Walter Gianora sul Consuntivo 2015: «Il cittadino non è un parafulmine se la macchina
statale s’inceppa» Pelin Kandemir: «La crisi ha toccato anche il ceto medio» – Franco Denti:
«Mandati diretti fuori di testa»
statale s’inceppa» Pelin Kandemir: «La crisi ha toccato anche il ceto medio» – Franco Denti:
«Mandati diretti fuori di testa»
Ieri un piccolo assaggio, oggi l’abbuffata. In Gran Consiglio è scoccata l’ora dei conti e dell’esame del Consuntivo 2015. Al termine della prima giornata della sessione di giugno i 90 parlamentari
hanno iniziato la discussione con gli interventi dei relatori. I conti dello scorso anno hanno chiuso con
un disavanzo di 90,5 milioni di franchi, a fronte di un preventivo di –120,2 milioni. Critiche sono state
formulate da chi li sostiene e da chi li boccia. Tutti, con il naso turato, guardano ormai alla manovra
finanziaria da 185 milioni, grazie alla quale il Governo intende raggiungere il pareggio del bilancio
entro la fine della legislatura. Oggi il secondo, e decisivo round.
hanno iniziato la discussione con gli interventi dei relatori. I conti dello scorso anno hanno chiuso con
un disavanzo di 90,5 milioni di franchi, a fronte di un preventivo di –120,2 milioni. Critiche sono state
formulate da chi li sostiene e da chi li boccia. Tutti, con il naso turato, guardano ormai alla manovra
finanziaria da 185 milioni, grazie alla quale il Governo intende raggiungere il pareggio del bilancio
entro la fine della legislatura. Oggi il secondo, e decisivo round.
Fuoco alle polveri e via. La discussione sul Consuntivo 2015 è stata inserita sul finire della giornata,
per una sorta di toccata e fuga. Il protagonista, il direttore del DFE Christian Vitta, era infatti atteso
all’assemblea generale ordinaria dell’Associazione bancaria ticinese (vedi servizio a pagina 27). Si è
trattato dunque di un assaggio, ma già sufficiente per farsi un’idea dell’aria che tira in Gran Consiglio.
Più volte chi è intervenuto ha parlato sì del 2015, ma con lo sguardo ormai rivolto al prossimo
autunno, quando il Parlamento sarà chiamato a varare la manovra finanziaria da 185 milioni di
franchi. Un piano che, in realtà, è già entrato nel vivo: il Governo ha iniziato ad implementare le
misure di sua competenza, come il controverso aumento delle stime immobiliari. Ma come reagirà il
Parlamento di fronte alle scelte che sarà chiamato a fare? Restando al bilancio dello scorso anno va
ricordato che se un miglioramento rispetto al preventivo c’è stato, questo è avvenuto grazie
all’incasso di 56,7 milioni di franchi garantito dalla Banca nazionale svizzera. Un introito eroso in
parte, dato che la differenza tra conti preventivi e consuntivi è stato di 29,7 milioni di franchi. E il
2015 ha pure provocato una nuova crescita di debito pubblico, che ha raggiunto 1,9 miliardi.
Tre sono stati i protagonisti del dibattito: il liberale radicale Walter Gianora , relatore della
maggioranza della Gestione costituita da PLR, Lega e PPD che a questo consuntivo dicono sì. Ad
opporsi, con due rapporti distinti, sono i socialisti (con Pelin Kandemir Bordoli ) e gli ecologisti (con
Franco Denti ). Per Gianora quello sul tavolo è «un consuntivo nel segno della preoccupazione.
Come dimostrano il deficit d’esercizio, e l’entità del capitale proprio negativo e del debito pubblico.
Criticità, queste, mitigate da fattori straordinari che sappiamo non si ripresenteranno in futuro».
Gianora ha poi sottolineato che «responsabilmente la maggioranza commissionale crede però che il
Parlamento potrà fare qualcosa di concreto con la manovra di rientro da 185 milioni. Per quanto
riguarda la voce beni e servizi, che ha fatto segnare un +9 milioni, ribadiamo con fermezza come il
Governo debba dotarsi di una gestione per obiettivi delle prestazioni, basata su dei chiari criteri di
efficacia ed efficienza». Ma qual è in sostanza l’obiettivo? «Avere finanze più sane. E per questo
serve prevenire le cause piuttosto che tamponare gli effetti. Il tutto per far sì che non debba essere
sempre il cittadino a fungere da parafulmine quando la macchina dello Stato s’inceppa».
Dal canto suo Kandemir Bordoli ha puntualizzato che «non avevamo condiviso il rapporto di
maggioranza sul preventivo e per una questione di coerenza, e in quanto preoccupati per il
ridimensionamento di alcune prestazioni sociali, non sosterremo nemmeno quello sul consuntivo».
Poi ha replicato a Gianora: «Il collega ha menzionato la manovra affermando che con essa il
Parlamento potrà fare finalmente qualcosa di concreto. Ma sappiamo benissimo che in questi anni di
tagli concreti nel sociale ve ne sono già stati. La crisi ormai non tocca più solo le fasce basse, ma ha
portato a un peggioramento delle condizioni di vita del ceto medio». Infine Denti, a nome dei Verdi
(partito con il quale ha aperto un contenzioso dopo la decisione del Comitato cantonale di
espellerlo), ha affermato che «tutti e tre i rapporti sul tavolo, a ben vedere bocciano il consuntivo».
