Lurati: "Serviva un intervento chirurgico e il DSS è intervenuto con l'accetta". Kandemir: "Il taglio più iniquo che ci sia". Cereghetti: "Si toglie ai poveri per non dare a chi è meno povero". E accanto ai socialisti c'è anche Franco Denti
BELLINZONA - Il partito socialista ha lanciato stamane la campagna contro il taglio dei sussidi di cassa malati, in votazione il prossimo 18 maggio. I promotori del referendum, sostenuto anche da Verdi e UDC, contro la misura di risparmio voluta dal Consiglio di Stato e dal Gran Consiglio, hanno illustrato alla stampa le ragioni per cui, a loro avviso, bisogna respingere la proposta.
Davanti ai giornalisti si sono presentati il presidente Saverio Lurati, la capogruppo Pelin Kandemir Bordoli e il deputato Bruno Cereghetti. Accanto a loro il presidente dell'Ordine dei medici Franco Denti che, nonostante l'opinione del suo partito, il PPD, sta conducendo una battaglia in prima linea contro la misura.
Come era prevedibile, i referendisti, hanno cannoneggiato a tutto spiano contro il taglio. Il presidente Saverio Lurati ha ammesso il problema del numero dei sussidiati e del carico finanziario che grava sulle casse dello Stato "ma questa - ha spiegato - è la soluzione sbagliata. Il taglio lineare colpisce duramente chi ha bisogno. Il DSS ha agito in fretta e furia, per dimostrare che riusciva a fare i compiti meglio degli altri. È intervenuto con l'accetta, dove era necessario un intervento chirurgico. Ora vedremo cosa dirà il popolo. Questo per noi è l'antipasto della battaglia che ci sarà in autunno sulla cassa malati unica".
Il leader dei socialisti ha anche analizzato il quadro politico attorno a questo caldissima votazione: "Gli unici partiti con noi su questa battaglia, anche se per ragioni differenti, sono UDC e Verdi. Gli altri si sono uniti in una coalizione che non aveva senso e che, come prevedibile, non ha retto. Basta vedere come si sta comportando la Lega...".
Inevitabile la domanda a Lurati sulla necessità di risparmiare, all'indomani della presentazione delle cifre del Consuntivo e dell'allarme lanciato da Laura Sadis: "La situazione è grave". La ministra delle finanze, a fronte dell'emergenza finanziaria, ha rivolto alla popolazione un invito a sostenere le misure governative in votazione. Tra le quali spicca proprio il taglio dei sussidi. "Economicamente però - ha commentato Lurati - il nostro Cantone è uno di quelli che sta andando ancora bene. Nonostante ciò il livello di reddito sta diminuendo. Per risanare le finanze occorrono anche misure come il salario minimo che può produrre maggiore gettito fiscale e meno necessità di sussidi".
A Lurati è stata chiesta un opinione sulla proposta appena lanciata dall'Ordine dei medici che chiede di cambiare l'attuale sistema di attribuzione dei sussidi, passando a un modello basato sul reddito dall'imposta federale diretta. Secondo i medici questa riforma produrrebbe un risparmio di ben 60 milioni di franchi. "È una delle idee su cui si può ragionare", ha replicato il presidente socialista.
"Questa - ha detto dal canto suo la capogruppo Pelin Kandemir Bordoli - è la misura più iniqua che ci sia. Con questo taglio rischiamo solo di allargare la distanza tra chi ha di più e chi ha di meno. Abbiamo invece bisogno di politiche sociali mirate".
"È vero che siamo il Cantone che sussidia di più - ha risposto la capogruppo a un'obiezione da parte dei giornalisti - ma anche quello in cui si guadagna meno. E vorrei ricordare che a livello federale la percentuale dei sussidiati è al 30%, non così bassa come vogliono far credere".
Bruno Cereghetti, dopo aver analizzato tutte le storture del sistema, ha sentenziato: "Con questo taglio si toglie ai poveri per non dare a chi è meno povero. Questa proposta crea quindi una sorta di Robin Hood alla rovescia".
