Non sono neanche entrati nel merito, perché il ricorrente non è legittimato. Detta altrimenti, nel caso specifico solo i diretti interessati – vale a dire ospedali e cliniche – possono opporsi alle decisioni contenute nella Pianificazione ospedaliera che li concerne. Il Tribunale amministrativo federale (Taf) ha dunque giudicato inammissibile il ricorso presentato da Franco Denti, deputato dei Verdi e presidente dell’Ordine dei medici del Canton Ticino. Lo rende noto il Dipartimento della sanità e della socialità (Dss). Denti si era opposto al decreto legislativo approvato lo scorso 15 dicembre dal Gran Consiglio relativo, appunto, alla nuova Pianificazione ospedaliera e in particolare all’elenco degli istituti autorizzati ad esercitare a carico dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie (LAMal); elenco che il parlamento ha modificato nella sessione sopraccitata. Orbene, ieri il Taf ha comunicato la propria decisione senza entrare nel merito del ricorso perché il ricorrente non è legittimato. Lo dice una prassi consolidata che ha “più volte negato la legittimazione a ricorrere di un paziente/assicurato a presentare ricorso contro la decisione del governo cantonale concernente la pianificazione degli ospedali e delle case di cura”. Il Taf aggiunge che “ha già ripetutamente negato anche la legittimazione a ricorrere ai medici e alle associazioni di medici”. E questo perché, sempre secondo la massima istanza, solo i ‘fornitori di prestazioni sanitarie’ – le strutture di cura coinvolte, per dirla in italiano – hanno diritto di ricorrere, ma unicamente contro decisioni che li riguardano direttamente. È la prassi che le istanze giudicanti svizzere adottano da sempre e dovrebbe essere noto a chi è coinvolto nelle decisioni parlamentari. Ma tant’è. La Pianificazione ospedaliera cantonale supera dunque uno scoglio giuridico e si appresta ad affrontare l’ostacolo principale di ben altra portata: quello referendario in agenda il prossimo 5 giugno. Toccherà infatti al popolo esprimersi sull’intero pacchetto che coinvolge le cliniche private in maniera più intensiva e, al contempo, ridimensiona – seppur con una scelta di compromesso dell’ultima ora – le strutture ospedaliere ubicate in valle. Insomma, gli esami non finiscono mai.