La lista per il Municipio Made in Italy per il menu La permanenza nel CdS Speciale La Lega all’assalto di Lugano Giuliano Bignasca, il consigliere di Stato Marco Borradori, il presidente del Gran Consiglio Michele Foletti, Maruska Ortelli, Angelo Paparelli, il municipale Lorenzo Quadri e Amanda Rückert Affettato misto, risotto e luganiga. Il tutto servito da camerieri italiani e animato da un giovane canzoniere frontaliere. Quando si dice... sputare nel piatto in cui si mangia! Per gli altri partiti Borradori, presidente del governo cantonale e nel contempo candidato al Municipio di Lugano, è confrontato con un conflitto di interessi. Ps e Udc: lasci subito il Consiglio di Stato
La maggioranza relativa, dopo il governo cantonale, anche nell’Esecutivo della città più importante del Ticino: è l’obiettivo annunciato ieri dal capo della Lega dei ticinesi Giuliano Bignasca in occasione della festa al capannone di Pregassona. E presentando la lista per il Municipio, il movimento ha calato l’asso: Marco Borradori, che dopo i tira e molla sulla sua candidatura, sarà della partita.
Il presidente del governo cantonale sarà affiancato dallo stesso Giuliano Bignasca (municipale in carica), dal consigliere nazionale e membro dell’Esecutivo cittadino Lorenzo Quadri, dal presidente del Gran Consiglio Michele Foletti, e dai deputati Angelo Paparelli, Maruska Ortelli (entrambi anche in Consiglio comunale a Lugano) e da Amanda Rückert. La presentazione della lista sblocca la partita in vista delle elezioni. Ora devono scoprire le carte solo i socialisti e i liberali radicali. Vedremo venerdì 7 dicembre se i primi avranno quale carta forte da giocare quella dell’ex consigliera di Stato Patrizia Pesenti, con cui Borradori avrebbe avuto un presunto flirt estivo qualche anno fa. Allora, il Ps potrà dire votate “Marco (Jermini però) e Patrizia”. Parecchia attesa c’è anche per la lista del Plr che è in agenda giovedì 13 dicembre. Per quella data sapremo se Giorgio Giudici accetterà la sfida. Per ora il sindaco in carica (cfr. box sotto) non pare spaventato da quella che appare una squa-dra in grado di strappare il terzo rappresentante in Municipio al Plr.
Una squadra che con la presenza di Marco Borradori è come una corazzata. « Adesso con il vostro aiuto tocca alla Lega – ha animato la platea, non così affollata come ci si aspettava, il Nano –, adesso tocca a noi ». Una chiamata alle armi che non ha mancato di accennare alla situazione economica in atto: « Lavoro, equità, generosità, visione del futuro e pragmatismo – ha tuonato il padre padrone della Lega – sono alcune delle nostre parole d’ordine. Ma soprattutto occupazione con lo sguardo rivolto ai nostri giovani e ai nostri cinquantenni rimasti disoccupati ». Poi l’annuncio della guerra, quella solita contro gli oltre 55mila frontalieri, mentre fra una tavolata e l’altra erano ai servizi della stessa Lega alcuni camerieri e il canzoniere di nazionalità italiana...
Ma questa piccola contraddizione non pare interessare nessuno a Pregassona. Miracoli dell’omelia domenicale che faceva bella mostra di sé con una parete del capannone di Pregassona tappezzata di prime pagine del Mattino della domenica .
‘Adesso tocca alla Lega’
« Adesso tocca a Lugano – ha rincarato la dose Bignasca – dove il partitone comanda incontrastato da oltre 150 anni facendo il bello e cattivo tempo: adesso, lo ripeto, tocca a noi. Il nostro obiettivo è di conquistare il sindacato e avere tre municipali della Lega in Municipio. Non sarà facile, ma tutto lascia sperare che il cambiamento possa arrivare già dal 13 aprile ». Un inno alla “nostra gente” continuato con gli strali contro « i burocrati e i legulei che, con la scusa del diritto superiore, stanno immiserendo il Ticino e la città, creando centinaia di poveri e colpendo anche quella classe media che è sempre stata la ricchezza di Lugano » .
Per i 4/7 la lista è però uguale a quella presentata nel 2008. Non ci sono più i due rappresentanti dell’Udc, ma ci sono sempre Giuliano Bignasca, Lorenzo Quadri, Angelo Paparelli e Michele Foletti (candidato, ma destinato a subentrare a Borradori). Marco Borradori che per il momento non si dimetterà dalla carica di consigliere di Stato (cfr. articolo in basso). Anche se fra gli elettori leghisti non tutti plaudono a questa scelta: « Non sono tanto contento – ci dice un affabile sostenitore –, gli uomini devono avere le palle e lui non le ha! ».
Politico moderato, con modi cortesi, capace, in diversi casi, di distanziarsi dalle provocatorie dichiarazioni del capo leghista, Marco Borradori può però contare su una stima trasversale, in termini partitici. Un trasloco, da Bellinzona a Lugano, sua città natale, che, ad ogni modo, non è stato fatto a cuore leggero: « La mia decisione – ha giustificato con una certa emozione il candidato leghista numero uno – è stata sofferta, difficile e presa all’ultimo momento. Una decisione a cui fa seguito quella di lasciare il Consiglio di Stato a lista depositata. Per 18 anni ho servito con entusiasmo e passione il mio Cantone, se eletto continuerò a farlo in Municipio per la mia Lugano » .
Gli avversari in visita
Una festa leghista che ha registrato anche la presenza degli avversari, o meglio dell’avversario Franco Denti , candidato popolardemocratico nella lista per il Municipio luganese. Nessun timore di recarsi nella tana del lupo? « La mia è una pura visita di cortesia – ribatte al nostro interrogativo il medico Ppd –. La discesa di Borradori? Oggi il Municipio di Lugano dimostra di aver acquisito più importanza del Consiglio di Stato... » .