Da Monte Boglia ai liberali, dai democristiani al Ps, dall'Udc aiVerdi...Ecco tutte le mutazioni avvenute con gli anni nel Dna dei partiti
La svolta economicista imboccata dei popolari segna una metamorfosi di linea politica
Aparte qualche esternazione del capogruppo ppd Fiorenzo Dadò, qualche mese la sinistra è rimasta sostanzialmente sola a difendere il diritto all'istruzione per i due bimbi equadoregni allontanati poi dal Ticino. L'esempio di Alex Pedrazzini, il ministro popolare democratico che nel '98 fece di tutto per "nazionalizzare" il giovanissimo Valon Behrami (ora giocatore della nazionale rossocrociata) che altrimenti sarebbe stato espulso dalla Svizzera, sembra essere ormai dimenticato. In questo Ppd l'anima solidale, sociale è sempre più leggera. Ad esempio, ad esclusione di Gianni Guidicelli e Lorenzo Jelmini, il Ppd ha votato a favore dell'aumento delle imposte per i frontalieri. Facendo dire al sindacalista dell'Ocst Guidicelli: "Forse ci stiamo dimenticando di quando gli emigrati eravamo noi". Una volta c'era Monica Duca Widmer ad opporsi allo sfruttamento della prostituzione e agli annunci erotici del Mattino, ora il Plrt con Giorgio Galusero è rimasto solo a battagliare contro la pubblicità a luci rosse.
Accoglienza degli stranieri, solidarietà e giustizia sociale, difesa delle donne, tutti quei valori che dovrebbero rientrare nell'impegno del Ppd, sembrano maggiormente difesi dalla sinistra. La svolta pragmatica del partito a livello nazionale ha contagiato anche il partito a sud delle Alpi. Secondo Nenad Stojanovic, politologo, ed ex deputato socialista, l'anima sociale del Ppd sta sempre di più riducendosi: "Scelta dopo scelta, voto dopo voto, sta scomparendo. Lo si può notare molto bene a livello federale, dove Meinrado Robbiani e Chiara Simoneschi Cortesi, esponenti dell'ala sociale del partito, sono stati sostituiti da due rappresentanti della destra economica". In effetti l'analisi dei comportamenti di voto elaborata dal politologo Michael Hermann ha verificato lo spostamento a destra della deputazione ticinese a Berna, causata sia dalla presenza di due leghisti e di un udc, ma anche dal posizionamento diverso del Ppd. Marco Romano, con un indice dello 0,7, e Fabio Regazzi con l'1,4, si posizionano chiaramente più a destra rispetto ai predecessori Simoneschi Cortesi (-1,4) e Robbiani (-2,4), deputato anomalo quest'ultimo che quasi mai aveva votato in sintonia col suo partito.
Regazzi è anche "l'uomo forte", la presenza qualificante legata al mondo economico-imprenditoriale, che ha dato un "peso" specifico alla lista per il Consiglio di Stato. La svolta "economicista" del Ppd, rispetto a quella cristianosolidale, si è notata anche a livello cantonale negli ultimi anni. Ad esempio per andare contro all'iniziativa del Ps per aiutare le scuole comunali e migliorare le mense, il Ppd si è alleato con Plrt risultando determinante nella bocciatura popolare. Analogamente per contrastare l'Mps che ha proposto l'iniziativa contro il dumping salariale, il Ppd ha fatto melina col Plrt per perdere tempo. "Manca nel parlamento cantonale, a parte qualche esponente dell'Ocst, una vera rappresentanza sociale del Ppd - aggiunge Stojanovic -. Ma devo ammettere che sono bravi a cercare consensi fra le comunità straniere per le elezioni, meno nell' agevolarne la cittadinanza". Una concezione subalterna alla "narrazione" della Lega che descrive l'immigrazione come un problema. "Sono quasi intimoriti dalla Lega sostiene Stojanovic -. A parte qualche eccezione, Armando Bonef ad esempio, sembra quasi che abbiano paura di difendere verso gli stranieri quei valori in cui dicono di credere, temendo una perdita elettorale". "Sui temi della socialità siamo rimasti soli in tutta la legislatura- nota la capogruppo ps Pelin Kandemir-. A partire dai tagli ai sussidi di cassa malati di un anno fa che avrebbero penalizzato i ceti più modesti". Allora nel Ppd solo Franco Denti si dissociò giudicandoli "improvvisati e socialmente iniqui".