Dottori e mancanza di sensibilità: il caso di un signore luganese. E l'analisi di Franco Denti, presidente dei medici ticinesi
LUGANO – "Lei ha una malattia grave. E la sua vita è in pericolo". È con queste parole, e senza usare mezzi termini, che un medico del luganese si sarebbe rivolto a un suo paziente, comunicandogli una malattia grave. L'uomo, un 67enne della regione, non l'ha presa bene. E ha deciso di rendere pubblica la presunta 'mancanza di sensibilità' da parte del dottore: "In certi momenti ti aspetti parole di conforto. Invece ho trovato solo tanta crudezza. Sono amareggiatissimo ".
Sulla questione abbiamo interpellato Franco Denti, presidente dell'Ordine dei medici ticinesi. "Ci capita di ricevere segnalazioni di questo genere – spiega –. Non sono casi molto frequenti comunque. Bisogna innanzitutto rendersi conto che per un paziente ricevere una notizia simile rappresenta sempre una grande mazzata dal punto di vista psicologico. Il paziente tende a mettersi sulla difensiva, diventa fragile". E poi sottolinea: "I nostri medici sono formati in modo da sapere far fronte a determinate circostanze. Studiano come comunicare certe informazioni delicate in maniera trasparente. Dovrebbero essere in grado di comportarsi correttamente. D'altra parte come si fa a stabilire se davvero c'è stata una mancanza di sensibilità? Non lo posso escludere, ma è anche difficile provarlo". È lo stesso Denti a occuparsi dei pazienti che inoltrano segnalazioni di questo genere all'Ordine. "Spesso queste persone hanno bisogno semplicemente di essere ascoltate e capite. Io sono a loro disposizione".
Denti conclude evidenziando un aspetto curioso: "In alcuni casi il paziente si sente ancora più solo. Perché chiede esplicitamente al medico di non parlare della malattia ai suoi parenti".