Le riserve eccedentarie accumulate dalla casse in Ticino supereranno i 400 milioni
L'OMCT chiede a Berna di essere più trasparente e di riportare equilibrio tra i Cantoni
L'OMCT chiede a Berna di essere più trasparente e di riportare equilibrio tra i Cantoni
Tutto indica che alla fine di quest'anno le riserve eccedentarie accumulate dalle casse malati in Ticino supereranno i 400 milioni di franchi. Ben oltre
il minimo legale stimato per il nostro Cantone in 120 milioni di franchi che le casse malattia devono avere «in cassaforte» in caso di estremo bisogno. In
termini percentuali il tasso effettivo delle riserve accumulate supera il 40% a fronte di un 10% richiesto dalla Confederazione. «Ormai è da anni che sappiamo che stiamo pagando premi troppo alti ma adesso è ora di trovare una soluzione definitiva per risolvere il problema delle riserve senza intaccare la stabilità del Consiglio federale e degli assicuratori malattia» ha sottolineato Franco Denti , presidente dell'Ordine dei medici del Canton Ticino. Come?
Congelando gli aumenti dei premi in Ticino e in tutti quei Cantoni dove le riserve sono sovradimensionate fino a quando non verranno restituiti tutti i
milioni versati in più e, rispettivamente, prevedere un supplemento di premio graduale nei Cantoni con riserve deficitarie fintanto che le riserve tornino
in positivo in tutti e 26 i Cantoni. Quanto messo sul tavolo dal Consiglio federale e dalla Conferenza dei direttori cantonali della sanità per il rimborso
dei premi versati in eccesso tra il 1996 e il 2011 non è infatti abbastanza.
Come si ricorderà la Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio degli Stati aveva deciso di proporre al plenum di non entrare in
materia sul possibile rimborso dei premi. Decisione questa che aveva scatenato la protesta di diversi Cantoni, Ticino compreso e che, vista la portata delle critiche, ha fatto tornare la Commissione sui suoi passi chiedendo ai diretti interessati di elaborare ulteriori soluzioni. «Ma non facciamoci illusioni, la
Commissione è stata costretta a rientrate in materia non di certo con entusiasmo» ha sottolineato Bruno Cereghetti , ex capo dell'Ufficio assicurazione
malattia che su mandato dell'OMCT ha condotto uno studio sulle eccedenze, sottolineando il pericolo di un compromesso al ribasso rispetto a quanto realmente spetterebbe ai Cantoni. Per Cereghetti la soluzione passa dunque da una maggior trasparenza sulle cifre. Berna non pubblica i dati dei risultati di esercizio e lo stato delle riserve di ogni Cantone. «Questo ha portato a un balletto di cifre, un'opacità del sistema di finanziamento che non può più essere tollerata». Fino al 2011 il sistema di calcolo prevedeva il 10% dei premi a bilancio sotto forma di riserve. Un sistema controllabile ma che comunque ha generato squilibri tra i Cantoni. L'autorità federale ha quindi deciso di rivedere il sistema di calcolo in base ai rischi. «Un sistema
farraginoso, incomprensibile e poco trasparente che rende legali i trasferimenti di riserve da un Cantone all'altro» ha rilevato Cereghetti. E ciò ha generato ancora più iniquità tra i premi e poca trasparenza nel conteggio delle eccedenze. A fine 2011 i dati di Berna parlavano di 192, 3 milioni di
franchi di eccedenze in Ticino, per il Cantone i milioni erano 206,2 (con una differenza di 13,9 milioni). A novembre 2012 l'Ufficio federale della sanità
pubblica propone il nuovo modello di calcolo e le riserve diminuiscono a 139,8 milioni: «Oltre 52 milioni che spariscono contabilmente» e che probabilmente sono serviti a finanziarie le riserve di altri Cantoni. Ma le cifre calcolate da Cereghetti, partendo dai dati consolidati degli assicuratori malattia, sono altre: nel 2011 in Ticino gli accantonamenti erano 246 milioni, quindi mancano all'appello oltre 100 milioni (ammontare che si stima nel 2012 raggiunge i 362 milioni e che nel 2013 supererà i 400). Ecco perché l'OMCT chiede con fermezza che il calcolo dei rimborsi dei premi pagati in eccesso non si fermi all'anno 2011 (visto che le riserve continuano ad aumentare) e che Berna metta in atto un riequilibrio all'insegna dell'equità. «Il rimborso deve essere totale e non solo una percentuale di quanto versato» ha ribadito Denti.
