SECONDO ME: "Sui mancati introiti da parte della Banca Nazionale Svizzera che alleggeriscono il Ticino di 28 milioni, la Ministra delle finanze sostiene"
Sui mancati introiti da parte della Banca Nazionale Svizzera che alleggeriscono il Ticino di 28 milioni, la Ministra delle finanze sostiene di aver informato nel dettaglio il Governo il 23 dicembre: un gran bel regalo di Natale, o se si preferisce dei Re Magi, dato che la Banca Nazionale aveva presentato i suoi risultati proprio il 6 gennaio!
Il mancato introito di 28 milioni va a peggiorare la situazione delle casse pubbliche e la precisazione, da parte della responsabile del DFE, che è pure membro del Consiglio della Banca Nazionale che "questo risultato era prevedibile, dato che la chiusura del terzo trimestre e l'oscillazione del valore dell'oro lasciavano prevedere che si andasse in perdita" (vedi GdP del 7 gennaio 2014), lascia basiti.
Vista la situazione delle finanze cantonali e la fatica con la quale un preventivo 2014 già zoppo ha visto la luce, ci si può chiedere perché questi 28 milioni mancanti non siano stati considerati: in fin dei conti la lezioncina sul come si prevede il risultato di esercizio di una banca a noi ce l'ha fatta qualcuno che "di queste cose ne sa"!
In Gran Consiglio, mercoledì sera attorno alle 21:00 quando si è discusso l'argomento, sui banchi eravamo tutti troppo stanchi per avere la reazione di chiedere alla Maestrina come mai allora, con la dovuta discrezionalità e riservatezza, non abbia fatto in modo che, nella stesura dei preventivi per il Ticino si tenesse conto di questa "probabilità ormai certa", attenendosi invece diligentemente alle direttive di comunicazione del Consiglio della BNS. D'altra parte la domanda l'avevo fatta intervenendo a titolo personale nella seduta del 28 gennaio e avevo chiesto perché la Ministra non avesse reagito e pure sottolineato che ma anche come mai gli introiti da partecipazioni finanziarie non andrebbero considerati nella gestione corrente.
Ecco la storia di una lezione di economia, che tutti hanno capito ma certamente pochi hanno apprezzato.
Il mancato introito di 28 milioni va a peggiorare la situazione delle casse pubbliche e la precisazione, da parte della responsabile del DFE, che è pure membro del Consiglio della Banca Nazionale che "questo risultato era prevedibile, dato che la chiusura del terzo trimestre e l'oscillazione del valore dell'oro lasciavano prevedere che si andasse in perdita" (vedi GdP del 7 gennaio 2014), lascia basiti.
Vista la situazione delle finanze cantonali e la fatica con la quale un preventivo 2014 già zoppo ha visto la luce, ci si può chiedere perché questi 28 milioni mancanti non siano stati considerati: in fin dei conti la lezioncina sul come si prevede il risultato di esercizio di una banca a noi ce l'ha fatta qualcuno che "di queste cose ne sa"!
In Gran Consiglio, mercoledì sera attorno alle 21:00 quando si è discusso l'argomento, sui banchi eravamo tutti troppo stanchi per avere la reazione di chiedere alla Maestrina come mai allora, con la dovuta discrezionalità e riservatezza, non abbia fatto in modo che, nella stesura dei preventivi per il Ticino si tenesse conto di questa "probabilità ormai certa", attenendosi invece diligentemente alle direttive di comunicazione del Consiglio della BNS. D'altra parte la domanda l'avevo fatta intervenendo a titolo personale nella seduta del 28 gennaio e avevo chiesto perché la Ministra non avesse reagito e pure sottolineato che ma anche come mai gli introiti da partecipazioni finanziarie non andrebbero considerati nella gestione corrente.
Ecco la storia di una lezione di economia, che tutti hanno capito ma certamente pochi hanno apprezzato.