NUOVO FINANZIAMENTO PER I LETTI POST-ACUTI
Il Presidente dell'ACT Riccardo Calastri sorpreso dall'aggravio che sta arrivando per i Comuni. Franco Denti, presidente dell'Ordine dei Medici: "Rischio di una medicina a due velocità".
Il Presidente dell'ACT Riccardo Calastri sorpreso dall'aggravio che sta arrivando per i Comuni. Franco Denti, presidente dell'Ordine dei Medici: "Rischio di una medicina a due velocità".
Pianificazione ospedaliera 2015, l'Associazione dei Comuni Ticinesi (ACT) si prepara «a una nuova battaglia» per contrastare i previsti riversamenti di oneri sui Comuni. Come abbiamo riferito nell'edizione di ieri, i 250 letti post-acuti ricavati da precedenti letti acuti negli ospedali
di Acquarossa e Faido, e in tre cliniche private (ex San Rocco, Malcantonese e Varini) saranno finanziati in parte anche dai Comuni, oltre che dagli stessi pazienti. A conti fatti si parla di una cifra tra i 13 e i 15 milioni di franchi all'anno a carico degli enti locali. «Un ulteriore aggravio che non sarà certo indolore – commenta Riccardo Calastri, presidente dell'ACT –.
Posso garantire che quest'anno, nel corso degli incontri sul preventivo 2015, metteremo sul piatto della bilancia questi nuovi oneri». Il presidente dell'ACT e sindaco di Sementina auspica che in futuro «i Comuni siano maggiormente rappresentati negli organi decisionali». Anche Franco Celio, deputato del PLR e già presidente dell'Associazione comuni e regioni di montagna (CORETI), esprime delusione per questa nuova tegola che sta per arrivare sui Comuni. «È una situazione preoccupante – ci dice –. Se questa proposta sarà contenuta nel messaggio governativo, temo che sarà difficile contrastarla». Nel mese di dicembre 2013 Celio aveva presentato un'interrogazione in cui chiedeva al Governo: «Corrisponde al vero che in fase di riabilitazione verrebbe richiesta anche una partecipazione finanziaria ai pazienti e ai Comuni?». Ancora non è giunta risposta. «La mia sensazione – prosegue Celio – è che le casse malati stiano cercando di scrollarsi di dosso alcuni oneri. Un atteggiamento tanto più ingiustificato alla luce della cifra esorbitante in materia di premi pagata in esubero dal Ticino». Ma non sono solo i Comuni a rimetterci in questa possibile nuova impostazione del finanziamento sanitario.
Anche i pazienti saranno chiamati a pagare 50 franchi al giorno. Ciò che porta il presidente dell'Ordine dei Medici e granconsigliere PPD Franco Denti a chiedersi «se non siamo di fronte al rischio di una medicina a 2 velocità. Chi ha la possibilità di pagarsi le cure nei nuovi letti post-acuti creati dopo essere stati dimessi dai letti acuti lo farà, gli altri potrebbero dover tornarsene a casa prematuramente o magari di doversi far pagare ancora dai Comuni tramite l'assistenza».
Precisiamo – perché il nostro articolo di ieri poteva far nascere qualche confusione terminologica – che questi letti post-acuti non sono destinati alla riabilitazione. Riabilitazione che continuerà invece a venir pagata come sinora al 45% dalle casse malati e al 55% dal Cantone.
di Acquarossa e Faido, e in tre cliniche private (ex San Rocco, Malcantonese e Varini) saranno finanziati in parte anche dai Comuni, oltre che dagli stessi pazienti. A conti fatti si parla di una cifra tra i 13 e i 15 milioni di franchi all'anno a carico degli enti locali. «Un ulteriore aggravio che non sarà certo indolore – commenta Riccardo Calastri, presidente dell'ACT –.
Posso garantire che quest'anno, nel corso degli incontri sul preventivo 2015, metteremo sul piatto della bilancia questi nuovi oneri». Il presidente dell'ACT e sindaco di Sementina auspica che in futuro «i Comuni siano maggiormente rappresentati negli organi decisionali». Anche Franco Celio, deputato del PLR e già presidente dell'Associazione comuni e regioni di montagna (CORETI), esprime delusione per questa nuova tegola che sta per arrivare sui Comuni. «È una situazione preoccupante – ci dice –. Se questa proposta sarà contenuta nel messaggio governativo, temo che sarà difficile contrastarla». Nel mese di dicembre 2013 Celio aveva presentato un'interrogazione in cui chiedeva al Governo: «Corrisponde al vero che in fase di riabilitazione verrebbe richiesta anche una partecipazione finanziaria ai pazienti e ai Comuni?». Ancora non è giunta risposta. «La mia sensazione – prosegue Celio – è che le casse malati stiano cercando di scrollarsi di dosso alcuni oneri. Un atteggiamento tanto più ingiustificato alla luce della cifra esorbitante in materia di premi pagata in esubero dal Ticino». Ma non sono solo i Comuni a rimetterci in questa possibile nuova impostazione del finanziamento sanitario.
Anche i pazienti saranno chiamati a pagare 50 franchi al giorno. Ciò che porta il presidente dell'Ordine dei Medici e granconsigliere PPD Franco Denti a chiedersi «se non siamo di fronte al rischio di una medicina a 2 velocità. Chi ha la possibilità di pagarsi le cure nei nuovi letti post-acuti creati dopo essere stati dimessi dai letti acuti lo farà, gli altri potrebbero dover tornarsene a casa prematuramente o magari di doversi far pagare ancora dai Comuni tramite l'assistenza».
Precisiamo – perché il nostro articolo di ieri poteva far nascere qualche confusione terminologica – che questi letti post-acuti non sono destinati alla riabilitazione. Riabilitazione che continuerà invece a venir pagata come sinora al 45% dalle casse malati e al 55% dal Cantone.