Il Consiglio di Stato di fronte ad una scelta delicata: le casse malati vorrebbero un coefficiente di 0,87 o al massimo 0,92 cts; i medici di 0,93 centesimi.
Sanità: Attesa a fine mese la decisione del Governo sul punto tariffale
di GianMaria Pusterla
Quanti ticinesi sono stati dal medico in queste prime settimane del 2013? Tanti, considerato l'arrivo dell'influenza che ha costretto a letto molti di noi.
Ebbene, i medici che ci hanno curato sinora non hanno ancora potuto procedere alla fatturazione delle loro prestazioni, perché il punto tariffale che determina i costi del dottore non è ancora stato fissato. Lo dovrà fare il Consiglio di Stato. «Confido che il Governo - ci dice Franco Denti, presidente dell'Ordine
dei Medici del Canton Ticino - riesca a stabilire questo coefficiente entro la fine di gennaio. Per il momento abbiamo consigliato ai medici di non fatturare.
Ma è chiaro che uno studio medico, essendo paragonabile ad una micro-azienda, non può procrastinare troppo l'emissione delle fatture».
Ebbene, i medici che ci hanno curato sinora non hanno ancora potuto procedere alla fatturazione delle loro prestazioni, perché il punto tariffale che determina i costi del dottore non è ancora stato fissato. Lo dovrà fare il Consiglio di Stato. «Confido che il Governo - ci dice Franco Denti, presidente dell'Ordine
dei Medici del Canton Ticino - riesca a stabilire questo coefficiente entro la fine di gennaio. Per il momento abbiamo consigliato ai medici di non fatturare.
Ma è chiaro che uno studio medico, essendo paragonabile ad una micro-azienda, non può procrastinare troppo l'emissione delle fatture».
A che... punto siamo? La determinazione del punto tariffale è una storia infinita. Oggi, cioè dal 2011, è un punto provvisorio. Per il 2012 è fissato a 0,95 centesimi; ciò significa che il medico moltiplica per 0,95 ogni singola prestazione fornita (ricordiamo che il Tarmed contempla oltre 4mila prestazioni). «Il Consiglio di Stato - ci spiega Denti - non solo dovrà determinare il punto tariffale del 2013, ma pure quello del 2012. Se il Governo decidesse di abbassare questo coefficiente per l'anno di riferimento 2012 i medici potrebbero vedersi costretti a rimborsare soldi ai loro pazienti». E' una situazione delicata. «I medici ticinesi possono dimostrare che negli ultimi 4 anni hanno contribuito fattivamente al contenimento dei costi della salute, se appena si pensa che il fatturato del 2011 è stato il medesimo di quello del 2008. Pensare di diminuire il punto tariffale, come prospettato da Mister Prezzi, ai nostri occhi rappresenta un'ingiustizia». Occorre sottolineare che Mister Prezzi, chiamato in causa nel caso di mancato accordo tra medici e santésuisse, ha definito un coefficiente di 0,87 centesimi, applicando quindi tout court una riduzione del 10%.
Una situazione insostenibile a detta dei medici. «Facciamo due conti, spiega Denti: abbiamo calcolato il fatturato medio su 100 medici di famiglia ticinesi (in totale sono circa 300). Ebbene, ammonta a 292 mila franchi lordi. Da questa cifra occorre quindi dedurre il 50% di spese, e si arriva a 146mila franchi; togliendo ancora 60mila franchi di AVS lo stipendio medio di un medico si fissa attorno agli 80mila franchi. E' un salario dignitoso, certo, ma se si dovesse procedere ad una ulteriore diminuzione del punto tariffale così come preconizzato da Mister Prezzi, allora vorrà dire che in Ticino nei prossimi mesi (o al massimo nel giro di un anno) ci sarà una grave carenza di medici di famiglia, perché tanti saranno costretti a chiudere il loro studio».
Una situazione insostenibile a detta dei medici. «Facciamo due conti, spiega Denti: abbiamo calcolato il fatturato medio su 100 medici di famiglia ticinesi (in totale sono circa 300). Ebbene, ammonta a 292 mila franchi lordi. Da questa cifra occorre quindi dedurre il 50% di spese, e si arriva a 146mila franchi; togliendo ancora 60mila franchi di AVS lo stipendio medio di un medico si fissa attorno agli 80mila franchi. E' un salario dignitoso, certo, ma se si dovesse procedere ad una ulteriore diminuzione del punto tariffale così come preconizzato da Mister Prezzi, allora vorrà dire che in Ticino nei prossimi mesi (o al massimo nel giro di un anno) ci sarà una grave carenza di medici di famiglia, perché tanti saranno costretti a chiudere il loro studio».
Mala tempora...
E' per questo motivo che il Consiglio di Stato deve prendere una decisione non facile. «Da parte nostra - sottolinea ancora il dottor Denti - abbiamo proposto al Governo di scendere al massimo a 0,93 centesimi. Lo abbiamo fatto in uno spirito di collaborazione, pur sapendo che i dati ci dimostrano che non avremmo dovuto cedere». Sull'altro fronte ci sono le casse malati che vorrebbero lo 0,87 così come proposto da Mister Prezzi o al massimo lo 0,92. «Ribadisco la nostra contrarietà verso questa posizione. Il Ticino ha assistito negli ultimi anni, come ha ampiamente dimostrato l'Ordine dei medici, ma come pure ha stabilito il Consiglio di Stato e per esso il Dipartimento diretto da Beltraminelli, da un
lato allo sforzo dei medici di contenere i costi sanitari, ma dall'altro ad un accantonamento di riserve da parte delle casse malati (che oggi ammonta a circa 230 milioni di franchi) e questo senza diminuire i premi. Anzi aumentandoli.
Non ci sembra una situazione sostenibile e non ci sembra giusto far pagare questo prezzo sia ai medici sia a tutti i cittadini ticinesi. E la decisione di ieri della commissione del Consiglio degli Stati di bocciare il compromesso per almeno indennizzare parzialmente i Cantoni, come il Ticino, in cui le casse
malati hanno fatto riserve non può che suscitare sconcerto», conclude amaramente il dottor Franco Denti. Mala tempara currunt sed peiora parantur, direbbero i latini...
lato allo sforzo dei medici di contenere i costi sanitari, ma dall'altro ad un accantonamento di riserve da parte delle casse malati (che oggi ammonta a circa 230 milioni di franchi) e questo senza diminuire i premi. Anzi aumentandoli.
Non ci sembra una situazione sostenibile e non ci sembra giusto far pagare questo prezzo sia ai medici sia a tutti i cittadini ticinesi. E la decisione di ieri della commissione del Consiglio degli Stati di bocciare il compromesso per almeno indennizzare parzialmente i Cantoni, come il Ticino, in cui le casse
malati hanno fatto riserve non può che suscitare sconcerto», conclude amaramente il dottor Franco Denti. Mala tempara currunt sed peiora parantur, direbbero i latini...