Un pizzico di fantasia, investimenti giudiziosi e tanta coordinazione.
Il settore turistico nel nostro cantone è di fronte a un bivio: una via porta alle “vacanze tradizionali” e l’altra a un riposizionamento con l’obiettivo di costruire un turismo legato all’evoluzione del mondo economico.
Abbandoniamo la visione delle vacanze come un periodo dell’anno a sé stante in cui “facciamo un’altra vita” e cominciamo a pensare in termini di tempo libero per rapporto all’attività che ciascuno svolge.
Se progettiamo a partire da queste basi dobbiamo rivedere il concetto classico della vacanza e trasformarlo in quello più vasto di benessere: pensiamo a chi viaggia per affari e alla pressione indotta da questo stile di vita. In questi casi è importante offrire possibilità che permettano di mantenere la worklife-balance il più equilibrata possibile: offerte spa, culturali e, perché no, passeggiate e attività all’aria aperta che permettano di staccare completamente la spina e rigenerarsi.
Chiaramente, di queste strutture e offerte potranno usufruire anche i vacanzieri tradizionali che non sono costretti al mordi e fuggi.
Per loro penso che la formula “pacchetto” combinata con le varie offerte sul territorio sia quella per il momento vincente.
Ma per giungere a tutto questo, è assolutamente necessaria l’integrazione dei rappresentanti del turismo in tutti i gremii pianificatori affinché le offerte di accoglienza e di tempo libero vengano per così dire “spalmate sul territorio” in sinergia con le caratteristiche economiche dello stesso e mi spiego: sarà perfettamente inutile avere, in una zona destinata all’industria, un festival di musica all’aria aperta, mentre invece un albergo con annesso spa, che accolga e coccoli chi si sposta per lavoro, sarà decisamente al posto giusto.
E mi par di sentire … il mercato da noi è troppo piccolo, il turismo da noi è diverso, non c’è la massa critica … e quindi obbietto che non vi è solo l’industria, ma vi sono anche la sanità, la finanza e, certamente, il bacino in cui possiamo “ pescare” non si limita al Ticino: Milano è a due passi e, se sappiamo giocarcela bene, spostarsi in Ticino non significherà nulla per chi in viaggio lavora.
Ma naturalmente ci vogliono integrazione, coordinazione e anche coraggio imprenditoriale. Il mondo politico può sì fare la sua parte, ma la creatività il credere nel proprio progetto e l’assunzione di rischio sono dell’imprenditore.
Dott. med. Franco Denti
Candidato al Consiglio di Stato