Presentati i sette candidati al Municipio per le elezioni comunali del prossimo aprile
L'obiettivo è ottenere il secondo seggio - Brioschi: "crediamoci, gli altri sbandano"
«Vogliamo e meritiamo di più». Le parole del presidente cantonale del PPD Giovanni Jelmini rappresentano lo spirito della Sezione luganese in vista delle elezioni comunali, e «più» in questo caso ha un significato preciso: +1, ossia passare da uno a due municipali. Gli «azzurri» sanno benissimo che l'impresa è molto ardua, ma non ci stanno ad appiattire le loro ambizioni sulla riconferma della poltrona attuale; e nemmeno ad essere esclusi a priori dalla corsa alla poltrona di sindaco - ha rimarcato Jelmini. «L'obiettivo è raddoppiare - incalza il presidente della Commissione cerca Guido Brioschi
- Bisogna essere ottimisti, soprattutto visti gli sbandamenti che si verificano in altri partiti». La squadra per tentare il colpaccio, il PPD l'ha presentata ieri alle Elementari di Breganzona. Fra i candidati all'Esecutivo, oltre al municipale uscente Angelo Jelmini («meglio dire in carica che uscente» ha commentato col suo proverbiale humor) ci sono Angelo Bernasconi, Armando Boneff, Francesca Bordoni Brooks, Michele Malfanti, Sara Beretta Piccoli e Franco Denti, che secondo alcuni può essere un concorrente pericoloso per Jelmini se il seggio rimarrà 1 (e il fatto di puntare a 2 è anche una specie di «parafulmine politico» contro eventuali polemiche da «derby»).
Orgoglio e sacrifici
La presidente del PPD cittadino Laura Tarchini , con un po' d'emozione, ha ripercorso l'operato del PPD nella legislatura ribadendo il concetto che dà orgoglio alla truppa, condiviso dal coordinatore della campagna elettorale Rolf Endriss: «Abbiamo lavorato bene e lo dimostrano le nostre 45 interpellanze, 37 interrogazioni e 23 mozioni. Ci siamo impegnati su vari temi: l'economia col sostegno al microcredito, gli alloggi popolari, il regolamento sociale, i rifiuti, le aree di svago e altro; il tutto con serietà e con l'entusiasmo che regna in questi giorni». «E che c'è stato fin dalle prime riunioni della commissione - ha detto Brioschi - Abbiamo esaminato 14 nomi e sentito 11 persone, ed erano tutte determinate». È una qualità fondamentale, perché «amministrare una città come Lugano - ha ricordato Giovanni Jelmini - impone di sacrificare una parte di tempo libero, di quello professionale e di quello dedicato alla famiglia», per poi trovarsi magari confrontati con l'indifferenza di alcuni cittadini verso la politica. «In un momento di difficoltà economica, la sfida è riuscire a interessare anche loro».
- Bisogna essere ottimisti, soprattutto visti gli sbandamenti che si verificano in altri partiti». La squadra per tentare il colpaccio, il PPD l'ha presentata ieri alle Elementari di Breganzona. Fra i candidati all'Esecutivo, oltre al municipale uscente Angelo Jelmini («meglio dire in carica che uscente» ha commentato col suo proverbiale humor) ci sono Angelo Bernasconi, Armando Boneff, Francesca Bordoni Brooks, Michele Malfanti, Sara Beretta Piccoli e Franco Denti, che secondo alcuni può essere un concorrente pericoloso per Jelmini se il seggio rimarrà 1 (e il fatto di puntare a 2 è anche una specie di «parafulmine politico» contro eventuali polemiche da «derby»).
Orgoglio e sacrifici
La presidente del PPD cittadino Laura Tarchini , con un po' d'emozione, ha ripercorso l'operato del PPD nella legislatura ribadendo il concetto che dà orgoglio alla truppa, condiviso dal coordinatore della campagna elettorale Rolf Endriss: «Abbiamo lavorato bene e lo dimostrano le nostre 45 interpellanze, 37 interrogazioni e 23 mozioni. Ci siamo impegnati su vari temi: l'economia col sostegno al microcredito, gli alloggi popolari, il regolamento sociale, i rifiuti, le aree di svago e altro; il tutto con serietà e con l'entusiasmo che regna in questi giorni». «E che c'è stato fin dalle prime riunioni della commissione - ha detto Brioschi - Abbiamo esaminato 14 nomi e sentito 11 persone, ed erano tutte determinate». È una qualità fondamentale, perché «amministrare una città come Lugano - ha ricordato Giovanni Jelmini - impone di sacrificare una parte di tempo libero, di quello professionale e di quello dedicato alla famiglia», per poi trovarsi magari confrontati con l'indifferenza di alcuni cittadini verso la politica. «In un momento di difficoltà economica, la sfida è riuscire a interessare anche loro».