La Lega punta al posto di sindaco e a tre municipali. Ma in realtà i piani della Lega sono quelli di conquistare la maggioranza assoluta del Municipio.
La Lega dei ticinesi ha calato le sue carte per la battaglia di Lugano. Borradori c’è! Dopo il PPD (unico partito a presentare la lista anche per il Consiglio comunale), e Area Liberale di Sergio Morisoli, ecco che anche in via Monte Boglia hanno deciso chi saranno i loro “magnifici sette“. Venerdì 7 dicembre toccherà ai socialisti, che in assemblea designeranno quali saranno i loro sette candidati da una rosa di dieci “papabili”. E anche lì, la Pesenti c’è (nonostante il gran mistero che Martino Rossi vuole mantenere attorno alla lista, a meno che l’assemblea socialista luganese bocci la sua candidatura, ma saremmo nella iper-fantapolitica!).
Nell’intervista al nostro portale il presidente a vita Giuliano Bignasca dice che gli obiettivi sono ottenere la poltrona di sindaco e fare tre municipali. Quello che il Nano non dichiara al nostro portale (e a nessun altro media) è che l’ambizione di via Monte Boglia è un’altra.
Certo, Borradori sindaco. Certo, la Lega dei Ticinesi punterà con tutte le sue forze ad ottenere tre membri dell’esecutivo cittadino, ossia Marco Borradori, Lorenzo Quadri e Giuliano Bignasca, con Amanda Rückert che a sorpresa potrebbe arrivare quarta davanti a Michele Foletti, essendo l’unica leghista che può intercettare voti preferenziali dai socialisti e facendo il pieno dei voti preferenziali dell’UDC, PLR e PPD.
Ma il vero disegno è quello di riuscire di ottenere la maggioranza assoluta in Municipio. Come?
Semplice eleggendo il candidato PPD (che ha annunciato la sua candidatura in esclusiva su Liberatv) Franco Denti, che grazie al sito di Marco Bazzi e ai voti dei liberali, ma soprattutto dei leghisti, può essere dato già per eletto sulla lista PPD, al posto dell’uscente Angelo Jelmini.
La prima volta che la Lega si presentò alle elezioni comunali di Lugano, nel 1992, in un sol colpo mandò a casa entrambi i municipali PPD, Soldati e Annovazzi (allora Lugano aveva un esecutivo di soli cinque membri, tre PLR – Giorgio Giudici, sindaco; Valeria Galli; vice-sindaco e Erasmo Pelli – e due PPD), eleggendo Marco Borradori e il ciellino Giorgio Salvadè.
Dopo vent’anni il PPD arrischia di essere in una situazione simile. La “premiata ditta Giuliano Bignasca & Marco Bazzi”, come una lettera alla posta porterà in Municipio il pipidino Franco Denti, che di fatto è molto vicino alle posizioni del partito di via Monte Boglia.
Per questo scriviamo che il vero obiettivo, non dichiarato, è quello di garantirsi una maggioranza “blindata” nell’esecutivo. Se no a cosa serve ottenere la poltrona di sindaco, se poi non si hanno i numeri per imporre la propria linea politica nella stanza dei bottoni luganese??
Qualcuno potrebbe obiettare che la maggioranza blindata sarà non di quattro, bensì di cinque municipali, pensando a Giorgio Giudici. Invece noi non crediamo che andrà così. Veramente qualcuno pensa che dopo un trentennio Re Giorgio I, se battuto da Borradori (e verrà battuto da Borradori, ma forse anche da Giovanna Masoni), accetti di rimanere nell’esecutivo come “semplice” municipale (o al limite come vice-sindaco)??
Noi crediamo di no! Dunque si candiderà per “servizio al partito”, farà una competizione all’ultimo voto con Giovanna Masoni (che fra un “Tavolo della crisi” e un “FAI Swiss” è sempre presente con mister “Bel Ticino” Paolo Bernasconi), che sotto il naso gli sta preparando la sua “caporetto”, arriverà primo, ma più probabilmente secondo dietro alla sorella dell’ex Consigliera di Stato ultraliberista, e poi si dimetterà lasciando la poltrona nell’esecutivo al giovane Michele Bertini (che batterà a sua volta Badaracco). E non è detto che Bertini sarebbe un “fedele” alleato di Bignasca come lo è stato Giorgio Giudici. Dunque si punterà tutto sull’uregiàtt Franco Denti, unica vera strada percorribile per avere una maggioranza “blindata” nell’esecutivo.
Giovanna Masoni, se non riuscisse a battere Borradori (e non ci riuscirà) per diventare la prima donna sindaco della più importante città del cantone non si straccerà le vesti. Nel 2015, potrà sempre candidarsi per sostituire Laura Sadis in Governo. Il sostegno di pezzi importanti del PS Ticino c’è l’ha già (a differenza di Christian Vitta).