Franco Denti, infine, ha ribadito la posizione espressa in più occasioni: "No senza riserve a questo taglio lineare sbagliato: per togliere 50 franchi ai redditi alti se ne tolgono fino a 300 a chi ne ha bisogno".
Davanti ai giornalisti si sono presentati il presidente Saverio Lurati, la capogruppo Pelin Kandemir Bordoli e il deputato Bruno Cereghetti. Accanto a loro il presidente dell'Ordine dei medici Franco Denti che, nonostante l'opinione del suo partito, il PPD, sta conducendo una battaglia in prima linea contro la misura.
Come era prevedibile, i referendisti, hanno cannoneggiato a tutto spiano contro il taglio. Il presidente Saverio Lurati ha ammesso il problema del numero dei sussidiati e del carico finanziario che grava sulle casse dello Stato "ma questa - ha spiegato - è la soluzione sbagliata. Il taglio lineare colpisce duramente chi ha bisogno. Il DSS ha agito in fretta e furia, per dimostrare che riusciva a fare i compiti meglio degli altri. È intervenuto con l'accetta, dove era necessario un intervento chirurgico. Ora vedremo cosa dirà il popolo. Questo per noi è l'antipasto della battaglia che ci sarà in autunno sulla cassa malati unica".
Il leader dei socialisti ha anche analizzato il quadro politico attorno a questo caldissima votazione: "Gli unici partiti con noi su questa battaglia, anche se per ragioni differenti, sono UDC e Verdi. Gli altri si sono uniti in una coalizione che non aveva senso e che, come prevedibile, non ha retto. Basta vedere come si sta comportando la Lega...".
Inevitabile la domanda a Lurati sulla necessità di risparmiare, all'indomani della presentazione delle cifre del Consuntivo e dell'allarme lanciato da Laura Sadis: "La situazione è grave". La ministra delle finanze, a fronte dell'emergenza finanziaria, ha rivolto alla popolazione un invito a sostenere le misure governative in votazione. Tra le quali spicca proprio il taglio dei sussidi. "Economicamente però - ha commentato Lurati - il nostro Cantone è uno di quelli che sta andando ancora bene. Nonostante ciò il livello di reddito sta diminuendo. Per risanare le finanze occorrono anche misure come il salario minimo che può produrre maggiore gettito fiscale e meno necessità di sussidi".
A Lurati è stata chiesta un opinione sulla proposta appena lanciata dall'Ordine dei medici che chiede di cambiare l'attuale sistema di attribuzione dei sussidi, passando a un modello basato sul reddito dall'imposta federale diretta. Secondo i medici questa riforma produrrebbe un risparmio di ben 60 milioni di franchi. "È una delle idee su cui si può ragionare", ha replicato il presidente socialista.
"Questa - ha detto dal canto suo la capogruppo Pelin Kandemir Bordoli - è la misura più iniqua che ci sia. Con questo taglio rischiamo solo di allargare la distanza tra chi ha di più e chi ha di meno. Abbiamo invece bisogno di politiche sociali mirate".
"È vero che siamo il Cantone che sussidia di più - ha risposto la capogruppo a un'obiezione da parte dei giornalisti - ma anche quello in cui si guadagna meno. E vorrei ricordare che a livello federale la percentuale dei sussidiati è al 30%, non così bassa come vogliono far credere".
Bruno Cereghetti, dopo aver analizzato tutte le storture del sistema, ha sentenziato: "Con questo taglio si toglie ai poveri per non dare a chi è meno povero. Questa proposta crea quindi una sorta di Robin Hood alla rovescia".
Franco Denti, infine, ha ribadito la posizione espressa in più occasioni: "No senza riserve a questo taglio lineare sbagliato: per togliere 50 franchi ai redditi alti se ne tolgono fino a 300 a chi ne ha bisogno".