I Pronto soccorso velocizzano la presa a carico grazie ai consultori che curano i casi meno gravi
Positivo il bilancio nei quattro ospedali Eoc: reclami quasi scomparsi. Il 'triage' smista i casi. Denti (Omct): 'Si potrebbe fare ancora di più'.
Sempre più pazienti nei Pronto soccorso dei quattro principali ospedali pubblici del Cantone, e tempo d'attesa che va via via riducendosi. Merito dei "Consultori di medicina d'urgenza", che per la direzione dell'Ente ospedaliero cantonale (Eoc) e per l'Ordine dei medici del Canton Ticino (Omct) si stanno rivelando la soluzione giusta a un problema riconosciuto. I "Cmu", questa l'abbreviazione, altro non sono che la presa a carico da parte di un medico e di un infermiere dei pazienti meno gravi che arrivano al Pronto soccorso. Un servizio diurno offerto sette giorni su sette. All'Ospedale italiano di Lugano, dove ieri i responsabili del progetto hanno incontrato la stampa, i casi trattati dal Cmu non vedono nemmeno il resto del reparto d'urgenza. Entrano, si annunciano e passano al 'triage' (non è il caso per chi arriva in ambulanza). Secondo precisi criteri l'infermiere stabilisce il grado di gravità (su una scala da 1 a 4, dove 1 significa urgenza vitale immediata e 4 "non urgente"). Se il paziente rientra nei casi 3 ("urgenza differita") o 4, allora viene preso a carico dal Cmu. «Non si tratta di pazienti che non hanno bisogno di cure – precisa Mattia Lepori , dell'area medica dell'Eoc –. Sono casi semplicemente meno gravi, e perciò destinati all'attesa». Sì, perché prima di loro, evidentemente, passa chi è più grave. «Dalle cifre tuttavia sappiamo che la grande maggioranza, diciamo un po' meno dei tre quarti di tutto il collettivo di pazienti, rientra nelle categorie 3 e 4». Secondo i dati dell'Ente, gli indicatori di qualità non lascerebbero spazio a dubbi. A Bellinzona, dove è stata approntata la fase test del sistema, tra il 2011 e il 2013 le attese prolungate (sopra l'ora e mezza) sono state dimezzate, mentre i reclami indirizzati alla direzione del San Giovanni sono praticamente scomparsi. La presa a carico medica entro la mezz'ora è salita dal 73% del 2011 all'85% nel 2013. E questo a fronte di un aumento generale dei ricoveri.
Tutti felici e contenti? Non proprio. Perché si potrebbe fare ancora meglio. Lo sostiene Franco Denti , presidente dell'Omct. I medici di famiglia coprono i turni nei festivi e l'Ordine ha seguito il progetto fin dall'inizio, visto che uno degli obiettivi è quello di valorizzare questa figura. «È positivo che il medico possa lavorare all'interno del Cmu, perché entra a far parte di una rete che gli garantisce un aggiornamento più completo e la possibilità di dialogare con i medici ospedalieri. Purtroppo però si lavora ancora troppo a compartimenti stagni e va a finire che il 'triage' è troppo poco determinante. Ai medici nei Cmu arrivano i casi fin troppo 'bagatella'». «Sì, soprattutto all'inizio c'è una certa reticenza al 'triage' a dirottare i pazienti al Cmu» conferma Lepori. «Ed è un peccato! – riprende Denti –. Un 'triage' più forte e determinante sgraverebbe ancora di più il Pronto soccorso e valorizzerebbe la figura del medico di famiglia». Tanto più che l'Eoc monitora con particolare attenzione anche i casi in cui il 'triage' fa difetto... all'inverso. Ovvero quando un paziente è inizialmente collocato al Cmu, per poi ritrovarsi con una patologia più grave. «Può capitare ad esempio con un mal di pancia che si rivela essere appendicite – esemplifica Lepori –. Ovviamente teniamo particolarmente d'occhio queste situazione e posso dire che siamo ben sotto l'1% di casi "sottovalutati"».
"Poco meno dei tre quarti di chi si presenta in urgenza non necessita di cure immediate"