A inizio mese è rientrata in vigore in Svizzera per un periodo limitato a 3 anni la moratoria che limita il numero di medici autorizzati a esercitare a carico dell'assicurazione di base. La misura si è resa necessaria a fronte del forte aumento di domande registrato dalla fine dell'ultima moratoria (dicembre 2011) con un'inevitabile incidenza sui costi della salute.Guardandola un po' più da vicino, questa moratoria si rivela un compromesso accettabile tra libera imprenditorialità e controllo dello Stato. Essa permette di non penalizzare i medici in formazione nelle università svizzere e negli ospedali cantonali. A differenza delle precedenti che toccavano indiscriminatamente tutti i medici, penalizzando soprattutto quelli con una formazione svizzera. Per i nostri studenti in medicina e i nostri medici vi sono quindi nuovamente delle prospettive professionali e non viene ulteriormente compromesso il rinnovamento della classe medica, che ricordo, ha un'età media di 57 anni. Il parlamento federale ha infatti deciso di escludere dalla moratoria tutti i medici che hanno lavorato almeno 3 anni in un istituto svizzero riconosciuto di formazione.
Così facendo si è voluto salvaguardare anche la qualità del sistema sanitario considerando sia l'aspetto della libera professione di medico sia quella praticata negli ospedali, poiché solo con un'azione congiunta, tra medicina ambulatoriale e quella stazionaria si potrà mantenere e far crescere quella rete di cure integrata atta a rispondere ai bisogni dei cittadini pazienti. Ora la palla passa ai Cantoni i quali possono intervenire anche nella medicina ambulatoriale a pianificare il fabbisogno. Un sacrificio richiesto ai medici a tutela della qualità e dell'economicità delle cure. L'Ordine dei medici del Cantone Ticino (Omct), come sempre proattivo, ha potuto già incontrare gli altri partner contrattuali (Ufficio di sanità per il Dipartimento sanità e socialità e i rappresentanti di santésuisse Ticino) dove si è discusso dell'applicazione della moratoria a livello cantonale. L'incontro è stato proficuo e si è svolto in un ambiente disteso e colloquiale. Si sono in particolare trovati importanti punti di principio, in primis la necessità di reintrodurre la clausola del bisogno a livello cantonale a tutti i medici. Secondariamente di valutare la sua estensione anche agli ambulatori ospedalieri e di valutare eventuali eccezioni, ma non prima di aver effettuato un'analisi approfondita del reale fabbisogno di medici in Ticino. Fino al quel punto verosimilmente la moratoria dovrà essere applicata rigorosamente. Accordo anche di principio con le riflessioni fatte per il regime transitorio che dovrà garantire il ricambio professionale. L'Omct ha dato pure la sua disponibilità ad assistere il Dss nella verifica delle condizioni di esclusione dalla moratoria (vale a dire il controllo dei 3 anni di formazioni in Svizzera). Concludendo, per l'Omct è fondamentale che la libertà concessa al Cantone di modellare la moratoria a seconda delle sue esigenze possa spingerlo a compiere un auto-analisi volta a quantificare il reale fabbisogno di medici anche nell'ottica di una pianificazione ospedaliera che dovrà essere contraddistinta dalla razionalizzazione del sistema sanitario e dalla creazione di strutture che possano migliorare ulteriormente l'offerta di cure specialistiche. Per l'Omct un'eccesiva difesa della territorialità degli ospedali può compromettere a breve termine lo sviluppo e la qualità dell'offerta sanitaria ticinese.