L’ecologista ha suggerito «sì un aumento delle entrate, ma ancor più è necessario ridurre le uscite».
Ricordo «che il 25% dei contribuenti è esentato dal pagare le imposte e che il 3,3% di essi
garantisce il 40% dei prelievi fiscali» Denti ha quindi affermato: «Dobbiamo agire sui salari medio-bassi per ridurre i ricorsi all’aiuto sociale». Poi l’affondo sui mandati: «La voce Beni e servizi,
presenta dei mandati diretti fuori di testa. È giunta l’ora di rivedere queste spese. Solo grazie a
questa operazione, potremmo recuperare diversi milioni». E in tal senso ha ricordato che il
preventivo stabiliva come obiettivo una riduzione di 12 milioni, mentre, a saldo, ha chiuso con un
superamento di 9 milioni di franchi».
per una sorta di toccata e fuga. Il protagonista, il direttore del DFE Christian Vitta, era infatti atteso
all’assemblea generale ordinaria dell’Associazione bancaria ticinese (vedi servizio a pagina 27). Si è
trattato dunque di un assaggio, ma già sufficiente per farsi un’idea dell’aria che tira in Gran Consiglio.
Più volte chi è intervenuto ha parlato sì del 2015, ma con lo sguardo ormai rivolto al prossimo
autunno, quando il Parlamento sarà chiamato a varare la manovra finanziaria da 185 milioni di
franchi. Un piano che, in realtà, è già entrato nel vivo: il Governo ha iniziato ad implementare le
misure di sua competenza, come il controverso aumento delle stime immobiliari. Ma come reagirà il
Parlamento di fronte alle scelte che sarà chiamato a fare? Restando al bilancio dello scorso anno va
ricordato che se un miglioramento rispetto al preventivo c’è stato, questo è avvenuto grazie
all’incasso di 56,7 milioni di franchi garantito dalla Banca nazionale svizzera. Un introito eroso in
parte, dato che la differenza tra conti preventivi e consuntivi è stato di 29,7 milioni di franchi. E il
2015 ha pure provocato una nuova crescita di debito pubblico, che ha raggiunto 1,9 miliardi.
Tre sono stati i protagonisti del dibattito: il liberale radicale Walter Gianora , relatore della
maggioranza della Gestione costituita da PLR, Lega e PPD che a questo consuntivo dicono sì. Ad
opporsi, con due rapporti distinti, sono i socialisti (con Pelin Kandemir Bordoli ) e gli ecologisti (con
Franco Denti ). Per Gianora quello sul tavolo è «un consuntivo nel segno della preoccupazione.
Come dimostrano il deficit d’esercizio, e l’entità del capitale proprio negativo e del debito pubblico.
Criticità, queste, mitigate da fattori straordinari che sappiamo non si ripresenteranno in futuro».
Gianora ha poi sottolineato che «responsabilmente la maggioranza commissionale crede però che il
Parlamento potrà fare qualcosa di concreto con la manovra di rientro da 185 milioni. Per quanto
riguarda la voce beni e servizi, che ha fatto segnare un +9 milioni, ribadiamo con fermezza come il
Governo debba dotarsi di una gestione per obiettivi delle prestazioni, basata su dei chiari criteri di
efficacia ed efficienza». Ma qual è in sostanza l’obiettivo? «Avere finanze più sane. E per questo
serve prevenire le cause piuttosto che tamponare gli effetti. Il tutto per far sì che non debba essere
sempre il cittadino a fungere da parafulmine quando la macchina dello Stato s’inceppa».
Dal canto suo Kandemir Bordoli ha puntualizzato che «non avevamo condiviso il rapporto di
maggioranza sul preventivo e per una questione di coerenza, e in quanto preoccupati per il
ridimensionamento di alcune prestazioni sociali, non sosterremo nemmeno quello sul consuntivo».
Poi ha replicato a Gianora: «Il collega ha menzionato la manovra affermando che con essa il
Parlamento potrà fare finalmente qualcosa di concreto. Ma sappiamo benissimo che in questi anni di
tagli concreti nel sociale ve ne sono già stati. La crisi ormai non tocca più solo le fasce basse, ma ha
portato a un peggioramento delle condizioni di vita del ceto medio». Infine Denti, a nome dei Verdi
(partito con il quale ha aperto un contenzioso dopo la decisione del Comitato cantonale di
espellerlo), ha affermato che «tutti e tre i rapporti sul tavolo, a ben vedere bocciano il consuntivo».
L’ecologista ha suggerito «sì un aumento delle entrate, ma ancor più è necessario ridurre le uscite».
Ricordo «che il 25% dei contribuenti è esentato dal pagare le imposte e che il 3,3% di essi
garantisce il 40% dei prelievi fiscali» Denti ha quindi affermato: «Dobbiamo agire sui salari medio-bassi per ridurre i ricorsi all’aiuto sociale». Poi l’affondo sui mandati: «La voce Beni e servizi,
presenta dei mandati diretti fuori di testa. È giunta l’ora di rivedere queste spese. Solo grazie a
questa operazione, potremmo recuperare diversi milioni». E in tal senso ha ricordato che il
preventivo stabiliva come obiettivo una riduzione di 12 milioni, mentre, a saldo, ha chiuso con un
superamento di 9 milioni di franchi».