Il Consiglio Nazionale ha discusso giovedì l'iniziativa popolare federale "Sì alla Medicina di Famiglia" respingendola con 66 voti contrari, 59 favorevoli e 57 astenuti. Ad avere il vantaggio è stato il controprogetto della Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio Nazionale, che è vicino agli obiettivi degli iniziativisti, mantiene alta la pressione sul mondo politico federale e sostiene il Masterplan. Senza contare la paura che, senza un controprogetto accettabile l'iniziativa sia portata in votazione popolare con probabilità di successo non trascurabili, dato che in meno di 7 mesi aveva raccolto oltre 200mila firme: praticamente un record! Ma quali sono gli obiettivi degli iniziativisti? In primo luogo il riconoscimento della Medicina di Famiglia quale perno per le cure di primo ricorso, poi la creazione di condizioni favorevoli all'esercizio di questa specialità, in particolare attraverso l'offerta di maggiori possibilità di formazione e il potenziamento della ricerca clinica, senza dimenticare che, per incoraggiare i giovani medici nella scelta di questa specialità è necessario rivalorizzarne le attività. Una rivalorizzazione che passa anche attraverso il miglioramento della condizione economica dei Medici di Famiglia. La decisione del Nazionale è dunque un passo avanti nella giusta direzione dato che ci mette a disposizione un "pacchetto" composto dal Masterplan e dal controprogetto della Commissione sanitaria del Nazionale, che prevede il miglioramento della compensazione delle prestazioni dei Medici di Famiglia e l'assicurazione di una copertura sufficiente in prestazioni mediche, correttamente ripartite su tutto il territorio. In quanto al Masterplan, concepito per elaborare soluzioni concrete, alcuni risultati apprezzabili sono già stati raggiunti nel campo della formazione e della postformazione, mentre sono in stallo le tematiche legate al finanziamento e alla riduzione delle disparità di reddito tra specialisti e Medici di Famiglia. Dopo il dibattito di giovedì, l'oggetto è stato rinviato al Consiglio degli Stati che ne discuterà in una delle prossime sessioni. Secondo il nostro modo di vedere, attualmente non vi sono basi sufficienti per decidere se ritirare l'iniziativa. Apprezziamo quindi gli sforzi prodotti dal dibattito al Nazionale ma siamo ancora distanti da veri risultati concreti che garantirebbero una presenza ottimale di Medici di Famiglia sul territorio, per garantire la quale è necessario tenere presente che la professione si sta vieppiù femminilizzando, e che spesso le nostre colleghe lavorano a tempo parziale per conciliare la professione con gli impegni familiari: un trend che rende ancora più elevato il numero di Medici di Famiglia necessari per garantire la successione di quelli di noi che, entro il 2020 saranno in pensione (circa il 75%). In ogni caso continueremo a interagire e lavorare con il Consigliere Federale A. Berset, ma non ritireremo l'iniziativa fino a quando non vi saranno misure concrete e soddisfacenti per far sì che anche nel futuro i cittadini-pazienti possano dire: «Io ho il mio medico di famiglia»!
Franco Denti, Vicepresidente del Comitato nazionale per l'iniziativa popolare federale "Sì alla Medicina di Famiglia"