CASSA MALATI – L'Ordine dei Medici: "Il sistema attuale è insostenibile. E' inutile dare sussidi irrisori a tutti. Dobbiamo pensare a chi davvero ha bisogno".
Il taglio lineare dei sussidi di cassa malati non va bene. Ma neanche lo spreco di soldi del sistema attuale: meglio ripartire da zero con parametri più efficaci.
Questa la denuncia dell'Ordine dei Medici, che ha annunciato oggi a Mezzovico la propria ricetta per migliorare il sistema di sussidi di cassa malati.
I due relatori Bruno Cereghetti e Franco Denti hanno infatti mostrato come allo stato attuale il Cantone sia particolarmente generoso nella concessione di sussidi di cassa malati. Ma la quantità non equivale a qualità: essendoci così tanti beneficiari di sussidi per forza di cosa questi spesso sono cifre irrisorie, che non aiutano sensibilmente chi ha realmente bisogno.
Sarebbe meglio quindi regolare il sussidio in base al reddito del richiedente, in modo che le fasce meno abbienti possano ricevere degli aiuti più sostanziosi. Un cambio di paradigma che porterebbe anche risparmi alle casse pubbliche, quantificati in circa 60 milioni di franchi l'anno.
Franco Denti, presidente dell'Ordine dei Medici e deputato PPD: "Con la legge attuale, anche se dovessimo tagliare i sussidi in modo lineare, i beneficiari dei sussidi di cassa malati aumenterebbero comunque, dato che i premi sono destinati ad aumentare ogni anno. Forse è meglio fermarsi, ripensare il sistema sul quale vengono calcolati i sussidi di cassa malati in modo da non dover ricorrere ogni anno a tagli lineari che sono un'ingiustizia sociale. E' assurdo spendere di più per la socialità e avere meno efficienza sociale, come dimostrano le statistiche sul canton Ticino".
Bruno Cereghetti, deputato PS: "Il modello attuale entrato in vigore nel 2012 è estremamente generoso perché coinvolge una larga fascia di popolazione. Il rischio è che i costi sociali continuino ad aumentare, incidendo sull'efficacia sociale, diminuendo sempre di più i sussidi rendendoli quasi inutili. Col nuovo modello si danno sussidi più incisivi a chi realmente ha bisogno e tiene conto del controllo della spesa sociale".