Il presidente dell'Ordine usa parole di fuoco dopo l'ennesimo caso nella sanità ticinese: "Il disagio del personale è diffuso. Serve meno cultura manageriale e una ripresa forte di un discorso culturale a favore di collaboratori e pazienti"
LUGANO - "Smarrimento, sconcerto, rabbia...non so neanche cosa dire...sarà che siamo in un periodo in cui mancano le vocazioni". Franco Denti è sinceramente amareggiato, "basito", come aggiunge lui, nel commentare l'ennesimo grave episodio che ha colpito la sanità ticinese in pochi mesi.
Questa volta, protagonista dello "scandalo", un infermiere, capo reparto di chirurgia dell'Ospedale Civico di Lugano. L'uomo, un cinquantenne italiano è stato licenziato: avrebbe molestato e fatto mobbing su una ventina di colleghe (leggi articolo correlato).
Il presidente dell'Ordine dei medici non entra nel merito del caso specifico, di cui non conosce in dettagli, ma traccia un quadro generale della situazione. Un quadro preoccupante: "Si percepisce in quasi tutte le strutture – afferma Denti - un certo malessere e un certo disagio da parte dei dipendenti. Nella sanità ticinese oggi probabilmente si pensa molto a progetti e investimenti e ci si dimentica che chi opera negli istituti di cura si trova lì in primo luogo perché ha avuto o ha sentito il bisogno di dedicarsi al prossimo. E certi processi di gestione del personale, sempre più ridotti ad unità e sempre meno alla persona, stanno svuotando di contenuti il concetto di prendersi cura del prossimo. Le cure sono ridotte ad un atto sempre più impersonale e tecnico. Ma chi fa medicina sa bene che non è così che si fa".
È sorpreso che un caso come quello venuto alla luce si avvenuto all'ospedale Civico? "Potrei aprire il libro ma non lo faccio. Di sicuro all'ospedale Civico c'è un disagio maggiore nel personale ma non è l'unico luogo in cui c'è disagio. La domanda da farsi è: perché assistiamo in questi anni al fuggi fuggi del personale infermieristico da un posto all'altro e lo stesso dicasi dei medici?"
A Denti chiediamo se il fatto che siano italiani gli ultimi due operatori sanitari finiti nella bufera, il medico della clinica Sant'Anna e l'infermiere del Civico, abbia un significato o sia una casualità: "Senza generalizzare – risponde il deputato dei Verdi - è chiaro che la cultura medica e infermieristica che abbiamo sempre avuto nelle nostre strutture, è diversa da quella che c'è oltre frontiera".
Denti solleva anche perplessità sul fatto che l'inchiesta interna che ha portato al licenziamento dell'infermiere sia durata così a lungo, pare quasi un anno: "Tempistica incomprensibile...è come il caso del Sant'Anna: in molti sapevano o avevano sentito ma nessuno si è preso la briga di indagare e verificare".
Di fronte al ripetersi di questi casi, diversi tra loro ma che accadono tutti nello stesso settore, la sanità, è evidente che nei cittadini si sia insinuato più di un dubbio sul buon funzionamento del sistema. Che cosa può fare la politica, sia sul lato governativo che parlamentare, per riportare un po' di calma e credibilità? "Dal profilo del Governo continuo a consigliare a Beltraminelli di lasciare il Consiglio d'Amministrazione dell'EOC. E di smetterla di dire che tutto va bene e che siamo i migliori: cominciamo a chiederci a cosa è dovuto questo disagio che si percepisce tra il personale. Forse al fatto che sempre di più aumenta il personale tecnico negli ospedali a discapito del personale curante? Si percepisce che manca una direzione della sanità in questo Cantone, si sono introdotti balzelli a tutti i livelli, come ad esempio i subappalti nella sanità. L'ospedale derive da ospitalità, accoglienza. Chi è degente in ospedale ha bisogno di conoscenze scientifiche ma anche di umanità. C'è troppa burocrazia, che sottrae medici e infermieri dalla cura del malato. Troppi capi, capini e capetti, che rallentano i processi decisionali e le responsabilità del singolo operatore. Troppa attenzione alle situazioni finanziarie delle strutture e meno interesse verso la gente. Si migliora l'albergheria a discapito della cura".
E sul fronte parlamentare, voi deputati, cosa potete fare per contribuire a migliorare la situazione? "A livello di Gran Consiglio la conoscenza del sistema sanitario è molto scarsa. C'è un ostacolo politico, da parte in primis di Beltraminelli, alla creazione di una commissione della sanità e della socialità che possa occuparsi di tutti gli aspetti, dalla qualità delle cure ai costi economici, che oggi invece vengono erroneamente dirottati sulla Gestione che ne fa una valutazione strettamente economica e non sociale. Più del 30% del Pil ticinese deriva dalla sanità: è incredibile, se ci pensa, che non vi sia una commissione parlamentare di esperti che se ne occupi".
Stringi, stringi, la ricetta di Denti è semplice: "Un po' meno cultura manageriale, economica e finanziaria e una ripresa forte di un discorso culturale di rispetto dei collaboratori e dei pazienti".