Se nel 2014 i premi non dovessero aumentare le casse chiuderebbero comunque in pareggio. Le eccedenze accumulate sono vicine ai 400 milioni di franchi.
Sta diventando una specie di mantra. Ma crediamo che finché la situazione non cambierà, si continuerà a ripetere lo stesso concetto.
Cifre alla mano; i premi di cassa malati in Ticino non devono aumentare.
Le riserve sono abbondanti e anche se nel 2014 non si dovesse registrare un aumento, sarebbe
garantito un pareggio di bilancio per gli assicuratori malattia.
Ieri a Mezzovico è stato presentato un nuovo studio elaborato da Bruno Cereghetti (già responsabile dell'Ufficio assicurazione malattia) per l'Ordine dei medici nel quale si sottolinea, ancora una volta, come seppur dopo un cambiamento di metodo legato alla compensazione dei rischi, al nuovo piano contabile e a un nuovo modello di finanziamento, nulla sia cambiato.
Modifiche che secondo il presidente dell'Ordine Franco Denti non hanno portato però a nulla per gli assicurati. «O forse è addirittura peggio di prima». Denti invita perciò il Governo e il DSS a battersi per una restituzione delle riserve «perché è dal 2006 che il Ticino paga premi eccessivi».
Uno studio che lo stesso Cereghetti ha illustrato. E che cerchiamo di sintetizzare. Anzitutto
l'esperto ha tenuto a sottolineare che l'obiettivo di questa ricerca era quello di capire che cosa succede con le riserve nell'ipotesi che non vi sia alcun aumento di premio nel 2014 rispetto all'anno corrente.
«Una prospettiva comunque assai poco verosimile considerate le indicazioni già emerse dai siti come comparis.ch».
Sistema più opaco
Lo stesso Cereghetti ha sottolineato che i meccanismi della compensazione dei rischi cambiati nel
2012 hanno portato a un'opacità totale del sistema. «E la nuova legge sulla vigilanza è un pasticciaccio. Quindi va bene che sia ferma in Parlamento».
Ma sono anche altri gli aspetti che fanno arrabbiare l'esperto e l'Ordine. Lo stato delle riserve, a
livello nazionale alla fine del 2012, era del 26,6% rispetto ai premi messi a bilancio. Nel 2011 furono invece solo il 15,7%. Un'esplosione delle riserve dovuta al cambiamento normativo che porta a 1,9 miliardi di franchi il livello delle riserve in giacenza alla fine di quell'anno
e non a 1 miliardo come indicato dalle casse malati. E la quota parte della rivalutazione delle riserve per il Ticino dovrebbe essere quindi di 79,5 milioni e non dei 40 milioni annunciati.
Quindi, con gli ultimi dati consolidati e cioè quelli del 2012, emerge come per il 2013 le eccedenze di pagamento si situano a 381,8 milioni (con un tasso di sicurezza finanziaria molto prudente e cioè al 12,5%), mentre sarebbero sopra i 400 milioni con il vecchio tasso al 10,6%.
E per il 2014, anche in assenza di un aumento dei premi di cassa malati, le eccedenze supereranno i 382,2 milioni di franchi. Inoltre il risultato d'esercizio tenderebbe al pareggio.
«Quindi c'è lo spazio per un deficit controllato con l'obiettivo di intervenire sulle eccedenze dei pagamenti registrati negli anni scorsi. Uno spazio di manovra molto ampio e dato dall'enorme accumulo di riserve».
Una situazione che si spera venga sanata, perché per ora «il futuro è costruito sugli stessi vizi del passato e citando il Gattopardo si fa il possibile per cambiare affinché nulla cambi realmente. È l'ennesimo scandalo legalizzato ai danni dei ticinesi», ha esclamato l'esperto.
Protestare uniti
Bruno Cereghetti e Franco Denti hanno quindi espresso l'auspicio che il Cantone faccia sue queste cifre e che vada a Berna unito per protestare contro gli aumenti ingiustificati.
«Un'altra ragione dello studio è quella di dare al Consiglio di Stato e al DSS un ulteriore motivo
per "non mollare l'osso". Perché 400 milioni di franchi in eccedenza è una cifra importante da lasciare nelle tasche delle famiglie e nel circuito economico».
Una protesta, che è sempre la stessa, quasi come un mantra, ma che continuerà a ripetersi fino a un risultato concreto.