Franco Denti, presidente dell’Ordine dei medici, sul “caso Sant’Anna”
Il gravissimo errore medico alla clinica Sant'Anna, venuto alla luce nei giorni scorsi, ha sconcertato il Cantone. La sanità ticinese è in declino? Cosa ne pensa il presidente dell'Ordine dei medici Franco Denti?
"Innanzitutto – risponde Denti -esprimo la mia profonda solidarietà alla vittima di questo grave errore è evidente che qualcosa non abbia funzionato nei processi e nelle procedure di ammissione alla Sala Operatoria, rispettivamentenella comunicazione all'interno dell'equipe. Ripongo la massima fiducia nelle istanze competenti affinché facciano al più presto chiarezza sulle cause e le responsabilità di questa vicenda".
Che dire del tentativo di nascondere l'errore?
Commettere un errore per un medico è grave, ma purtroppo può succedere e di questo la società, ne sono certo, è cosciente e, entro certi limiti, può anche essere indulgente. Ciò che non si può invece in nessun modo spiegare o tollerare è il vile tentativo di insabbiare l'accaduto, a tutte le istanze, andando a minare e a compromettere il rapporto di fiducia con la paziente, che è l'elemento fondamentale su cui si costruisce e si basa la nostra delicata professione. L'obbligo di segnalazione previsto dall'art. 68 della Legge sanitaria, che a mio avviso in questo caso è stato ampiamente violato dal medico e dal personale sanitario che era al corrente dell'errore, serve a garantire il rispetto dei diritti dei pazienti e la sicurezza nel sistema sanitario. In base a questo articolo ricordo "Chiunque esercita una professione sanitaria a titolo indipendente o dipendente ha l'obbligo di informare il ministero pubblico di ogni caso di malattia, di lesione o dimorte per causa certa o sospetta di reato venuto a conoscenza nell'esercizio della professione".
La pressione cui è sottoposto il personale medico sta avendo ripercussioni negative sulla qualità delle cure?
Il problema certamente esiste. Al di là del tragico evento, senza voler scusare nessuno, voglio lanciare un grido di allarme per le condizioni di lavoro del personale sanitario attivo nelle strutture ospedaliere. Negli ultimi anni si è assistito a un aumento della stress e della pressione, che si riflette sulla qualità delle prestazioni. Mi riferisco ai ritmi incalzanti, ai protocolli, alle regole e all'eccessiva burocrazia distolgono l'attenzione del medico dal suo compito principale che è l'ascolto e la cura dei pazienti. Un'eccessiva regolamentazioneche produce l'effetto contrario a quello a cui si vorrebbe ambire e cioè meno chiarezza sui compiti e sulle responsabilità di ciascun operatore. Vede dei parallelismi tra l'episodio di malasanità e quello di corruzione all'interno del fisco cantonale?
Anche quanto è emerso nell'amministrazionecantonale non sfugge a mio avviso a questa logica di pressioni ed eccessiva burocratizzazione. In Ticino dalla crisi dal 2008 in poi stiamo progressivamente assistendo non soltanto a una crisi economica, con perdita di posti di lavoro e dumping salariale, ma siamo anche testimoni del decadimento di valori etici e morali che hanno a mio avviso ben più gravi ripercussioni sullaqualità della vita dei cittadini.
Ritiene si tratti di casi isolati, o di spie di un degrado generalizzato?
Sia l'errore medico, ammesso, anche se tardivamente, dal collega, sia il presunto atto di corruzione nell'amministrazione cantonale sono casi isolati, ma non possono e non devono essere sottovalutati. Non voglio più sentirmi dire frasi come "all'estero è peggio". Dobbiamo persistere nel mantenere e se possibile migliorare la qualità di vita nel nostro Cantone, che non può fare a meno di quei valori etici e morali che ci hanno sempre contraddistinti. Chiedo quindi a tutti i fautori dell'efficienza assoluta, ai promotori dell' ottimizzazione dei processi economici, amministrativi e finanziari che stanno imperando anche nelle strutture sanitarie di fermarsi e chiedersi se è davvero questo quello che vuole il popolo ticinese. A mio avviso è più importante la sincerità e la trasparenza nei rapporti tra istituzioni e cittadino, siano queste amministrative o sanitarie.