«L'articolo costituzionale valorizza concretamente la medicina di base. È un segnale che la rende più attrattiva per i medici. Per il resto bisogna che vengano trovate soluzioni locali. Le posso fare diversi esempi dove alcuni Comuni e alcuni medici si sono uniti per garantire ambulatori di qualità in zone periferiche. E funziona».
Un'ultima domanda. L'USI sta per avviare una facoltà di medicina. Su quale sostegno della Confederazione può contare?
«Le università sono di competenza cantonale. Ciò detto, visto che abbiamo bisogno di più medici, seguiamo con grande interesse le iniziative cantonali, soprattutto quando coinvolgono più Cantoni. La Confederazione sostiene in particolare queste iniziative nell'ambito del Messaggio educazione, ricerca e innovazione. Posso confermarle che il Consiglio federale ha già preannunciato che la formazione dei medici sarà uno dei punti forti di questo Messaggio per il periodo 2017-2020».