Conti e prospettive, alla luce anche della manovra di risparmio da 185 milioni, tolgono il sonno alla commissione della Gestione: preoccupata la maggioranza, preoccupata la minoranza (Ps e Verdi).
La differenza sta soprattutto nelle ricette proposte. «La precarietà del mondo del lavoro, la pressione sui salari, l’aumento della disoccupazione e delle persone in assistenza nonché l’incremento del costo della vita: la situazione – ha sottolineato la socialista Pelin Kandemir Bordoli –sta peggiorando non solo per le fasce di popolazione già deboli, ma anche per il ceto medio». Ragion per cui, ha avvertito l’autrice di uno dei due rapporti di minoranza sul Consuntivo 2015 , «è importante che lo Stato da un lato non riduca il proprio impegno nel sostenere le cittadine e i cittadini maggiormente colpiti dalla crisi economica e dall’altro adotti nuovi strumenti per evitare che il tessuto sociale diventi ancor più fragile». Il momento è difficile e certe spese, dovute «a scelte della Confederazione», non aiutano. Basti pensare all’introduzione nel 2012 del «nuovo sistema di finanziamento degli ospedali, con la presa a carico di parte dei costi delle cliniche private». Cosa che sulle finanze cantonali «pesa all’anno 100 milioni di franchi, senza per giunta aver visto una riduzione dei premi di cassa malati, semmai è avvenuto il contrario», ha evidenziato Kandemir Bordoli, ricordando che «prossimamente saremo confrontati con un piano di risparmio (2017-2019) della Confederazione che avrà un impatto pure sulle finanze cantonali».
Secondo Franco Denti , relatore dell’altro rapporto di minoranza sui conti 2015, «resta imperativo aumentare le entrate, imperativo però è anche diminuire le uscite». Contenere sì i costi «ma non a
scapito dei più bisognosi », ha puntualizzato il deputato dei Verdi. «È per questo che chiediamo salari che consentano di vivere in maniera dignitosa», ha continuato Denti: «Chiediamo alle nostre imprese di non considerare i propri dipendenti alla stregua di macchine da usare e poi da gettare via. Alle imprese chiediamo di pagare stipendi adeguati alla realtà di questo cantone. Ci aspettiamo pertanto risultati importanti dal tavolo di lavoro sull’economia promosso dal Dfe».
Occorre inoltre «cogliere le opportunità» offerte da AlpTransit: va così «sviluppato il settore del trasporto pubblico per migliorare la qualità dell’aria e la qualità della vita». Riguardo all’Amministrazione, gli ecologisti, ha rilevato Denti, invocano «una revisione –vera –dei compiti dello Stato»
La differenza sta soprattutto nelle ricette proposte. «La precarietà del mondo del lavoro, la pressione sui salari, l’aumento della disoccupazione e delle persone in assistenza nonché l’incremento del costo della vita: la situazione – ha sottolineato la socialista Pelin Kandemir Bordoli –sta peggiorando non solo per le fasce di popolazione già deboli, ma anche per il ceto medio». Ragion per cui, ha avvertito l’autrice di uno dei due rapporti di minoranza sul Consuntivo 2015 , «è importante che lo Stato da un lato non riduca il proprio impegno nel sostenere le cittadine e i cittadini maggiormente colpiti dalla crisi economica e dall’altro adotti nuovi strumenti per evitare che il tessuto sociale diventi ancor più fragile». Il momento è difficile e certe spese, dovute «a scelte della Confederazione», non aiutano. Basti pensare all’introduzione nel 2012 del «nuovo sistema di finanziamento degli ospedali, con la presa a carico di parte dei costi delle cliniche private». Cosa che sulle finanze cantonali «pesa all’anno 100 milioni di franchi, senza per giunta aver visto una riduzione dei premi di cassa malati, semmai è avvenuto il contrario», ha evidenziato Kandemir Bordoli, ricordando che «prossimamente saremo confrontati con un piano di risparmio (2017-2019) della Confederazione che avrà un impatto pure sulle finanze cantonali».
Secondo Franco Denti , relatore dell’altro rapporto di minoranza sui conti 2015, «resta imperativo aumentare le entrate, imperativo però è anche diminuire le uscite». Contenere sì i costi «ma non a
scapito dei più bisognosi », ha puntualizzato il deputato dei Verdi. «È per questo che chiediamo salari che consentano di vivere in maniera dignitosa», ha continuato Denti: «Chiediamo alle nostre imprese di non considerare i propri dipendenti alla stregua di macchine da usare e poi da gettare via. Alle imprese chiediamo di pagare stipendi adeguati alla realtà di questo cantone. Ci aspettiamo pertanto risultati importanti dal tavolo di lavoro sull’economia promosso dal Dfe».
Occorre inoltre «cogliere le opportunità» offerte da AlpTransit: va così «sviluppato il settore del trasporto pubblico per migliorare la qualità dell’aria e la qualità della vita». Riguardo all’Amministrazione, gli ecologisti, ha rilevato Denti, invocano «una revisione –vera –dei compiti dello Stato»