Tra le varie votazioni del 18 maggio c'è anche quella sulla medicina denominata «Sì alle cure mediche di base». Ieri a Mezzovico il comitato favorevole ha presentato le sue ragioni. Diverse le personalità presenti tra cui il consigliere nazionale Lorenzo Quadri il quale ha sottolineato
l'importanza del tema in quanto tocca la salute dei cittadini.
Lo stesso Quadri ha sottolineato il fatto che l'invecchiamento della popolazione pone alcune problemi tra cui, appunto, la qualità delle cure. «Per non importare medici dall'estero dobbiamo garantire la qualità delle cure, rendendo attrattiva la professione». Il presidente
dell'ordine dei medici Franco Denti si è soffermato sulla situazione ticinese. «Nel Cantone abbiamo un medico di famiglia ogni 1.500 abitanti, ma visto il pensionamento di molti di loro, questa proporzione potrebbe salire e quindi occorre correre ai ripari». Denti si è soffermato anche sull'importanza della medicina di base spiegando che si occupa di trattare il 70% dei casi, costando solo il 4% della spesa sanitaria. Il nuovo articolo costituzionale sancisce il diritto
alle cure mediche di base per tutti, attribuendo alla Confederazione e al Cantone il compito e l'obbligo di garantirla.
Promuovendo la formazione di giovani medici di famiglia. Alla conferenza stampa si è espresso anche il prof. Mario Bianchetti secondo il quale anche per le malattie rare (il suo campo d'attività) l'apporto di una medicina di base di qualità è fondamentale. Da parte sua Michela Delcò Petralli (Verdi) ha ribadito l'importanza di salvaguardare il diritto di tutti ad
accedere alle cure di base. Mentre Laura Regazzoni Meli dell'ACSI si è soffermata sui costi: «la riforma non ne porta di aggiuntivi» e Maristella Polli (PLR) ha concluso sottolineando come la modifica di legge «va a beneficio di tutta la sanità di base e non solo dei medici».