il minimo legale stimato per il nostro Cantone in 120 milioni di franchi che le casse malattia devono avere «in cassaforte» in caso di estremo bisogno. In
termini percentuali il tasso effettivo delle riserve accumulate supera il 40% a fronte di un 10% richiesto dalla Confederazione. «Ormai è da anni che sappiamo che stiamo pagando premi troppo alti ma adesso è ora di trovare una soluzione definitiva per risolvere il problema delle riserve senza intaccare la stabilità del Consiglio federale e degli assicuratori malattia» ha sottolineato Franco Denti , presidente dell'Ordine dei medici del Canton Ticino. Come?
Congelando gli aumenti dei premi in Ticino e in tutti quei Cantoni dove le riserve sono sovradimensionate fino a quando non verranno restituiti tutti i
milioni versati in più e, rispettivamente, prevedere un supplemento di premio graduale nei Cantoni con riserve deficitarie fintanto che le riserve tornino
in positivo in tutti e 26 i Cantoni. Quanto messo sul tavolo dal Consiglio federale e dalla Conferenza dei direttori cantonali della sanità per il rimborso
dei premi versati in eccesso tra il 1996 e il 2011 non è infatti abbastanza.
Come si ricorderà la Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio degli Stati aveva deciso di proporre al plenum di non entrare in
materia sul possibile rimborso dei premi. Decisione questa che aveva scatenato la protesta di diversi Cantoni, Ticino compreso e che, vista la portata delle critiche, ha fatto tornare la Commissione sui suoi passi chiedendo ai diretti interessati di elaborare ulteriori soluzioni. «Ma non facciamoci illusioni, la
Commissione è stata costretta a rientrate in materia non di certo con entusiasmo» ha sottolineato Bruno Cereghetti , ex capo dell'Ufficio assicurazione
malattia che su mandato dell'OMCT ha condotto uno studio sulle eccedenze, sottolineando il pericolo di un compromesso al ribasso rispetto a quanto realmente spetterebbe ai Cantoni. Per Cereghetti la soluzione passa dunque da una maggior trasparenza sulle cifre. Berna non pubblica i dati dei risultati di esercizio e lo stato delle riserve di ogni Cantone. «Questo ha portato a un balletto di cifre, un'opacità del sistema di finanziamento che non può più essere tollerata». Fino al 2011 il sistema di calcolo prevedeva il 10% dei premi a bilancio sotto forma di riserve. Un sistema controllabile ma che comunque ha generato squilibri tra i Cantoni. L'autorità federale ha quindi deciso di rivedere il sistema di calcolo in base ai rischi. «Un sistema
farraginoso, incomprensibile e poco trasparente che rende legali i trasferimenti di riserve da un Cantone all'altro» ha rilevato Cereghetti. E ciò ha generato ancora più iniquità tra i premi e poca trasparenza nel conteggio delle eccedenze. A fine 2011 i dati di Berna parlavano di 192, 3 milioni di
franchi di eccedenze in Ticino, per il Cantone i milioni erano 206,2 (con una differenza di 13,9 milioni). A novembre 2012 l'Ufficio federale della sanità
pubblica propone il nuovo modello di calcolo e le riserve diminuiscono a 139,8 milioni: «Oltre 52 milioni che spariscono contabilmente» e che probabilmente sono serviti a finanziarie le riserve di altri Cantoni. Ma le cifre calcolate da Cereghetti, partendo dai dati consolidati degli assicuratori malattia, sono altre: nel 2011 in Ticino gli accantonamenti erano 246 milioni, quindi mancano all'appello oltre 100 milioni (ammontare che si stima nel 2012 raggiunge i 362 milioni e che nel 2013 supererà i 400). Ecco perché l'OMCT chiede con fermezza che il calcolo dei rimborsi dei premi pagati in eccesso non si fermi all'anno 2011 (visto che le riserve continuano ad aumentare) e che Berna metta in atto un riequilibrio all'insegna dell'equità. «Il rimborso deve essere totale e non solo una percentuale di quanto versato» ha ribadito Denti.